Luigi Ramello è stato un personaggio che, nella prima metà dell'Ottocento ha lasciato a Rovigo un'impronta significativa nel mondo della cultura. Operò in varie istituzioni, a cominciare dalla Diocesi di Adria al Seminario (di cui fu Rettore: 1824-1836), dal Duomo della città all'Accademia dei Concordi di cui fu per più volte presidente.
Nacque a Rovigo il 3 novembre 1782 da Domenico Francesco e Vittoria Nicoli «onesti, agiati e pii genitori»; fu battezzato con i nomi di Lugi e Giovanni Battista¹. Nel novembre del 1793 fu iscritto alla scuola del Seminario che frequentò prima come convittore, poi come seminarista, sottostando ad alcune prescrizioni². I giorni dentro il Seminario erano caratterizzati da studi e lezioni tenute dagli insegnanti e ad approfondimenti personali, oltre a preghiere, atti devozionali ed esercizi spirituali.
Fin dall'adolescenza si dedicò allo studio dei classici, prediligendo soprattutto i latini: tradusse brani di molti autori, illustrandoli con annotazioni erudite e filologiche, che in seguito propose ai suoi discepoli.
Proseguì con entusiasmo l’attività letteraria nell'età adulta, riuscendo ad acquisire uno stile piano, ma ornato e dignitoso. Seguendo i suoi interessi, comprese che era opportuno dedicarsi anche allo studio della geografia, della cronologia, della storia antica e moderna, nonché dell’archeologia e dell’estetica³; materie che approfondì, raggiungendo una vasta cultura.
Fu ordinato sacerdote a 23 anni, nel maggio 1805, in Padova da Mons. Mauro Mari, Vescovo di Dora⁴, essendo in quel tempo vacante la Sede Episcopale di Adria per la morte di Mons. Arnaldo Speroni degli Alvarotti⁵.
Dal 1804 al 1809 divenne maestro di grammatica inferiore e superiore nel Seminario rodigino. Dal 1809 al 1815, sempre nel Seminario, ebbe l’incarico di professore di umanità e di retorica, ricevendo la stima degli alunni e dei colleghi, molti dei quali erano stati, in precedenza, suoi insegnanti.
Nella sua biografia assume interesse la descrizione di un episodio mistico a cui assistette il 29 maggio 1818. Si tratta della testimonianza relativa ad un’“estasi” o “visione estatica” vissuta da Suor Maria Felicita Baseggio, durante la quale il Ramello fu presente insieme ad altri sacerdoti. Il racconto del fatto risulta particolarmente interessante anche perché il Ramello, personaggio autorevole, inizialmente aveva manifestato scetticismo circa la reale portata degli episodi vissuti dalla Baseggio.
Il resoconto dell’episodio, per certi aspetti sconvolgente – che proponiamo in un riquadro a pag. 75 – è emerso nel corso di una ricerca tra le carte di Ramello custodite in Accademia dei Concordi a Rovigo (Fondo Concordiano, ms. 18/12, n. 30). Si tratta di un breve scritto – forse vergato nel giorno della morte della Serva di Dio (9 Febbraio 1829) – nel quale fra l’altro si legge: “Forse piace così al Signore che sia per alcun tempo dimenticata (Maria Felicita Baseggio), ma non si dubita punto, che non sia per venire un giorno in cui a Dio piaccia di essere in lei glorificato”.
Personaggio amante del sapere, Luigi Ramello ebbe modo di ampliare le sue conoscenze grazie all'opportunità offertagli di consultare la biblioteca dei conti Silvestri: una vasta collezione di volumi, arricchita specialmente dal canonico Girolamo Silvestri (1728-1788)⁶, sistemata dal bibliotecario Gioacchino Masatto⁷. Con costui il Ramello ebbe modo di confrontarsi frequentemente, divenendo esperto del patrimonio librario, tanto che, alla morte del Masatto, nel 1820⁸, gli fu affidata dai conti Silvestri la carica di bibliotecario. Egli descrisse la disposizione della biblioteca testimoniando che i volumi erano (e tuttora sono) circa quarantamila⁹.
