Tra i non pochi personaggi che in Polesine si dedicano all’arte figurativa, ottenendo apprezzamenti, va sicuramente menzionato Otello Galasso, che si è imposto all’attenzione del pubblico e degli esperti soprattutto per le sue coinvolgenti composizioni naif. Quadri dall’immediato impatto emotivo, ricchi di cromie, ritraenti spesso paesaggi fiabeschi, popolati da persone che sembrano vivere in dimensioni atemporali; dipinti che richiamano candidi sentimenti di mondi perduti, ma pur sempre presenti nell’inconscio collettivo.
E’ quello di Otello Galasso un percorso artistico che parte da lontano. Nato a Rovigo nel 1949, ha studiato presso l’Istituto d’Arte Pietro Selvatico di Este (PD) conseguendo il Diploma di Maestro d’Arte nella sezione ceramica e di Maturità in Arte Applicata. Ha cominciato a dipingere in maniera costante dagli anni 70’, sperimentando varie tecniche pittoriche. Inizialmente si è cimentato su tele di piccole dimensioni, riproducendo come soggetti fiori e paesaggi, cercando di perfezionarsi nella stesura e ricerca cromatica nei suoi molteplici aspetti.
L’interesse per l’arte Naif è derivato dai suoi numerosi viaggi all’Estero, specie nelle terre della Jugoslavia. Galasso ne rimane affascinato e vuole conoscere la storia di questa corrente artistica, approfondire la tecnica pittorica e i colori dal grande effetto cromatico.
Una storia, quella dell’espressione artistica definita con l’appellativo di Naif, che inizia a partire dai primi decenni del Novecento specie in Francia dove conobbe una certa popolarità. In particolare va citato lo scrittore George Courteline che nel 1927 espose a Parigi la sua collezione di dipinti Naif, definendola «Musée du Labeur Ingénu» e riscattandola dall’appellativo di «museo degli orrori» affibbiatole nel 1900 dalla rivista Cocorico. Frattanto una importante collezione, quella di Uhde, venne donata al Museo d’arte moderna di Parigi, mentre riscossero successo pittori quali Louis Vivin, Camille Bamboise e André Bauchant. L’istituzione nel 1966 della Triennale d’arte Naif a Bratislava contribuì al fiorire del genere nell’Europa dell’Est e in particolare in Jugoslavia, dove fu protagonista Ivan Generalić, che fra l’altro ebbe il merito di diffondere la tecnica della pittura su vetro. Diverse mostre esportarono il Genere Naif in vari Paesi, fra cui gli Stati Uniti e l’Italia, dove si distinsero in particolare Orneore Metelli, Antonio Ligabue e Dino Pasotti.
Dall’incontro con l’arte Naif, incomincia per Galasso un’avventura pittorica, inizialmente improntata nella ricerca di nuovi soggetti compositivi. Per il maestro il tema predominante è la rappresentazione della realtà sociale più umile e quotidiana, generalmente in chiave favolistica, poetica o magica.
La ricerca stilistica ed artistica intrapresa dal Maestro rodigino si evolve in un lungo percorso di continua sperimentazione laboratoriale, sia nella tecnica che nei materiali utilizzati. Le immagini vengono filtrate e portate all’essenzialità visiva dopo un attento ed elaborato studio preliminare, trasferendo a chi osserva il dipinto sensazioni ed emozioni uniche.
In tutte le sue opere Otello Galasso, con grande padronanza tecnica narrativa, dipinge paesaggi, oggetti e fasi lavorative del quotidiano, dove lo spettatore si sente partecipe. L’efficacia di ogni sua opera non è infatti data soltanto dal suo valore artistico, ma anche dal carattere comunicativo della rappresentazione.
Il maestro lavora con assorta concentrazione, costruendo il paesaggio con tocchi di colore distribuiti sulla tela, con un lavoro di attenta precisione nei dettagli, creando nuove miscelazioni cromatiche vellutate e delicate.
Come i più apprezzati pittori Naif, dipinge la realtà come la percepisce, fantasticando nei dettagli che ritiene più degni di nota, senza seguire una scaletta di regole stilistiche. L’obiettivo principale è trasmettere armonia attraverso i colori, i quali riescono “magicamente” ad indurre lo spettatore a far parte dell’opera stessa, creandone una inedita percezione visiva.
Le opere di Otello Galasso hanno ottenuto in vari ambiti apprezzamenti e giudizi lusinghieri. Ampia si presenta la sua produzione artistica, di cui possiamo trovare riscontro in note collezioni private italiane ed estere.
Quest’anno ha partecipato all’iniziativa promossa dall’Associazione R. Barbujani di Rovigo “Conoscere l’Artista: Una serata, un’opera”, consistente nella creazione di un dipinto dal vivo alla presenza di un pubblico attento e preparato. Nell’occasione ho avuto l’onore, in qualità di critico d’Arte, di presentare l’artista e di commentare la sua attività simultaneamente alla realizzazione dell’opera.
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Come citare questo articolo
Federico Ferratello. “Otello Galasso pittore naif”. Ventaglio Novanta, n. 58, 2019. https://ventaglionovanta.it/archivio/otello-galasso-pittore-naif/