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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Una guida per Frattesina

Ampia soddisfazione alla presentazione della pubblicazione dedicata al Museo Archeologico Nazionale di Fratta

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 41 2010 pp. 132–133

Davvero ampia la partecipazione di pubblico per la presentazione della guida del Museo Archeologico Nazionale di Fratta, tenutasi lo scorso 13 marzo presso villa Molin-Avezzù. Una concreta dimostrazione di quanto sia aumentato negli ultimi anni il desiderio di conoscere la storia del territorio polesano, caratterizzato da eccellenze fino a qualche tempo fa del tutto sconosciute al grande pubblico.

Ma per gli addetti ai lavori la rilevanza del sito archeologico di Fratta era nota da una quarantina di anni, in seguito ai primi rilievi fatti dal Cipssae e dall’associazione Manegium. Seguirono oculate campagne di scavo portate a termine dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, suggerite da ritrovamenti a volte occasionali. Davvero eccezionale si è così rivelata la consistenza del Villaggio protostorico di Frattesina e delle due necropoli di riferimento (Narde e Fondo Zanotto con oltre 100 sepolture rinvenute). Al recupero dei reperti seguì la realizzazione della bella esposizione museale.

E a un anno dall’inaugurazione del Museo, ottimamente collocato su due piani sovrapposti nella barchessa destra di Villa Badoer, ecco la pubblicazione della guida, che indirizza il visitatore, chiarendo la portata dei pezzi esposti. A partire ovviamente da un quadro generale relativo al territorio padano-veneto dell’epoca, per entrare poi nello specifico dell’abitato di Frattesina (III sala), la cui estensione sul territorio è indicata di oltre 20 ettari (800 metri di lunghezza per 300 di larghezza).

Un villaggio particolarmente attivo quello di Frattesina, che la guida indica come “Il principale punto di riferimento delle attività di acquisizione di materie prime, produzione e scambio per gran parte dell’Italia settentrionale e centrale”. Frattesina centro di attrazione dunque per i traffici commerciali e la lavorazione di prodotti non solo locali (come l’osso, il corno, l’argilla, il rame e il vetro) ma anche materie prime qui giunte da zone davvero diversificate, in particolare l’ambra dal Baltico, l’avorio di elefante e le uova di struzzo dall’Africa.

Tutto ciò testimonia come il villaggio di Frattesina, sorto presso un antico ramo fluviale denominato dagli storici “il Po di Adria”, sia rimasto attivo per vari secoli, dal XIII al IX a. C., caratterizzandosi come un importante centro protourbano, la cui straordinarietà è ben testimoniata dai reperti esposti nel Museo archeologico, di cui la guida dà conto con puntuali informazioni.

Ampia la soddisfazione nel corso di presentazione del volumetto espressa dai rappresentanti delle istituzioni, ad iniziare dal sindaco Riccardo Resini, che ha fatto gli onori di casa evidenziando l’importanza dell’iniziativa, all’assessore provinciale Laura Negri che ha sottolineato la necessità di una continua valorizzazione del territorio, al consigliere della Fondazione CaRiPaRo Fabio Ortolan che ha ribadito il ruolo della fondazione nella promozione della cultura, al soprintendente per i beni archeologici del Veneto Vincenzo Tinè che ha indicato la provincia di Rovigo all’avanguardia per la rete museale, ad Andrea Cardarelli, ordinario di Preistoria e Protostoria dell’Università “La Sapienza” di Roma, che ha tenuto una dotta relazione.

Da tutti sentiti ringraziamenti ai moltissimi che hanno operato per la realizzazione del museo e della guida: dalla responsabile del progetto Loretta Zega, ai componenti del comitato scientifico Luciano Salzani e Cecilia Colonna (prematuramente scomparsa), al grafico Maria Fedele, agli estensori dei testi: Paolo Bellintani, Elodia Bianchin Citton, Annamaria Bietti Sestrieri, Maria Cristina Valicelli, ed altri ancora.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Una guida per Frattesina”. Ventaglio Novanta, n. 41, 2010. https://ventaglionovanta.it/archivio/una-guida-per-frattesina/

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