Naturalmente per i suoi approfondimenti si servì anche della Biblioteca del Seminario di Rovigo, per la quale «acquistò… alcune opere con proprio denaro. Seguì il lavoro dei bibliotecari, studiò i criteri di classificazione, confessando … il grande amore verso “quel luogo [il Seminario rodigino] in cui per quaranta e più anni avea dedicate tutte le ragioni della mia vita”»¹⁰.
Tra gli incarichi di prestigio, sono da menzionare nove iscrizioni in lingua latina che compose quando venne annunciato, il 15 marzo 1816, l'arrivo a Rovigo di sua Maestà l'Imperatore Francesco I d’Asburgo. Le epigrafi dovevano essere collocate in diversi luoghi della città e una a Polesella (Padusella). Le iscrizioni furono stampate in un opuscolo per i tipi dell’editore Miazzi con la data del 1816. Il volumetto si trova in Accademia dei Concordi, catalogato con la segnatura Conc. O.R.E. [Opuscoli a Rovigo Editi] 1997, pp. 8 + una Tavola. Alle iscrizioni viene aggiunto un riquadro nel quale vengono riferiti i luoghi (“loca”) dove avrebbero dovute essere esposte le epigrafi: Inscriptionum loca / I. In fronte primarii templi (il Duomo). / II. Extra portam urbis S. Ioannis. III. In aede municipii. IV. In templo urbis (il Tempio della Beata Vergine del Soccorso, detto «la Rotonda»). V. Padusellae [Polesella] ad ripam Padi. VI. Extra portam civitatis S. Bartholomaei. VII. In atrio regiae delegationis (forse da identificare nell’atrio dell’attuale Palazzo della Prefettura o il luogo dove sorgerà l’atrio dell’attuale palazzo prefettizio. / VIII. In aula [sala destinata a riunioni importanti e solenni] Academiae Concordium.
In realtà, per varie motivazioni, la visita dell’imperatore avverrà soltanto nel 1819¹¹ e le lapidi con le iscrizioni non furono pertanto realizzate.
Nel 1844, all’età di 62 anni, fu nominato Arciprete del Duomo di Rovigo del quale era canonico. Intanto il vescovo di Adria Mons. Giacomo Bignotti¹² designò il Ramello Vicario generale della Diocesi di Adria, riattualizzando una dignità non più in uso da qualche secolo¹³.
È inoltre doveroso menzionare la sua lodevole attività nei confronti dell’Accademia dei Concordi, dapprima come Socio ordinario, a partire dal 1808¹⁴, e poi come Presidente, ricoprendo questa carica per ben 6 mandati: 1) dal 7.8.1817 al 7.8.1818; 2) dal 7.8.1818 al 6.8.1819; 3) dal 18.10.1824 al 6.8.1825; 4) dal 7.8.1829 al 6.8.1830; 5) dal 7.8.1836 al 6.8.1837; 6) dal 7.8.1839 al 6.8.1840¹⁵.
Sulla sua attività di canonico si rimanda al profilo stilato, con relativa bibliografia, nell’«Österreichisches Biographisches Lexikon» (= ÖBL) 1815-1950¹⁶, nel quale si dice, tra l'altro, che fu «Theologe, Schriftsteller und Lokalhistoriker», che tradurrei «Teologo, scrittore (autore) e storico locale o, meglio, studioso di storia locale (patria)».
