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LE INTERVISTE DEL VENTAGLIO

Marangoni, Venetnia e i Bontemponi

A colloquio con il presidente del gruppo folkloristico, animatore culturale che tiene alta la bandiera del Polesine

di Ventaglio Novanta

Ventaglio Novanta n. 63 2022 pp. 151–152

Roberto Marangoni, presidente del gruppo folkloristico “Bontemponi” di Bottrighe e collaboratore affezionato di questa rivista, è stato eletto consigliere regionale di Venetnia, l’Associazione Veneta Gruppi di Tradizioni Popolari, alla quale assieme ai Bontemponi, aderiscono altri 19 gruppi della regione. L’elezione è avvenuta durante l’assemblea straordinaria svoltasi Possagno (Treviso) lo scorso 24 ottobre nella sede del locale gruppo folk “I Posagnot”.

Nel complimentarci con Marangoni per la recente nomina, troviamo lo spunto per una breve intervista.

– Innanzitutto, vuole chiarirci qual è la missione dell’associazione Venetnia?

“Venetnia, nata nel 2008, con sede presso il museo etnografico provinciale “Case Piavone” di Treviso, persegue finalità di promozione culturale e sociale, al fine di realizzare una positiva e razionale collaborazione con la Regione Veneto e le pubbliche istituzioni in ordine alla risoluzione dei problemi culturali-turistici, socio-educativi, tecnici ed operativi di comune interesse con obiettivi di valorizzazione, diffusione, ricerca e promozione, relativi alla danza, alla musica, al canto, agli usi e costumi, alle tradizioni, tutti in ambito popolare veneto”

– C’è una iniziativa che qualifica in particolare Venetnia?

“Fiore all’occhiello dell’associazione è l’annuale Raduno Regionale del Folklore che si svolge sempre in una diversa città del Veneto. L’iniziativa, purtroppo sospesa da due anni causa la pandemia, dovrebbe riprendere alla grande nella primavera 2022 partendo da Cesiomaggiore (Belluno). Sarà cura del nuovo Consiglio direttivo, che appare molto motivato, riattivare questa ed altre iniziative. Il recente rinnovo ha portato alla presidenza Martina Torresan dei “I Mercanti Dogali” di Montebelluna, affiancata oltre che da me, come rappresentante della provincia di Rovigo, da Silvia De Bona (col ruolo di segretaria) del gruppo “Nevegal” di Belluno, Serena Sabbadin (cassiere) del “Pastoria del Borgo Furo” di Treviso, e poi Federica Morgoni de “I Campagnoli” di Rosegaferro (Verona), Tatiana Pellizer del “Folkloristico Trevigiano” di Treviso e Bruno Paolo Spolaore del “I Toca Mi” di Mirano (Venezia)”.

– Finalmente, con il virus sotto controllo, anche i Bontemponi sono tornati nelle piazze. Lei è la colonna del gruppo. Da quanto tempo ne fa parte?

“Da trentasette anni, e finalmente siamo tornati al nostro atteso rapporto col pubblico che sempre ci gratifica con simpatia, affetto e calorosi applausi. In estate ci siamo esibiti in diverse piazze del Veneto e ad ottobre a Grugliasco in Piemonte dove veramente c’era una grande attesa. Nel corso degli anni, in Piemonte ci siamo esibiti in tredici occasioni e per ben quattro volte a Grugliasco, una città di trentotto mila abitanti, dove vivono ben 711 famiglie con capostipite di origine polesana. Famiglie attive che qui si trasferirono a seguito dell’alluvione del 1951”.

– Un dramma ancora ben presente nell’animo degli emigrati dal Polesine…

“È così, e proprio per ricordare il settantesimo della tragedia che sconvolse la nostra provincia, la città di Grugliasco, attraverso Antonio Ferri, originario di Corbola, ha voluto dedicare due giorni di manifestazioni, invitandoci come ambasciatori del Polesine. Una festa iniziata nel gremitissimo pala teatro Le Serre, completamente esaurito nei suoi seicento posti, con gli interventi del sindaco di Grugliasco Roberto Montà, con l’assessore agli eventi Gabriella Borio, del collega di Corbola Michele Domeneghetti, che rappresentava il Polesine e dello storico Nerino Albieri consigliere del Gruppo Sportivo Bottrighe. Dopo gli scambi di omaggi, targhe e libri (ma anche un cestone di prodotti tipici polesani con salumi, formaggi, miele, riso, vini, patate americane, esse e pane biscotto) sono seguiti gli interventi che hanno sottolineato la tenacia dei polesani. In particolare il sindaco Montà ha ribadito il valore dei polesani giunti a Grugliasco e in altre località piemontesi, che si sono pienamente inseriti contribuendo allo sviluppo delle loro nuove città e portando sempre alti i valori della vita e di civiltà”.

– È sicuramente una soddisfazione sentire parole di apprezzamento nei confronti delle genti polesane. E il vostro spettacolo?

“Abbiamo cercato di dare il meglio, gratificati da un pubblico calorosissimo: emozioni e tanta commozione, in particolare con l’esecuzione di “Polesine” preceduta dalla toccante poesia “Case abbandonate” e poi di “Oh Bottrighe” l’inno del paese, che ha fatto alzare in piedi i molti oriundi bottrighesi. Applausi interminabili e tanta soddisfazione per uno show che – è stato osservato – ha saputo trasmettere, alla memoria dei polesani – grugliaschesi, i ricordi della loro terra di origine, attraverso le cante e le ballate della tradizione alternati da coinvolgenti dialoghi e gustose battute in vernacolo”.

– Il pensiero guarda avanti e va agli impegni del 2022. Avete già dei programmi definiti?

“Dopo le iniziative benefiche natalizie e la distribuzione del nuovo calendario 2022, ci occuperemo del nostro quinto disco, in fase di progettazione da oltre un anno, anche questo in ritardo causa la pandemia, oltre naturalmente agli spettacoli che, a partire dalla primavera, dovrebbero riprendere, speriamo… e ce lo auguriamo, nella normalità”.

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Come citare questo articolo

Ventaglio Novanta. “Marangoni, Venetnia e i Bontemponi”. Ventaglio Novanta, n. 63, 2022. https://ventaglionovanta.it/archivio/marangoni-venetnia-e-i-bontemponi/

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