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STORIA - TRADIZIONI

Nuovi ritrovamenti archeologici ad Adria

Venuta alla luce una nuova necropoli del III-II sec. a.C.

di Osvaldo Pasello

Ventaglio Novanta n. 2 1990 pp. 45–47

L’archeologia adriese si arricchisce di un nuovo, emozionante capitolo. Nei pressi di Bottrighe, in Via Spolverin, i lavori per la costruzione dei nuovi svincoli stradali hanno portato alla luce, una grande necropoli risalente al 3°-2° secolo a.C. Decine di tombe divise da canaletti, alcune addirittura ancora perfettamente incassonate, molte delle quali accompagnate da un fornitissimo corredo funerario in ceramica o ferro. Si è arrivati, per una di esse, a contare ben 76 pezzi! Un considerevole carico di lavoro attende ora gli studiosi nei prossimi mesi. Sullo sfondo alcune affascinanti ipotesi che potrebbero riaprire il dibattito storico su un periodo, forse troppo frettolosamente etichettato, in riferimento ad Adria, come il periodo della decadenza.

In realtà, quanto recuperato in Via Spolverin dà forza alla tesi di un grande polo commerciale collegato a raggera con l’Italia Centrale. La produzione locale imita la ceramica nera etrusca e, per certi aspetti, quella attica. Confermati dunque i rapporti con Volterra e con altre città dell’entroterra italico, in una catena di scambi che i reperti di Via Spolverin contribuiranno sicuramente a delineare meglio. Dopo lo splendore di trecento anni prima, in cui Adria si era qualificata come importante centro dell’Adriatico, attivo in particolare negli scambi con il mondo greco, la città, a cavallo tra 3° e 2° sec. a.C., manteneva dunque ancora, la solida struttura portuale a servizio non più di un’area mediterranea (i Greci erano di fatto scomparsi dal mercato), ma senz’altro italica.

La città, a giudicare dai corredi ritrovati, è ancora ricca e soprattutto popolata. La propaggine a Sud venuta alla luce chiude, tra l’altro, i ponti con la vecchia e apparentemente risolutiva tesi di una pianta urbana orientata esclusivamente a settentrione. Bisognerà ora spiegare il senso e la ragione di un insediamento così profondamente incuneato a mezzogiorno rispetto al nucleo centrale.

Ma i punti interrogativi della ricerca che nei prossimi mesi gli studiosi condurranno sono anche altri. Necropoli esclusiva per donne e bambini? Tanto per citarne uno. Tuttavia la ricchezza di certe inumazioni lascerebbe cadere un’ipotesi che, in tutta la sua fantastica stranezza, rimane comunque in piedi, almeno fino all’esame osteologico. In ogni caso, siamo di fronte a prospettive nuove.

Tenendo pure conto degli scavi di Via Retratto, Adria si misura in questi mesi con la più intensa campagna archeologica degli ultimi anni. La Direttrice del Museo, dott.ssa Bonomi, ha già in testa alcune brillanti iniziative per riportare gli adriesi, sfruttando la concomitante occasione degli scavi, sui passi della Storia.

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Come citare questo articolo

Osvaldo Pasello. “Nuovi ritrovamenti archeologici ad Adria”. Ventaglio Novanta, n. 2, 1990. https://ventaglionovanta.it/archivio/nuovi-ritrovamenti-archeologici-ad-adria/

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