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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Restaurato il tempietto della Roncala

Riportato all’originale nitida bellezza l’oratorio di San Francesco che sorge tra Pincara e Fiesso

di Wadis Ferracini

Ventaglio Novanta n. 13 1996 pp. 142–144

La chiesetta della borgata Roncala di Pincara, quasi ridotta ad un irrecuperabile rudere a seguito di lunghi anni di totale trascuratezza, col consequenziale crollo del tetto (avvenuto nel corso di una bufera abbattutasi sulla zona all'alba del 22 agosto 1989), è stata interamente restaurata, e riportata all'originale nitida bellezza.

La consapevolezza dell'urgenza di un intervento risale al 1990, allorché il parroco di Pincara, don Benedetto Ghinello, disse di aver tentato di far qualcosa, ma di non aver incontrato alcuna disponibilità, mentre l'allora sindaco del paese, Bertino Framban, affermò che non sarebbe stato forse possibile usufruire di un intervento pubblico su una proprietà privata.

In precedenza il comproprietario Sante Palugan ebbe ad affermare che la Curia, alla quale contava di cedere l'oratorio, non aveva accettato la donazione, dopo aver sottoposto il sacro edificio ad una opportuna perizia.

Il grave stato di abbandono fu rilevato in un articolo sul n. 2 del Ventaglio(1) e sulle colonne de "Il Gazzettino" (2) del 26.8.90, sotto il titolo "Un oratorio abbandonato", che si chiudeva così: "Viste come stanno le cose, non rimane dunque che sperare nel miracolo di qualche buon santo".

E il miracolo si verificò davvero un anno dopo, per volere di un "santo" in carne ed ossa. Il munifico intervento è dovuto a Settimo Squarzoni, 72 anni ben portati, residente a Ferrara, che possiede una seconda casa in via Roncala, per cui passando e ripassando davanti all'ormai fatiscente chiesuola, si mise in testa di far qualcosa. Lo assecondò la moglie, Mara Tieghi, subito seguita dal concittadino Athos Volpe e da una cerchia di amici, per lo più fiessesi.

Nel frattempo, per iniziativa di Renzo Visentin, vice-sindaco di Pincara, si costituì un Comitato fiancheggiatore, a cui subito aderì il parroco Benedetto Ghinello.

Una volta ottenuto il nulla-osta dei fratelli Palugan, comproprietari del luogo, iniziarono i lavori, per i quali vennero utilizzati, soprattutto, materiali di ricupero. La pattuglia del carismatico Squarzoni andava intanto allargandosi come per incanto. Tra i più abili citiamo Rino Chieregato, che fece da muratore, Giuseppe Tramarin, che restaurò l'altare, che scolpì il tabernacolo (quello originario, come a suo tempo il cancelletto in ferro battuto, fu trafugato da ignoti), che dotò il bel campanile di una "innovativa" meridiana e che sta altresì ultimando una statua in marmo di Verona ad altezza d'uomo di S. Francesco, patrono di Roncala. Ricordiamo pure il fabbro Mario Tomaini che rifece le inferriate e il cancelletto, nonché il cav. Mario Carlo Prando che ripulì la grande pala dell'altare e che scrisse una pergamena con i nominativi degli altri collaboratori e contribuenti(3).

Peccato che lo stesso Squarzoni, proprio in prossimità dell'inaugurazione della chiesetta, avvenuta l’1.10.95 con l'intervento del Vescovo, mons. Martino Gomiero, affiancato da don Ghinello, e con la partecipazione di una gran folla festante, sia stato profondamente umiliato dal furto di due armadi del '700, appositamente acquistati e restaurati per arredare la rinnovata sacrestìa dello stesso oratorio.

Dai "Cenni storici di Pincara", scritti da don Giuseppe Marzola (Ster, 1950) – precisa il cav. Mario Carlo Prando – si apprende che la famiglia Roncali, originaria di Bergamo e proprietaria dell'artistico palazzo Roncale di Rovigo, fece costruire la cappella della borgata nel 1704, abbellendola con un altare in marmo nel 1795 e con una pregiata pala raffigurante la Madonna col bambino, il patrono Francesco d'Assisi e i santi Antonio e Bernardo. Tale dipinto, di cm. 200 x 150, venne fatto restaurare a Venezia nel 1961 da don Vittorio Zanca, in quanto danneggiato dall'alluvione del 1951.

Dell'originario arredo della chiesetta si conservano un calice con patena d'argento, con impressa la scritta "Nob. Gio. Dom. Roncale, 1767-Spero" e una pianeta bianca con velo omerale del 1783. Nel pavimento si nota tuttora una lapide in marmo così incisa "Hoc Sibi Familiae Roncalea Monumentum Posvit An MDCCLXXII Die XV Visibris" (A sé la famiglia Roncale apparecchiò la tomba il giorno 15 settembre dell'anno 1772).

Dietro la cappella, facente parte dell'omonimo e contiguo fondo agricolo con vecchia casa padronale unita ad un'ex-"colombara" a torre, passa l'antico e ormai parzialmente tombinato "Scollador Bagna Cavalla", che costituiva il confine tra Pincara e Fiesso. La comunità della borgata è infatti spiritualmente formata da gente dei predetti comuni.

La località, come pure quelle delle vicine aziende "Folaga", "Bonone" e "Ceffa", divennero tristemente note con l'alluvione del Po del 1951, in quanto vi risiedeva gran parte delle 84 vittime del "Camion della morte"(4). Rispetto ad allora gli abitanti della zona, causa le massicce emigrazioni, sono molto diminuiti, tant'è vero che la scuola elementare del luogo, dono dell'Associazione industriali della provincia, è stata chiusa da vari anni e quindi trasformata in una abitazione.

C'è da credere che Roncala, balzata agli onori della cronaca per merito di un gruppo di volonterosi che hanno salvato la sua chiesetta, tornerà ad essere una sonnacchiosa borgata di campagna, per rianimarsi però almeno una volta all'anno in occasione della festa del suo patrono, S. Francesco d'Assisi, che si riprenderà degnamente a celebrare.

1) Cfr. Ventaglio n. 2: Un piacevole itinerario nel cuore del Polesine, di Sandra Cignoni.

2) Cfr. Gazzettino di Rovigo: Un oratorio abbandonato di Wadis Ferracin.

3) Elenco dei collaboratori e contribuenti al restauro dell'oratorio: Stefano Zerbinati, Adelchi Saggiani, Alfeno Brognara, Ugo Bellinello, Romeo Zoppellari, Alfeno Visentini, Antonio Baccini, Marino Sinigaglia, Franco Sinigaglia, Riccardo Tramarin, Adelino Pellegrinelli. Mario Baratella, Stefano Baratella, Rosalia La Valle, Lauro Chiarino, Wilmer Fogagnoli, Piero Bellonzi, Enrico Bassi, Giancarlo Callegaro, Silvano Morandi, Giuliano Ferrigato, Francesco Sarti, Guido Natali, Antonio, Federico e Fortunato Palugan, Gilberto Tessarin, Idalgo Besaggio, Luciano Piva, Massimo Zerbinati, Olivo Monco, Ugo Gedini, Fausto De Stefani, nonché il comune e la parrocchia di Pincara, la Banca di Credito Cooperativo Polesine Occidentale e la filiale di Fiesso della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

4) Cfr. Ventaglio n. 3: Quarant'anni fa l'alluvione di Cinzia Malin.

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Come citare questo articolo

Wadis Ferracini. “Restaurato il tempietto della Roncala”. Ventaglio Novanta, n. 13, 1996. https://ventaglionovanta.it/archivio/restaurato-il-tempietto-della-roncala/

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