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STORIA - TRADIZIONI

Le scuole elementari di Castelmassa

Il problema di un idoneo edificio scolastico risolto all’avvio del XX secolo

di Mario Garbellini

Ventaglio Novanta n. 33 2006 pp. 76–77

Il problema dell’istruzione pubblica, affrontato per la prima volta a Castelmassa dopo che il paese era entrato a far parte del Regno d’Italia, nel 1866, a seguito della Terza guerra di Indipendenza, aveva cominciato a trovare delle soluzioni alla fine degli anni ‘70, quando si registra un autentico capovolgimento di situazione: dall’iniziale diffusa diffidenza e persino opposizione verso l’obbligo scolastico, si passa ad un aumento insospettato di frequenze. Dalle aule vuote alle aule insufficienti (vedasi Ventaglio n.31, pag 74).

A fine ‘800 l’espansione scolastica sembra inarrestabile. Un boom di frequenze senza sosta. A Massa le scuole elementari sono frattanto da qualche tempo traslocate nel palazzo Municipale (classi maschili) e Via Tabacchi (classi femminili, attuale Via Matteotti). Gli alunni della località Pio sono trasferiti tutti a Via di Mezzo in aule o stanze precarie. Agli inizi del ‘900 la popolazione scolastica sfiora le 500 unità.

Negli ultimi vent’anni dell’800 Massa è un cantiere aperto. Il Comune è impegnatissimo sul fronte dei lavori pubblici: strade, Teatro Cotogni, pompa in Via Magnana (piazzetta Cavour), Foro Boario, pozzi vari, ponte in chiatte sul Po… per di più è diventato un Polo Scolastico.

Il Comune deve gestire: le Scuole Elementari, una Scuola d’Arte applicata all’Industria, sorvegliare una Scuola Privata di Musica con 50 allievi, un Asilo privato Infantile, dare attuazione alla “Leva scolastica”, un’istituzione questa davvero singolare. Infatti, come i militari, tutti gli adulti, che dal 1890 non avevano completato il loro corso elementare, sono obbligati “a ritornare a scuola nelle ore serali e nei giorni festivi” (Regolamento Generale 6 febbraio 1908). I locali frattanto si rivelano insufficienti a contenere la massa di alunni e studenti giovani e meno giovani, il cui numero supera le 500 unità.

Con l’avvio del nuovo secolo la necessità di un idoneo edificio scolastico diviene sempre più impellente. Finalmente, nel 1908, viene emesso un bando di concorso per la costruzione delle Scuole Elementari. Il problema si era già posto vent’anni prima ed era stato preso in considerazione più volte, ma era stato rimandato per ragioni finanziarie. In una relazione dettagliata risalente al 30 agosto 1891, redatta dall’Assessore addetto alla Pubblica Istruzione, si legge: “… Più volte vi è stata posta sul tavolo la questione dell’erezione d’un nuovo fabbricato scolastico, avente lo scopo principale di riunire in un solo edificio le scuole elementari del Capoluogo, ora sparse qua e là, e di collocare gli alunni in aule sane, adatte e rispondenti a tutte le condizioni essenziali prescritte dalle leggi e reclamate dalla civiltà, dal progresso e dall’igiene, per il benessere fisico dei nostri figli e per facilitare lo svolgimento dei programmi governativi… Nessuna delle attuali scuole ha cortile nel quale raccogliere i ragazzi durante le ore di ricreazione; nessuna ha il grado di luce e la salubrità prescritti dall’igiene e dalle vigenti leggi. Manca ancora l’ampiezza dei locali, in proporzione degli alunni, si ch’essi debbono aspirare l’aria di un ambiente mefitico, che ne arresta lo sviluppo fisico, con danno evidente di quello intellettuale. Quasi tutte le attuali scuole sono prive di cesso, talchè i ragazzi devono uscire dalle scuole con perdita grave di tempo ed una distrazione tutt’altro che utile. …Ricorderemo inoltre che anche il Prefetto, nell’agosto scorso anno, visitando i locali serventi ad uso scuole, espresse la sua meraviglia perché non si era ancora pensato a togliere i ragazzi da quei disadatti ed insani ambienti…”

Le discussioni si protrassero per lunghi anni. Restarono buone intenzioni. Finalmente, in data 5 marzo 1908, viene bandito un concorso per la presentazione di: “…progetti relativi alla costruzione d’un edificio scolastico in Massa Superiore, comprendente: otto aule, ciascuna per 70 alunni; una sala, da poter suddividere in due piccole aule, per 40 alunni ciascuna; due sale ad uso refettorio, con una sola cucina; un locale ad uso Direzione Didattica e della Biblioteca, tutte da riscaldarsi a termosifone. Dovrà inoltre essere aggiunta una modesta abitazione per il bidello, facente un solo corpo di fabbricato con la palestra ginnica…”. Al migliore progetto scelto spetterà un premio di 500 lire, pagabile dopo aver appaltato i lavori…

Entro il termine stabilito furono inoltrati all’Amministrazione Comunale 11 progetti. Dopo attenta valutazione da parte di una apposita commissione risultò migliore, e quindi meritevole del premio, il progetto contraddistinto con il motto “Parva favilla” i cui estensori erano i Signori Ing. Pietro Fontana e Ing. Ferdinando Forlati di Verona.

L’Amministrazione comunale, per cautelarsi da eventuali aumenti in corso d’opera, incaricò un tecnico di fiducia del luogo, l’Ing. Oliviero Bianchi, di rifare i computi metrici, che risultarono ammontare ad un totale lire 140.000. La giunta approvò in data 8 aprile 1910.

Successivamente, in data 4 settembre 1912, fu approntato un ulteriore Progetto appendice all’erigendo fabbricato, appendice da adibirsi per uso bagni e per abitazione del custode.

Stralcio della Relazione dell’Ing. Oliviero Bianchi: “Il fabbricato scolastico che si sta costruendo comprende anche la palestra ed una modesta casa per l’abitazione del custode… L’Amministrazione Comunale, volendo completare l’opera anche dal lato dell’igiene, tanto necessaria alla salute dei ragazzi m’incaricava di estendere un progetto dei bagni… la costruzione è in continuazione alla palestra, comunicante anzi con la medesima. …L’ammontare complessivo del lavoro venne preventivato in Lire 22.500,00”.

Nel 1913 si inaugurarono le nuove Scuole Elementari “Enrico Panzacchi”.

Sono passati tanti anni e la scuola elementare Enrico Panzacchi assolve ancora la sua funzione. Ha visto passare intere generazioni. Racchiude passato, presente e futuro: vita e continuità.

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Come citare questo articolo

Mario Garbellini. “Le scuole elementari di Castelmassa”. Ventaglio Novanta, n. 33, 2006. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-scuole-elementari-di-castelmassa-2/

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