La sala Celio del Palazzo della Provincia di Rovigo ha ospitato, all’aprirsi della primavera, una interessante mostra del pittore Franco Montanari dedicata alle donne di ogni tempo e battezzata con l’azzeccato titolo: “L’altra metà del cielo” . Ventinove le opere in cui le donne sono presentate come autentiche testimoni, sacerdotesse del tempo, protagoniste di itinerari storici, narratrici di destini che le hanno rese immortali ed esemplari, abbigliate solo della loro femminilità. Il pennello dell’artista le ha materializzate dando loro un volto, un corpo, una movenza che ne ha sancito il fascino e la bellezza aleggiante in ciascuna con differente intensità.
Ventinove donne, dunque, ventinove invenzioni che iniziano dalla Creatrice (Spirito creativo), la dea femmina che si contorce nello spasimo del parto cosmico e genera l’Universo. Una scelta originale e coraggiosa quella di Montanari che tributa alla donna l’onore di essere la Madre dell’ordine cosmico. La fecondità è quindi l’imprimatur che il pittore fissa nella sua Primavera fiorita e verdeggiante nella quale echeggiano reminiscenze botticelliane che l’Artista ripropone in diverse sue tele come omaggio alla femminilità di ogni epoca. La mostra si “legge” con nitida linearità per la purezza del segno che delinea le forme e si approfondisce nella plasticità che connota i dipinti. È questo forse il tratto distintivo del pittore rodigino che ha per molti anni ricoperto la carica di Presidente del Circolo delle Arti Decorative: crocevia di pittori e fotografi polesani che qui hanno trovato in molti casi un serio punto di riferimento artistico.
Ragione e fantasia si compendiano nelle “creature” di Montanari divenendo piccoli tasselli contenenti i semi della cultura artistica che l’autore esibisce in molte delle sue tele, dove i riferimenti sono legati alla storia della pittura e ai pilastri della mitologia. E ciò appare evidente nei volti e nelle movenze del corpo che si fa acrobatico volteggio nello spazio: come in quello dedicato ad Andromeda incatenata e nel contempo “galleggiante” nel cielo; o nella “Nascita di Venere” dove il mare stesso diviene sciacquio che riporta ad invenzioni metafisiche. Il senso dedotto dal titolo si fa concretezza nei Kimono riprodotti con elegante dovizia di particolari e finezza cromatica che riproduce composizioni diverse. Donne che ci osservano da tele che sono divenute pagine da leggere con attenzione perché riportano a studi condotti dalla curiosità dell’Autore, come quella dedicata a Costanza Bonarelli, amante di Gian Lorenzo Bernini che per lei si macchiò di un’aggressione gravissima nei confronti del fratello divenuto suo rivale. A lei Montanari dedica una composizione nella quale campeggia il busto della donna ornato di fiori, simboli di bellezza accanto ai quali però sono presenti oggetti di ben diverso significato: un posacenere, alcune sigarette, un calice di liquore, una maschera, lussuriosi simboli di vite mondane. Nella mostra di Montanari non mancano le maternità: da quella modernissima raffigurante una giovane madre che si fa bella davanti allo specchio mentre allatta la sua bambina, a quella che ci riporta alla Vergine del Bellini alla quale il pittore dona un’aureola dorata per impreziosirne la sacralità. La prolifica produzione di questo Autore offre al visitatore una visione molto efficace che nulla pare dimenticare del mondodonna e attinge dalla classicità le sembianze della Nike di Samotracia che percorre le acque polesane tra pioppi e alghe sinuose. È il passato di Fetonte che torna per ricordare la nobile origine della terra benedetta dalle acque che poi conduce alla città di Rovigo raffigurata con il chiaro riferimento ai monumenti della città impreziositi dal tripudio delle rose che ne costituiscono il simbolo. Non poteva infine mancare un’opera che viene dal cuore: quella dedicata a Dolores, amatissima madre dell’Artista raffigurata con limpido realismo e un’aria regale, che sorride con sguardo rassicurante dall’ovale di una romantica cornice, quasi a porre un prezioso sigillo, solenne certezza di autenticità.
Immagini dell’articolo
Utilizzo dei contenuti
Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.
La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.
Come citare questo articolo
Rosetta Menarello. “L’universo femminile di Montanari”. Ventaglio Novanta, n. 67, 2025. https://ventaglionovanta.it/archivio/luniverso-femminile-di-montanari/