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STORIA - TRADIZIONI

Visite illustri a Bottrighe

I conti Tassoni richiamarono nobili visitatori nel centro bassopolesano. Gli annali storici ricordano in particolare, alla fine del sec. XVIII, le soste del papa Pio VI e di Carlo Goldoni.

di Roberto Marangoni

Ventaglio Novanta n. 7 1993 pp. 72–73

Il territorio dove attualmente è situato il paese di Bottrighe apparteneva alla famiglia dei Conti Macchiavelli, parenti dell'illustre segretario Fiorentino autore del “Principe”.

In seguito al matrimonio del Conte Giulio Estense Tassoni con la nobildonna Violante Macchiavelli, figlia del Conte Baldassarre Macchiavelli, la casata degli Estensi entra in possesso di questo territorio. Infatti il Conte Baldassarre Macchiavelli assegnava in dote alla propria figlia 14.000 scudi di Brescia: questa somma si intendeva computata sia in denaro liquido che in beni immobili. E proprio dei beni immobili facevano parte i terreni delimitati fra i confini del territorio di Adria posti nella villa di Corbola (villa s’intende paese, è noto che in un primo tempo il territorio di Bottrighe era denominato Corbula media).

La famiglia Tassoni di illustre nobiltà, giunta in possesso del territorio di Bottrighe (o della Botriga o Butriga propriamente detta) aumenta il suo patrimonio con permute ed acquisti successivi, sino a raggiungere un’estensione notevole.

La “Villa delle Bottrighe” diventerà in tempi successivi la residenza ufficiale della famiglia Tassoni. Ricordiamo tra gli altri Ippolito Estense Tassoni definito “Uomo nobilissimo, Marchese e Saltino, Marchese di Saluzzo in Piemonte e Paggio Antico nel Ducato di Modena, Signore dei Feudi di Milano, Pavia e di molti altri luoghi, Nobile della città di Ferrara e Modena e, in virtù di privilegi nobili, cittadino delle città di Adria e Rovigo”.

Alla morte del marchese Ippolito, avvenuto ad Adria il 3 Luglio 1754, all’età di 85 anni, la salma fu consegnata dall’Arcipresbitero e parroco di Santa Maria della Tomba di Adria al parroco di Bottrighe il quale accompagnò il defunto, trasportato da un carro funebre, nella Chiesa di Bottrighe e in questo tempio furono celebrate ben 53 messe. Terminate le esequie la salma fu posta nel luogo dove erano stati tumulati altri suoi predecessori.

Data la grande nobiltà di cui era ornato il Marchese Ippolito, alle esequie devono aver preso parte cavalieri e nobili di numerose casate italiane anche se la mancanza di documenti ufficiali impedisce di citarne i nomi.

Un eguale afflusso di personaggi illustri dovrà esserci stato anche in occasione della morte del marchese Ercole Estense Tassoni avvenuta il 30 Settembre 1759 all’età di 62 anni che, come il padre venne tumulato nella tomba di famiglia di Bottrighe.

Visite ragguardevoli certamente più prolungate ed in circostanze più serene si sono inoltre registrate nel Palazzo Tassoni di Bottrighe in occasione di lieti eventi, battesimi e matrimoni, che rallegrarono la nobile casata.

Ma la visita più illustre che onorò la Villa delle Bottrighe fu quella fatta dal Pontefice Pio VI (Angelo Braschi 1775-1798) il 10 Marzo 1782 in occasione del suo viaggio a Vienna per visitare Giuseppe II d’Asburgo Imperatore d’Austria. Al passaggio del Papa per il fiume Po, con il seguito di quattro bucintoro, tutti i fedeli di Bottrighe poterono ricevere la sua benedizione. Tale benedizione fu anche interpretata come segno di protezione del cielo poiché un acuto irrigidirsi del clima provocò un defluire di grandi masse di ghiaccio lungo il corso del fiume col pericolo di improvvise inondazioni; il fenomeno singolarmente non ebbe alcuna grave conseguenza.

Un’altra visita alla villa delle Bottrighe fu quella fatta, sul finire dello stesso secolo, dall’illustre commediografo Carlo Goldoni. Il riformatore del Teatro italiano narra infatti nelle sue memorie come, essendo partito in barca con la sua compagnia da Mantova per recarsi a Venezia, seguendo il corso del Po fece sosta alla Villa delle Bottrighe ricevuto con onori e feste in casa del Marchese Bottrigo Tassoni, presso il quale sostò alcuni giorni. La mancanza di archivi in loco, in seguito al trasferimento della sede comunale, ha privato lo storico Prof. Vito Rossati, scomparso da alcuni anni, dei dati e dei documenti necessari per poter compilare una raccolta più precisa ed accurata sulle figure illustri che sono transitate per Bottrighe e che devono essere state senza dubbio numerose, date le molteplici relazioni e parentele dei Marchesi Tassoni che a lungo dominarono la Villa delle Bottrighe.

Fonte: “Origini Storiche del Comune di Bottrighe” di Rossati Prof. Vito e Rossati Mᵒ Tito.

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Come citare questo articolo

Roberto Marangoni. “Visite illustri a Bottrighe”. Ventaglio Novanta, n. 7, 1993. https://ventaglionovanta.it/archivio/visite-illustri-a-bottrighe/

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