La nuvola rossa arriva veloce, ci supera, sparisce sulla pista. Mentre sfrecciano i bolidi del “Ferrari Challenge” sul grande nastro d’argento che disegna l’autodromo di Adria, non posso fare a meno di pensare come, fino a qualche anno fa, in questa area insistevano ampi campi di biondeggiante frumento in una terra che andava via via spopolandosi per quel fenomeno di fuga dalle campagne e dalle frazioni verso la più accogliente città o verso le zone dell’industria più economicamente allettanti. Oggi quei terreni stanno lievitando, e forse un poco a sproposito, nei prezzi e nei valori, trascinati da un evento tanto improvviso ed inaspettato quanto di eccezionale importanza per un territorio che, rapidamente, sta salendo alla ribalta nazionale grazie alla dinamica ed intelligente intuizione di un gruppo industriale friulano.
La “F. & M. spa”, una cordata di intraprendenti managers privati, ha deciso di costruire qui la sede della “Adria International Raceway” ovvero dell’autodromo di Adria.
Una ubicazione ideale con raggio di influenza immediata di almeno 120 Km. e molti di più se si considera l’ampiezza di richiamo del mondo sportivo e gli enormi interessi commerciali che intorno vi orbitano.
Adria International Raceway: un sigillo di valenza sportiva che, se ve ne fosse bisogno, porterà il nome della nobile signora etrusca in tutto il mondo automobilistico. Operativa già da qualche mese la pista sta velocemente espandendo la propria autorevolezza negli ambienti motoristici nazionali ed internazionali più qualificati, quelli, appunto, dell’auto e della moto le cui case costruttrici hanno giudicato l’autodromo di Adria fra i percorsi ottimali da usare per allenamenti, prove, collaudi e gare sportive.
Non si parla, per ora, di Formula 1, ma è una pista attuata con intelligenza e calibrata considerazione per utilizzi commerciali e sportivi, i quali non trovano paragone nell’offerta degli altri dieci analoghi autodromi italiani che non presentano, oggi, le moderne ed attuali innovazioni tecnologiche della pista adriese. Adria, grazie all’impegno ed alle scelte dei tre avveduti capitani d’industria, sta diventando un polo internazionale non solo automobilistico, ma completo di una estensione fieristico-espositiva per convegni e manifestazioni che esploderà, in tutta la sua potenzialità, entro due anni ad opere progettuali compiute.
Anche perché, qui, non si perde tempo. Nel rispetto delle vigenti leggi, e con le necessarie autorizzazioni, si avanza con la dinamica realizzazione. Si costruisce, e quanto già si vede da qualche mese crea la fibrillazione della zona.
Una ampia pista a due estensioni di utilizzo, box per le case costruttrici, ampio paddock per ospitalità agli utilizzatori e clienti, uffici, ristorante, sale riunioni, sala stampa, miniappartamenti di prima ospitalità, tribunette e piazzali.
A quanto costruito si aggiungeranno, con la celerità imposta dai tempi e dai pressanti ritmi finanziari, un grande albergo, un secondo e più ampio paddock adatto ad ospitare anche eccezionali eventi fieristici, manifestazioni, convegni, concerti e grandi appuntamenti culturali, un centro esposizioni per fiere e mostre di alta qualificazione, un centro servizi per le case automobilistiche e motoristiche, ampi parcheggi per circa mille posti pur considerando che in particolari momenti le esigenze di parcheggio potranno portarsi ai seimila posti auto rintracciabili in altre zone dell’AIA, l’area industriale attrezzata.
Saranno costruiti trenta negozi, mentre un comodo ponte supererà la ferrovia che attualmente serve il parco industrie collegando i due grandi poli che formano l’intero complesso dell’Adria International Raceway.
