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Toulouse Lautrec (1881-1901)

Molto apprezzata a Rovigo la grande mostra dedicata all’originale pittore francese, allestita a Palazzo Roverella fino al 30 giugno

di Lara Bottaro

Ventaglio Novanta n. 65 2024 pp. 87–88

Palazzo Roverella dedica la grande stagione espositiva primaverile 2024 ad Henri de Toulouse-Lautrec. Curata da Jean-David Jumeau-Lafond, Francesco Parisi e Fanny Girard con la collaborazione di Nicholas Zmelty, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, la mostra è aperta al pubblico dal 23 febbraio al 30 giugno 2024. Sono presenti oltre duecento opere, sessanta delle quali firmate da Toulouse-Lautrec: si tratta di un progetto ambizioso, che attraverso prestiti internazionali intende approfondire il variegato percorso artistico del pittore francese, mettendolo in relazione con il vivace contesto parigino di fine Ottocento in cui viveva e operava.

Il conte Henri de Toulouse-Lautrec Monfa (Albi, 1864 – Saint-André-du-Bois, 1901) inizia negli anni Ottanta la sua formazione accademica a Parigi dapprima presso lo studio di René Princeteau, poi nell’atelier di Léon Bonnat, per seguire infine le lezioni di Fernand Cormon, pittore della tradizione che permette però agli allievi di esprimersi con maggiore libertà a livello rappresentativo. Una formazione di stampo accademico, quindi, ma con un importante margine di libertà espressiva, che il pittore accresce con le sue frequentazioni nella Montmartre parigina di fine secolo.

La capitale francese in questo periodo, infatti, è in grande fermento culturale: l’avvento della Terza Repubblica e la modernità dilagante dell’energia elettrica, delle nuove forme di intrattenimento accessibili a tutti e delle Esposizioni Universali sono un’attrattiva per numerosi artisti, che giungono da diverse parti d’Europa in cerca di idee nuove, facendo convivere così Realismo, Impressionismo, Postimpressionismo, Simbolismo e Art Nouveau.

A questo proposito, nella mostra di Palazzo Roverella, numerosi sono i focus sugli ambienti frequentati da Toulouse-Lautrec.

È possibile immergersi nell’atmosfera notturna parigina passeggiando tra café-concerts, cabaret, teatri tradizionali e tendoni del circo, affascinati dalle vivaci esibizioni di celebri vedette, ballerini, attori, cantanti e clown, rappresentati dal pittore stesso e da Pablo Picasso, Charles Maurin, Henri Gabriel Ibels, Abel-Truchet, George Bottini e Félicien Rops suoi amici.

Ma si possono anche ammirare lungo le strade della capitale graziose parigine conversare di fronte alle vetrine dei negozi di stampe d’arte, nei pressi dei famosi Moulin de la Galette e Moulin Rouge o sedute ai tavoli di altri noti locali, come dimostrano ad esempio le opere di Giovanni Boldini, Charles Maurin, George Bottini, Eugène Delâtre, Alfredo Müller, Juan Gris.

Si incontrano poi i compagni di studio della scuola di Cormon effigiati da Toulouse-Lautrec, con i quali l’artista di Albi fonderà il gruppo de Les Peintres du Petit Boulevard, nome scelto in contrapposizione alla pittura già affermata, che si fa conoscere attraverso delle piccole mostre allestite nei nuovi cafè e lontano quindi dai canali espositivi tradizionali.

Non mancano, inoltre, gli amici artisti e letterati del pittore – il cugino medico Gabriel Tapié De Céleyrant, lo scrittore Paul Verlaine e il compositore Erik Satie per citarne alcuni – gli avventori che consumano l’assenzio nei luoghi di svago come il celebre Le Chat Noir e le inedite opere degli esponenti de Les Arts Incohérents che li frequentano.

La mostra offre quindi la possibilità di ammirare soprattutto dipinti, pastelli e disegni di Toulouse-Lautrec realizzati con tecniche, supporti e tavolozze cromatiche differenti, oltre a litografie di importanti riviste (un’intera sezione è dedicata a La revue blanche) e noti manifesti, posti in rapporto dialettico con i lavori di altri artisti.

È nella scena notturna parigina che il pittore individua i soggetti e i temi delle sue opere, con uno sguardo attento ai grandi nomi dello spettacolo, ma anche e in particolar modo alle diverse protagoniste del mondo femminile, prime fra tutte le prostitute, la cui umanità si distacca dalle convenzionali iconografie di femmes fatales seducenti dei suoi contemporanei. Degne di nota sono infatti le loro rappresentazioni a olio su tela o cartone e il manifesto e la copertina della raccolta di stampe Elles dedicate alla vita delle case chiuse, esposte accanto a una rara matrice litografica disegnata da Toulouse-Lautrec.

Il mezzo espressivo a cui il pittore però dedica maggiormente la sua attività artistica è il manifesto, grazie al quale lascerà un segno indelebile nella storia dell’arte. Accanto alla nota cartellonistica di Jules Chéret, Eugène Grasset e Alphonse Mucha, sui muri di Parigi di fine Ottocento compaiono le famose affiches di Toulouse-Lautrec dallo stile unico: attraverso composizioni decentrate, ampie campiture piatte di colore e una grafica raffinata, l’artista celebra i protagonisti della vita parigina – il cantante Aristide Bruant e la ballerina Jane Avril ad esempio – l’apertura dei nuovi locali come Le Divan Japonaise e importanti novità librarie, quelle di Victor Joze tra tutte.

Ad approfondire particolari aspetti del percorso espositivo, la rassegna rodigina viene impreziosita da un ricco palinsesto di eventi speciali rivolti agli adulti, che vede anche la collaborazione di realtà affermate sul territorio: a cura di Distillerie Mantovani nei duecento anni di attività, ad esempio, è prevista una visita tematica con approfondimento sulle tecniche di creazione dei liquori in voga nell’Ottocento e degustazione finale, per respirare appieno l’atmosfera bohémienne di fine secolo.

Oltre alle attività didattiche dedicate alle scuole, poi, non mancano quelle rivolte alle famiglie e i laboratori domenicali per bambini, che hanno l’obiettivo di far conoscere originali aspetti dell’artista, come la passione per le caricature, ma anche per la cucina.È dunque rivolto a tutti l’invito a conoscere la grande arte di Toulouse-Lautrec e la vivace Parigi fin de siècle: fino al 30 giugno, a Palazzo Roverella.

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Come citare questo articolo

Lara Bottaro. “Toulouse Lautrec (1881-1901)”. Ventaglio Novanta, n. 65, 2024. https://ventaglionovanta.it/archivio/toulouse-lautrec-1881-1901/

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