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STORIA - TRADIZIONI

Nuova vita per il Mercato Ittico

La rinascita di una storica struttura in centro a Lendinara Da mercato coperto a Sala civica e Ufficio Turistico

di Laura Viaro

Ventaglio Novanta n. 59 2019 pp. 64–67

Nell’ambito del mirato progetto di riqualificazione di edifici storici ubicati in numero considerevole sul territorio lendinarese, va segnalata, con piena soddisfazione, la conclusione dei lavori dell’ex mercato coperto sito in Piazza Vittorio Veneto.

Per molti anni luogo di commercio alimentare e teatro di genuino folklore, testimone dei sostanziali mutamenti, o per meglio dire rivoluzioni degli usi e costumi di una comunità, la costruzione restaurata manifesta l’originario splendore anche se con differente destinazione d’uso.

Grazie al finanziamento concesso dal Gal Polesine Adige nelle risorse del Piano Sviluppo Locale 2014/2020, con decreto del novembre 2017 del Direttore Avepa di Rovigo e all’approvazione triennale 2017-19 del Consiglio Comunale, è arrivato a conclusione l’iter avviato agli inizi del 2017, grazie al quale la città può ora pregiarsi di una struttura di aggregazione moderna e funzionale, mantenendo la sobria ma elegante fisionomia architettonica.

L’immobile, denominato Mercato Ittico, è in realtà composto da due fabbricati contemporanei – mercato coperto ed ex pescheria – che sorgono all’interno della perimetrazione del centro storico e sono sottoposti alle disposizioni di tutela ai sensi dell’art. 12 del Dls 42/2004, stante la sussistenza dell’interesse culturale accertato con provvedimento 9 luglio 2012 della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto per le motivazioni espresse nella relazione storico-artistica a firma del Soprintendente Gianna Gaudini e del Funzionario Storico dell’arte Maristella Vecchiato.

I due immobili, visivamente percepiti come un unicum strutturale, sono oggi di fatto accorpati grazie ad una costruzione trasparente che li unisce. Tale soluzione non compromette la fruizione separata degli edifici con conseguente autonomia nell’utilizzo.

La storia

I fabbricati, significativi esempi di architettura fascista di tipo commerciale, presentano una chiara analogia compositiva e hanno dimensioni differenti; la struttura è costituita da mattoni comuni con facciate a schema neoclassico ed abbellita da elementi architettonici decorativi. La costruzione venne eretta in “di fronte ad un albergo e quindi luogo di aggregazione popolare” (l’Albergo Ristorante Impero, costruzione risalente agli anni ‘20). Il progetto per la copertura del mercato coperto, predisposto dall’ingegnere comunale, fu approvato nel marzo 1931 unitamente al preventivo di spesa per la somma complessiva di £. 40.000.

Il mercato, costituito dapprima da due semplici lastricati di pietra, oltre a rivelarsi insufficiente ai bisogni della popolazione non offriva protezione dalle intemperie a danno degli avventori e delle merci.

Grazie alla prevista copertura, inoltre, l’Amministrazione, retta al tempo dal podestà Ing. Paolo Fasiol, poté beneficiare del mercato delle mezzene di maiale (che verrà aperto con cadenza settimanale nell’ottobre dello stesso anno, previa approvazione di relativo regolamento) con conseguente celere recupero della spesa. La delibera disponeva di procedere, con autorizzazione prefettizia, mediante licitazione privata invitando all’incanto tutti i capimastri e imprenditori di lavori del Comune.

Il collaudo dei lavori venne eseguito l’anno successivo, nel febbraio del 1932, ad opera dell’ingegnere incaricato Petrobelli nob. Francesco e contestualmente emesso l’ultimo mandato a saldo dei lavori, effettuati dalla Ditta Bergo Umberto.

L’antefatto

E’ questa una storia legata al commercio di provvigioni di prima necessità, che a Lendinara iniziò a porsi fin dall’ultimo decennio dell’Ottocento. Infatti già nel maggio del 1896, in sede di Consiglio Comunale, tenutosi a seguito di delibera di Giunta, viene discussa la proposta per l’acquisto di un fabbricato da destinarsi a mercato coperto riguardante l’offerta di uno stabile sito in via Garibaldi, di proprietà del signor Zoppellaro Valente. Tale risoluzione, pur finalizzata “a togliere l’inconveniente di veder infangata la loggia del Palazzo” nei giorni piovosi di mercato, non appare proporzionata al vantaggio che si vorrebbe ottenere, “tanto più che non si potrebbe trovare un posto per la pescheria”.