Le gare sono già iniziate così come le prove su pista di case costruttrici e gli allenamenti di quei campioni che si esibiranno poi sui grandi tracciati mondiali. I nastri di Adria sono scorrevoli, bene compattati e dotati di quelle moderne attenzioni costruttive che l’automobilismo ed il motociclismo sportivo esigono. Le piste sono prenotate per l’intera annata in corso ed alcuni appuntamenti già segnano il calendario 2003. Gli eventi realizzati hanno richiamato alla prova nomi prestigiosi della moto e dell’auto e tecnici federali che hanno accordato al circuito ogni più ampia positiva considerazione. Sono già comparsi personaggi
dello spettacolo, operatori televisivi italiani e stranieri e stampa specializzata. I drivers hanno corso ed applaudito i tracciati. I trofei disputati hanno sollecitato curiosità interesse ed entusiasmo. Sono già venuti prestigiosi marchi: l’Aprilia, il Gruppo Peroni, la Pirelli, la Shell, la Ferrari, l’Agip, tutti con i loro team preannunciati dai grandi automezzi attrezzati che hanno fatto sgranare gli occhi agli appassionati ed anche ai non addetti ai lavori.
Ed Adria sta vivendo un momento di entusiasmo, ancora incredula dell’enorme polo sportivo-commerciale che sta rivoluzionando, e di più lo farà nel tempo, le mentalità e le abitudini, a volte sonnolente, di una carente iniziativa locale. Già, perchè, se lo sprint non viene dal locale, viene da fuori città e già se ne intravvedono i risultati poiché ampi fabbricati sono stati acquistati per la demolizione e ricostruzione ad uso ricettività. Altri sono in trattativa da parte di imprenditori commerciali e del settore turistico-alberghiero che vengono da fuori città, così come sono in corso di trattativa ampie aree di immediata vicinanza all’autodromo.
Senza dubbio si tratta della più interessante realizzazione sportiva nella nostra provincia da diversi anni a questa parte e di una delle maggiori nella regione Veneto, con raggio di richiamo che si estende, beneficamente per la nostra economia, in una dimensione non ancora facilmente immaginabile.
Del resto, bisognava partire “alla grande”, con quella mentalità imprenditoriale intelligente e d’avanguardia che considera, in tempi rapidi, soluzioni moderne e valutazioni lungimiranti per un futuro che, se bene gestito, porterà un rimando finanziario di notevole portata.
E poiché lo stimolo è provocante e l’entusiasmo contagioso, siamo certi che la città e la provincia non mancheranno ad un appuntamento tanto importante con iniziative che, affiancate ed inserite nello spazio della Adria International Raceway, concorreranno a formalizzare un investimento che prevede occupazione, in breve arco di tempo, di tutto rispetto, per una zona che non intende più essere emarginata ma gioire per un futuro di più rosee speranze. All’orizzonte, ed in parte ai nastri di partenza, l’aggancio di Adria con la Transpolesana, con la nascente nuova Romea Commerciale e con la Romea ferroviaria che, nei disegni collegherà Venezia a Roma passando anche per la nostra città. Un nuovo capitolo nella millenaria storia della nobile Signora che ha dato il nome all’Adriatico e che ha raccolto, nei secoli, le testimonianze, gli usi e costumi di popoli che hanno tessuto, con diverse istanze, le maglie di un tessuto culturale tanto variegato quanto fondamentale per comprendere la civiltà adriese.
Gente, la nostra, che, sia pur mancando oggi di una propria iniziativa imprenditoriale, non difetta certo di senso di ospitalità e di naturale cordialità, caratteristiche che derivano, appunto, dall’incontro, nei secoli, con i diversi popoli che qui hanno lasciato preziose testimonianze e scritto, con saggezza ed a caratteri d’oro la loro e la nostra storia.
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Come citare questo articolo
Romano Beltramini. “Sulla pista dell’Autodromo”. Ventaglio Novanta, n. 26, 2003. https://ventaglionovanta.it/archivio/sulla-pista-dellautodromo/