Luigi Ramello cessò di vivere il 18 gennaio 1854, all’età di 71 anni compiuti da un paio di mesi. I suoi funerali furono molto partecipati e, a suo ricordo, gli furono dedicate due lapidi elogiative:
– Antonio Minelli fece incidere una iscrizione, composta da sua moglie Luisa Kiriaki, che fu murata sotto il portico della Chiesa della Beata Vergine del Soccorso detta «la Rotonda» (Rovigo):
A MONSIGNOR CANONICO LUIGI RAMELLO ARCIPRETE DELL'INSIGNE COLLEGIATA RODIGINA VICARIO GENERALE VESCOVILE CHE PER NOBILE VOLONTÀ D'INGEGNO PER TEMPRA SOAVE DI CUORE PER OPERE DI SENNO E DI CARITÀ ALLA RELIGIONE ALLA PATRIA SOLENNI TRIBUTI IMPERATIVI OFFRIVA E SETTUAGENARIO VOLANDO ALLA CORONA DEI GIUSTI IL DXVIII GENNAIO MDCCCLIV PERENNE MEMORIA DI SÉ E BENEDIZIONE NEI SUPERSTITI E NEI VENTURI LASCIAVA MINELLI IL TIPOGRAFO IN MONUMENTO DI RICONOSCENZA DI ANIMO RIVERENTE P(osuit)
– La seconda iscrizione è ben visibile a chi entra dallo scalone principale dell'Accademia dei Concordi. Essa riporta:
QVAE PLVRIMA AB ADOLESCENTIA AD SENIVM CVRIS IMPENSIS LVCVBRATIONIBVS ALOYSIVS RAMELLO CAN •(onicus) RHODIGINVS STVDIIS ARCHEOLOGICIS MAXIME POLLENS SOLATII ET ERVDITIONIS ERGO DOMI CONGESSERAT HVC ALEXANDER CASILINI A CONSILIIS AVG •(ustalibus) CIVITATI ET SODALITIO CONCORDIVM EXORNANDIS JVVENTVTI IN PATRIAE AMOREM FOVENDAE FRATRIS ADNVENS DESIDERIO INFERRI TRADIQVE JVSSIT KAL •(endis) AVG •(ustis) MDCCCLV
Traduzione: I MOLTISSIMI SCRITTI (OPPURE: TUTTE LE COSE) CHE DA GIOVANISSIMO (DALLA GIOVENTÙ) FINO ALLA TARDA ETÀ (ALLA VECCHIAIA) / CON PASSIONE, SCRUPOLO, NOTTI INSONNI / LUIGI RAMELLO CANONICO RODIGINO / VALIDISSIMO STUDIOSO DI SCIENZE ARCHEOLOGICHE / PER PROPRIO DILETTO E AMORE DI CONOSCENZA AVEVA RADUNATO A CASA / QUI / ALESSANDRO CASALINI SU PROPOSTA DEI CONSIGLIERI IMPERIALI / PER ABBELLIRE LA CITTÀ E L'ACCADEMIA DEI CONCORDI / INTERPRETANO IL DESIDERIO DEL FRATELLO / DI FAVORIRE NEI GIOVANI L'AMORE DELLA PATRIA / ORDINÒ CHE FOSSERO TRASFERITI E CONSEVATI / IL PRIMO DI AGOSTO 1855.
Gli scritti di Luigi Ramello – come ricordato anche da questa lapide – sono conservati presso l’Accademia dei Concordi. Di seguito, un elenco delle principali opere a stampa del Ramello, il quale era solito pubblicare i suoi libri senza il proprio nome¹⁷:
– Memorie sull’immagine di Maria Vergine delle Grazie e sull'antico battistero di Rovigo, dove stava dipinta, ed. Minelli, Rovigo 1837.
– Cenni intorno alla Chiesa e Convento de’ Padri Minori Cappuccini in Rovigo, riaperto il 1 giugno 1851, e Memorie su alcuni religiosi di quest'Ordine, ed. Minelli, Rovigo 1851.
Numerosi sono i mss. ramelliani presso l’Accademia dei Concordi:
Per il Diario, Giornale, gli appunti di cronaca si sta interessando la dott. Antonella Turri dell'Accademia dei Concordi.
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