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STORIA - TRADIZIONI

L’ultimo “savatin”

A Bottrighe una generazione di ciabattini

di Roberto Marangoni

Ventaglio Novanta n. 26 2003 pp. 70–71

Una generazione di ciabattini e calzolai, quella dei “Bega”, che a Bottrighe si tramanda da oltre un secolo le peculiarità di un mestiere antico, che negli ultimi anni – nell’era di un consumismo esasperato – ha fatto registrare una consistente flessione degli addetti, tanto da far temere che sia irrimediabilmente in via di estinzione. Stiamo parlando del laboratorio di “savatin” (ciabattino) all’interno del negozio di calzature di Paolo Cominato, che tutti conoscono col soprannome di “Bega”, in via Vittorio Veneto.

Quella dei “Bega” è infatti una tradizione di famiglia che si trascina di generazione in generazione, lasciando ricordi e aneddoti di alcuni aspetti particolari. Una attività che nel passato spaziava anche in campi oggi davvero impensabili: ad esempio quello del dentista. C’è ancora qualcuno a Bottrighe in grado di ricordare i bisnonni di Paolo, Francesco e Toni, che, tra un tacco ed una suola, spesso alternavano il lavoro di ciabattino con quello di cavadenti. In questo caso, prima di procedere all’estrazione, provvedevano ad anestetizzare il paziente con un bel sorso di grappa. Un altro personaggio di cui è tuttora vivo il ricordo è il nonno, Sante, a cui – è accertato – si deve il soprannome “Bega”, ovvero litigio, passato poi a figli e nipoti. Motivo dei suoi frequenti litigi, le ragioni di un grande cuore sportivo. Sante era infatti dirigente dell’allora squadra di calcio del paese, che non si limitava a difendere con argomentazioni sempre pronte, ma che sosteneva concretamente col suo lavoro di ciabattino, trascorrendo notti intere a riparare gratuitamente palloni di cuoio e scarpe per i giocatori.

Chi poi non ricorda Alceste? Donna attivissima, sorella di Sante, prima collaboratrice del fratello e successivamente del nipote Francesco, sempre pronta a tirare spaghi, colorare e lucidare scarpe. E’ la stessa Alceste ben nota per la sua umanità ad Adria, ove si recava settimanalmente dalle suore Canossiane per riparare, con autentica opera di carità, le calzature delle consorelle e di molti scolari indigenti.

Infine l’ultimo pioniere dei “Bega”, Francesco, padre di Paolo, scomparso alcuni anni orsono, che aveva gestito a lungo, col fratello Elia, il negozio di famiglia. Quel Francesco “Bega” che con molta pazienza ha insegnato e trasmesso al figlio il mestiere di ciabattino. Una tradizione che non si è fermata e che ancora oggi, nonostante l’imperante globalizzazione ed il proliferare dei grandi centri commerciali, prosegue senza interruzione a Bottrighe grazie appunto a Paolo “Bega”.

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Come citare questo articolo

Roberto Marangoni. “L’ultimo “savatin””. Ventaglio Novanta, n. 26, 2003. https://ventaglionovanta.it/archivio/lultimo-savatin/

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