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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Perseguitati dal Nazifascismo

Gli Internati Militari in Germania e i Polesani nella Guerra di Spagna. Una interessante mostra ideata dall’Anpi lendinarese

di Milo Vason

Ventaglio Novanta n. 47 2013 pp. 154–155

Notevole interesse ha riscosso a Lendinara una mostra documentaria realizzata dalla Sezione Anpi di Lendinara (Rovigo), dedicata agli Internati Militari Italiani in Germania, ai lavoratori coatti reclutati nelle aziende del Terzo Reich, e ai volontari polesani accorsi in difesa della Repubblica Spagnola, durante la Guerra di Spagna.

Un appuntamento ricco di materiale fotografico e documentaristico dunque, inaugurato il 19 ottobre scorso dal prof. Luigi Rossi, polesano residente a Bochum, Germania, che ha curato la prima sezione della mostra, attraverso la presentazione di 20 tavole documentaristiche sulle condizioni di vita e lavoro dei prigionieri nei lager tedeschi. Il lavoro di Rossi parte dal 2002, anno in cui l’insegnante emigrato in terra tedesca decise di coinvolgere gli alunni della scuola superiore in cui insegna, la Gesamtschule Fritz Steinhoff di Hagen, nella ricerca dei fatti accorsi nello Stalag VI D di Dortmund durante la Seconda Guerra Mondiale.

Le ricerche condussero Rossi e i suoi studenti a prendere contatto con parenti e discendenti del cappellano militare Padre Giuseppe Barbero, e del medico forlivese dott. Guglielmo Dothel. Entrambi rilasciarono toccanti testimonianze sulla condizione di vita degli IMI nei lager di Hagen e Dortmund, dove furono rinchiusi perché decisero di deporre le armi, non assecondando più la Germania nazista, all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943.

Dalle ricerche condotte, nacque una pubblicazione bilingue, Schiavi di Hitler – Rheinland Westfalen, che è stata presentata in decine di comuni italiani e tedeschi, e che Rossi – grazie all’interessamento dell’Anpi – ha riproposto a Lendinara.

La ricerca, durata anni, è stata resa possibile anche in virtù della preziosa documentazione fornita dal Centro di Documentazione Centallo Viva, cittadina della provincia di Cuneo, non lontana da Boves, della quale Padre Barbero e diversi Internati Militari erano originari. “La collaborazione con Centallo è stata estremamente preziosa – ha spiegato Rossi – così come le numerose visite di figli di caduti nel lager, fra cui anche 5 polesani, che ho ricevuto nel corso degli anni ad Hagen.

Il lavoro di Rossi scava nella realtà dei lager, in particolare il VI D, ma è certamente emblematico per comprendere il dramma di oltre 600.000 soldati italiani, che decisero di dire “no” al nazi-fascismo, in una forma di resistenza non violenta a lungo dimenticata dalle istituzioni democratiche succedutesi dal dopoguerra ad oggi.

La mostra, curata da Luigi Rossi, che ha rivelato tragici aspetti poco noti degli italiani internati in Germania, ha visto la partecipazione introduttiva del Coordinatore Anpi Regione Veneto prof. Maurizio Angelini, del presidente Anpi provinciale Emilio Bonatti e del sindaco di Lendinara Alessandro Ferlin.

Altrettanto interessante il secondo incontro con l’autore, realizzato nel contesto della mostra, dove alla presenza del Console Onorario di Spagna dott. Antonio Simionato, e del direttore della Biblioteca Civica Pier Luigi Bagatin, il prof. Vittorio Tomasin ha presentato al pubblico la sua opera: Antifascisti Polesani nella Guerra di Spagna (1936-1939), Giacobino Editore.

Il volume, che ha richiesto anni di ricerche, insegue le sorti dei 18 polesani attualmente riconosciuti, che parteciparono volontariamente alla Guerra di Spagna, combattendo nelle file antifranchiste.

Colpisce come questi volontari, quasi dimenticati dall’oblio della memoria collettiva, fossero tutti emigrati forzatamente all’estero, in Francia in particolar modo, e perseguitati dall’OVRA, l’organo di polizia investigativa fascista, che spesso si macchiava di omicidi mirati anche fuori dai confini nazionali. Uomini di umile estrazione, che avevano ricevuto i primi rudimenti di politica proprio all’estero, continuamente braccati e costretti a lasciare false credenziali e ad utilizzare vari stratagemmi anche solo per poter scrivere a casa, dei quali è pertanto difficile oggi reperire tracce.

Alcuni di loro, come il lendinarese Cesare Pavanin, ebbero un ruolo importante nella difesa di Madrid e successivamente nell’organizzazione filosovietica delle Brigate Internazionali. Altri, come Mario Scarazzati, zio del prof. Alberto Scarazzati, presidente provinciale dell’Aicvas, non fecero ritorno.

“Si tratta della terza esperienza nell’ambito dell’organizzazione di mostre su questi temi – ha affermato il presidente Anpi Lendinara Giuseppe Trambaiolo. Ogni volta abbiamo avuto la gradita visita di decine di classi di scuole medie e superiori, migliaia di visitatori, decine di articolisti e studiosi provenienti dall’intera provincia e dalle province vicine. Questo significa che la popolazione e gli insegnanti stessi sono incuriositi da questa nostra attività di ricerca, che sopperisce in parte ad un vuoto istituzionale”.

Un’iniziativa riuscita, quindi, realizzata dall’Anpi lendinarese nell’Ottobre-Novembre 2012, con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale di Lendinara, dell’Università Popolare e della Biblioteca G. Baccari.

Frattanto Giuseppe Trambaiolo pensa già alla prossima mostra: “Tratteremo un altro aspetto della Resistenza: il contributo delle donne alla lotta di liberazione – afferma e poi aggiunge: “Vogliamo chiedere all’Amministrazione Comunale un luogo idoneo per poter creare un centro di documentazione permanente, consultabile su prenotazione da privati e istituti di istruzione”.

Arrivederci dunque alla prossima iniziativa dell’Anpi lendinarese.

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Come citare questo articolo

Milo Vason. “Perseguitati dal Nazifascismo”. Ventaglio Novanta, n. 47, 2013. https://ventaglionovanta.it/archivio/perseguitati-dal-nazifascismo/

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