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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Le storiche tele restaurate

Nella chiesa di Melara due importanti quadri d’altare tornati al primitivo splendore

di Raffaele Ridolfi

Ventaglio Novanta n. 51 2015 pp. 22–23

Per la chiesa di Melara il 2014 sarà un anno decisamente da ricordare. Grazie al sostegno delle comunità religiosa e civile – nello specifico parrocchia di Melara e Lions club Ostiglia – sono stati restaurati due quadri deteriorati dal tempo. Sono quadri di notevoli dimensioni: il primo del pittore veneziano Antonio Paoletti (1834-1912) eseguito nel 1863, il secondo della Madonna dell’eterno Lume del 1722 di autore incerto realizzato a Palermo.

L’altar maggiore, che venne ricostruito dopo il pauroso e devastante incendio del 1851, ospita la pala di Antonio Paoletti Madonna del Rosario, Materno ed Antonio di Padova che effigia i santi patroni del paese. E’ stata rimessa a nuovo dalla restauratrice Monica Corrà di Tarmassia di Isola della Scala (Vr), nella scorsa primavera.

Mai nessuno prima aveva messo mano alla tela dipinta in Venezia, ed i “disastri” del tempo, del fumo, dello sporco e del degrado si sono visti nella loro interezza solo una volta che è stato deposto a terra il quadro, compreso certi buchi e la cornice, così come i supporti dietro.

Diverse le scoperte ottenute grazie alla pulitura portata a compimento dalla valente artefice Corrà.

Anzitutto, tolta la cornice, si è potuto vedere sia la firma dell’autore che altri dettagli nascosti, come l’effigie dell’antico campanile di Melara con tanto di cupola ed orologio, figure inedite. Poi dalla pulitura dello sporco, che ha richiesto tempo e perizia non comuni, si sono potuti ammirare i colori, le pennellate sapienti di Antonio Paoletti, un artista accademico ancora da riscoprire che ha lasciato sue opere a Venezia, Chioggia, Padova, Treviso, al Santo di Padova, Belluno e nella vicina Ostiglia, solo per citare i luoghi più noti. Lo scorso 18 luglio sono stati presentati in chiesa gli interventi sostenuti a cura del Lions club presieduto dal presidente Oreste Mingotti.

Il quadro della Madonna del Lume ha invece preso la via dei colli vicentini, approdando a Brogliano, dove Dal Medico è intervenuto in modo adeguato e meticoloso per ridare luce e sicurezza alla struttura che presentava notevoli problemi di consolidamento.

Grazie all’interessamento del parroco don Daniele Donegà, propiziatore dell’iniziativa, ora il dipinto si ammira nello sfolgorio dei colori, tanto più apprezzati oggi, grazie ad apposite lampade che ne rimarcano la bellezza facendo apprezzare la fluidità dell’esecuzione dell’artista.

I lineamenti degli angeli, delle nuvole e, soprattutto, del volto soave della Madonna appagano molto il fedele. Anche in questo caso è stata fatta una serata di presentazione dei lavori eseguiti sul quadro. Un primo effetto sui parrocchiani questo restauro lo ha già avuto con testimonianze ed iniziative. Si parla, infatti, che il prossimo ottobre ci sarà un primo convegno internazionale dedicato alla Madonna del Lume nei suoi aspetti artistici e devozionali, con ospiti di grande rilievo.

Al di là delle iniziative fatte ed in cantiere, comunque, l’indubbio rilievo della duplice operazione di restauro (portata a termine grazie alle sensibilità di singoli ed enti) consiste nel fatto che oggi si possono ammirare due storiche tele di grande pregio, che rimarranno nel tempo e che daranno modo, almeno si spera, di avviare altre iniziative, perché in una chiesa, si sa,i lavori di conservazione non finiscono mai.

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Come citare questo articolo

Raffaele Ridolfi. “Le storiche tele restaurate”. Ventaglio Novanta, n. 51, 2015. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-storiche-tele-restaurate/

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