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ATTUALITÀ - INIZIATIVE SOCIALI E CULTURALI

Quattrocento anni dopo il “taglio”

Una giornata di riuscite manifestazioni per ricordare la titanica impresa

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 30 2005 pp. 136–139

La storia del Polesine è in larga misura costituita da vicende legate alle acque. E spesso, purtroppo, la memoria va alle ricorrenze infauste che scandiscono tragici episodi di alluvione.

Un’atmosfera ben diversa si è vissuta quest’anno, il 16 Settembre, per ricordare una delle date più emblematiche per la terra dei fiumi: la nascita del delta moderno. Quattro secoli fa, infatti, il 16 settembre 1604, con l’abbattimento di un tratto dell’argine destro del Po, veniva compiuto l’atto conclusivo destinato ad allontanare le torbide del fiume dalla laguna di Venezia e, di conseguenza, a dare vita ad un territorio completamente nuovo.

Un’operazione titanica protrattasi per oltre quattro anni, il cui ultimo anello fu attuato in località Porto Viro (oggi il nome identifica la città sulla sinistra del fiume) e così relazionato al Senato Veneto dal Provveditore al Taglio Zangiacomo Zane:

“Hoggi alle hore 19, col favor del Sig. Dio, ho dato l’acqua al nuovo Taglio, la quale vi è entrata per 50 e più aperture che si sono fatte nel medesimo tempo all’argine; et dopo haver fatto un poco di empito in spatio di un’hora in circa si parizò con l’altra acqua dell’alveo et continuò il suo corso come fu tuttavia placidamente. Piaccia a N. Dio che, come ha principiato a correre con molta facilità possi continuar per sempre…”.”

Le manifestazioni, organizzate nel delta polesano per ricordare la fausta data, hanno preso avvio nella mattinata del 16 settembre 2004 con un convegno svoltosi presso il prestigioso Museo della Bonifica di Ca’ Vendramin, nel comune di Taglio di Po, programmato col titolo significativo: “Dare acque al nuovo taglio”.

L’incontro, coordinato dal dott. Adriano Mazzetti, dopo il saluto delle autorità, si è aperto con la relazione del direttore del Museo dei Grandi Fiumi Raffaele Peretto, dal titolo Considerazioni sul delta nell’antichità, un ampio escursus, basato su ricostruzioni cartografiche e citazioni di vari autori che hanno parlato del delta fin dal periodo greco-romano.

Una storia appassionante continuata dallo studioso Mihran Tchaprassian con la relazione su Il taglio di Porto Viro, che ha portato alla luce tutte le problematiche di natura tecnica e politica che hanno caratterizzato la storia del “Taglio” a partire dalla metà del ‘500, con le prime ipotesi di fattibilità, fino alla sua esecuzione nel quadriennio 1600-1604, nonché le operazioni successive, protrattesi per vari decenni.

E’ seguito l’intervento di Adriano Mazzetti A quattrocento anni dal taglio di Porto Viro, basato sulle problematiche attuali e soprattutto sulla necessità di creare opportunità di crescita culturale ed occasioni di valorizzazione turistica del giovane territorio del delta.

E su questa linea si è aperto il successivo incontro con i presidenti dei due Parchi regionali, Dimer Manzolli per quello Veneto e Valter Zago per l’Emiliano, che hanno sottolinaato le linee di azione comune, supportati rispettivamente da Mario Casazza e Gabriele Melchiorri, i presidenti dei due GAL (gruppi di azione locale) impegnati nell’ambizioso progetto di Valorizzazione dell’immagine storico-culturale e promozione turistica del territorio del Delta del Po.

Nel pomeriggio è ripreso il convegno con l’illustrazione di alcuni esempi di interesse didattico. Sono intervenuti: Aldo Tumiatti, che ha sviluppato una relazione sulla posizione dello storico, di fronte ai fatti e ai documenti; Claudio Mancin, che ha proposto la lettura di alcuni documenti fondamentali dell’epoca; Daniele Bergantin che ha illustrato uno studio sul territorio portato a termine dalla sua scolaresca e conclusosi con l’individuazione delle antiche tracce dello scomparso alveo del Po delle Fornaci, attivo prima della deviazione attuata dalla Serenissima; Antonio Gardin, dirigente scolastico che ha relazionato su alcune importanti esperienze portate a termine in varie classi.

Le manifestazioni sono quindi proseguite raggiungendo la località Volta Grimana nel comune di Porto Viro dove è stato individuato il punto (uno dei tre) di nascita del nuovo corso: qui è stato posizionato un cartello con le indicazioni della grande opera idraulica realizzata 400 anni fa.

Dopo l’accoglienza festosa da parte del gruppo dei figuranti del Palio della Serenissima di Porto Viro, rappresentati in primis dal Doge Marin Grimani, accompagnato dalla Dogaressa, la cerimonia ha preso l’avvio con l’introduzione dell’assessore Alessandro Tessarin cui è seguito l’intervento del sindaco Doriano Mancin e dell’assessore regionale Isi Coppola. Lo scoprimento della tabella è stato seguito dalla benedizione, impartita dal vescovo di Chioggia, sotto la cui diocesi ricade il territorio di Porto Viro.

E’ seguito un itinerario fluviale a bordo di un’imbarcazione per riscoprire il tratto del taglio, ovvero l’opera di canalizzazione di oltre 7 chilometri effettuata dalla Serenissima dal 1600 al 1604. A bordo, ulteriori informazioni sulla ciclopica opera idraulica e lettura di brani tratti da documenti dell’epoca interpretati da Chiara Crepaldi e Gianni Sparapan.

Non poteva mancare la cena conclusiva.

Anche in questo caso lo studio del territorio ha offerto l’indicazione ideale. Individuato il punto dell’argine destro di avvio del “taglio”, in località Ca’ Zen, si è voluto predisporre l’incontro conviviale proprio nella storica omonima villa che nel corso dei secoli ha avuto illustri ospiti (fra gli altri nell’Ottocento Lord Byron). A conclusione dell’intensa memorabile giornata, il sindaco di Taglio di Po, Margaret Crivellari, ha ringraziato tutti i partecipanti e gli organizzatori dei festeggiamenti, auspicando ulteriori iniziative di valorizzazione del territorio polesano.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Quattrocento anni dopo il “taglio””. Ventaglio Novanta, n. 30, 2005. https://ventaglionovanta.it/archivio/quattrocento-anni-dopo-il-taglio/

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