Saranno nuovamente dibattute nel Consiglio del settembre 1903 le comunicazioni della Giunta per un mercato coperto atto alla collocazione permanente dei vari banchi dei fruttivendoli e pescivendoli che ingombravano all’epoca i portici di piazza con grave incomodo per i cittadini. A tale scopo, e con una spesa relativamente modesta, viene prospettata l’acquisizione di un tratto dell’orto posto a tramontana della torre del carcere prospiciente la piazza per la costituzione di un salone coperto di oltre 700 mq. di superficie, su schizzo dell’ingegnere comunale. Il mercato settimanale del pesce, era dapprima tenuto nel vicolo Teatro “in prossimità di una fogna e di un pisciatoio, in località mancante di acqua, distante dall’Adigetto e quindi pericolosa alla pubblica igiene”.

Per questo motivo lo spostamento sulla piazzetta, di fronte al monumento di Marchiori e in riva all’Adigetto, sopperì alle palesi carenze; fu tuttavia necessaria la costruzione di un padiglione smontabile (stante l’esosità, nonché il veto all’esecuzione di una struttura fissa in riviera del Naviglio Adigetto).

Ma anche la nuova sistemazione apparve poco consona soprattutto nei confronti del visitatore, il quale “arrivando dalla Stazione il Venerdì mattina, dopo aver percorso la magnifica Riviera Umberto I° (oggi Riviera Mazzini) viene a trovarsi in mezzo al mercato del pesce fra odori poco desiderabili e visuali poco consone”.

Agli inizi degli anni ‘20 saranno designate nuove località per la sistemazione dei mercati: Piazza Vittorio Emanuele (ora Risorgimento) sarà destinata ai soli mercati di stoffe, telerie, scarpe, ecc. mentre il mercato della frutta e verdura sarà trasportato nella piazzetta S. Marco.

Il progetto e la realizzazione

Ed arriviamo al 1923, quando, su progetto redatto dall’ ingegnere comunale Pietro Zerbini, verrà infine approvata la costruzione di due piattaforme destinate al mercato del pesce e del pollame nel piazzale ex Mario o piazzaletto Mario, zona circostante la proprietà della nobile famiglia Mario residente nell’edificio che fu sede dell’Albergo Impero, il quale, assieme a palazzo Bolognese e piazza mercato, costituiva “il largo” che dal novembre 1930 divenne l’attuale Piazza Vittorio Veneto.

Le piattaforme originarie, tramite la successiva copertura, furono in grado di accogliere agevolmente le storiche gestioni da parte delle famiglie Pigozzo per il commercio ittico e Pasqualini per la vendita di carni, citando le più note.

Nel 1938 la pescheria sarà dotata di tavole in marmo e nel decennio successivo di pompa d’acqua potabile; nel 1953 all’interno della struttura verrà costruito un locale di mq.12 circa per lo spaccio di frutta e verdura da parte e a onere di privati; la proprietà, da contratto, rimarrà al Comune di Lendinara in qualità di locatore.

La fine di un’epoca e la nuova destinazione

Negli ultimi decenni le abitudini all’acquisto dei beni alimentari sono molto cambiate. Pertanto, cessato il vivace commercio di carni animali e pollame starnazzante di ogni specie (esposto e offerto alla stregua di merce inanimata) il mercato coperto ha esaurito la sua funzione, divenendo per molti anni luogo di giovanili appuntamenti; un riparo a cielo aperto e selciato protetto per sport improvvisati.

Individuato come luminosa vetrina della città, collocata in uno dei nodi strategici per un turismo in costante ascesa, la struttura già prima del restauro è stata più volte utilizzata per ambientarvi apprezzati eventi, a riprova della validità della scelta di destinazione. Ed ora, dopo il bell’intervento di recupero, si attende un’importante rivitalizzazione della struttura, da fruire in chiave culturale e turistica.

Un ringraziamento all’Ingegnere Pietro Mazzocco per la cortese disponibilità alla consultazione

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Come citare questo articolo

Laura Viaro. “Nuova vita per il Mercato Ittico”. Ventaglio Novanta, n. 59, 2019. https://ventaglionovanta.it/archivio/nuova-vita-per-il-mercato-ittico/

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