Come la tecnologia aiuta a curare meglio
Autore: Lauretta Vignaga
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Per vivere bene teniamo d’occhio il cuore
Rovigo, Veneto – Il cuore, la tecnologia e il ruolo chiave della Cardiochirurgia. Tre punti di interesse per un pubblico molto attento alla relazione di Loris Roncon, primario di Cardiologia dell ULSS 18, ospite del 3° incontro di S.O.S. SALUTE. Organizzate dal Circolo culturale Fors Fortuna Vesta – Quadrivio, rappresentato da Maria Teresa Nadia Rossi e tenute a Palazzo Casalini, sede di Rovigo Banca, le conferenze hanno per focus la salute e il benessere fisico iniziando dalla prevenzione.Dato di partenza, per il dottor Roncon, la forte presenza di anziani sul territorio del Polesine, con un’età media che si attesta sugli 80 anni per gli uomini e 84 per le donne. Uno scenario che appare positivo nel complesso, ma non lo è, in quanto tra le cause più frequenti di mortalità, indipendentemente dall’età, emergono le malattie vascolari, pur se, grazie alla tecnologia, la mortalità è stata molto ridotta.“Il progresso nella ricerca degli ultimi decenni ha contribuito sia a contrastare la morte per infarto che a cambiare i metodi di cura” – ha cominciato a spiegare Roncon. “Si inizia con l’esame delle coronarie per controllare il flusso del sangue: se non è regolare o si blocca, se ci sono accumuli di grasso, il distacco di un coagulo può chiudere il vaso sanguigno e provocare l’infarto. Un evento che colpisce anche in giovane età. Non sempre, tuttavia, l’infarto è annunciato dal forte dolore al petto. Per togliere il sospetto si fa una Tac coronarica. Se un coagulo blocca una coronaria, si interviene con la trombolisi, iniettando nella coronaria un farmaco che lo scioglie. Negli anni ’80 la morte per infarto era del 35/40% dei casi; con l’avvento dell’unità coronarica a Rovigo, si è ridotta al 10/15%. Determinante, anche in questo caso, la velocità del ricovero e dell’intervento. In caso di dolore al petto la telefonata al 118 deve essere immediata” – ha aggiunto.Sciolto il trombo si deve procedere con la rimozione della placca di grasso che ostruisce l’arteria: si fa una angioplastica coronarica e l’utilizzo dello stent – tubicino espandibile con struttura a rete metallica in cobalto o acciao medicale – e del palloncino per comprimere i depositi e la placca presenti nell’arteria coronarica. L’impiego delle fibre ottiche ha permesso di guardare dentro le coronarie e controllarne le pareti. Oggi nell’Unità di Cardiochirurgia di Rovigo vengono eseguite 700 angioplastiche all’anno.Nel 1958 è stato impiantato il primo ‘pace maker’; oggi quel dispositivo è senza fili. Ci sono defibrillatori in dotazione a scuole e palestre che possono salvare la vita di chi è colpito da infarto se si interviene entro 3 minuti. Ogni farmacia ha un defibrillatore istallato all’esterno. In caso di dolore al petto la telefonata al 118 deve essere immediata.“Ma l’allungamento della vita non dipende solo da medicine e tecnologia ma anche dallo stile di vita delle persone. Le campagne di sensibilizzazione e informazione ‘Il cuore motore della vita’, che, attualmente, coinvolgono oltre 5.000 ragazzi dell’ultimo anno delle scuole primarie, stanno producendo buoni risultati, soprattutto con le famiglie. Da evitare fumo e alcol, bevande gassate, burro idrogenato, vita sedentaria, cibi grassi. Incentivare il consumo di frutta e verdura e misurare spesso la pressione” – il consiglio di Roncon.Ospite in sala la soprano Wilma Vernocchi, una delle protagoniste del bel canto destinataria del ‘Premio Quadrivio’.Lauretta Vignaga -

La storia del profumo inaugura l’annata dei Lions rodigini
Rovigo, Veneto – Con la visita alla mostra di Fratta Polesine, Museo Archeologico nazionale, ‘ Storia del profumo. Profumo della storia‘, il Lions club di Rovigo ha inaugurato la nuova annata sociale. Una esperienza affascinante che si è dipanata tra i reperti archeologici risalenti alle antichissime civiltà del bacino del Mediterraneo: Egitto, Grecia, Mesopotamia, Arabia. Giarette, brocchette, balsamari in terracotta e ceramica decorata, presenti nelle vetrine del Museo e, in secoli più recenti, ampolle e vasetti di vetro a forma sferoidale con lungi colli e beccucci per preservare l’intensità dell’aroma del contenuto. Un approccio a tecniche di preparazione e sostanze impiegate sotto la guida di Stefano Manfredini, presidente della Scuola di Farmacia dell’Università di Ferrara e tra i curatori del progetto scientifico della mostra.Soci e ospiti del Lions club rodigino sono entrati nel mondo magico e misterioso delle divinazioni basate sulla spirale di fumo che saliva dalle sostanze odorose e dall’ incenso bruciati sugli altari degli dei. Misture di sostanze di origine vegetale macinate insieme ad olii vegetali e il composto, poi, strizzato in un lenzuolo. Oppure, si lasciavano macerare gli aromi dentro basi grasse come olio di oliva, mandorle, lino o sesamo, finché il grasso ne restava saturo. Il profumo esaltava la bellezza femminile, la sensualità, ma era largamente diffuso anche tra gli uomini del ceto più abbiente. Distingueva la persona che lo indossava diventando uno status symbol. A Roma si profumavano anche gli schiavi ma le essenze erano di bassa qualità.“Con la diffusione del profumo hanno cominciato ad essere registrati anche i metodi di preparazione e le sostanze impiegate. Fonti scritte erano già diffuse nel IV -III secolo avanti Cristo ma una letteratura vera e propria si ha dalla fine del Trecento grazie agli speziali e alle loro conoscenze chimiche e farmaceutiche, mediche e botaniche. Nel Museo di Fratta ci sono testi datati dalla metà del 1500 alla fine del 1600, quando Venezia deteneva il primato nell’arte profumatoria. Primato poi assunto da Firenze e da Parigi, quando Caterina De Medici divenne regina di Francia.La parte finale dell’esposizione testimonia la diffusione, massiccia, che profumi ed essenze ebbero tra la fine dell’800 e il primo quarto del ‘900. Saponi, acque di colonia, lozioni trionfavano sui manifesti pubblicitari, accostati a immagini di donne eleganti e seducenti, veri oggetti del desiderio. Poi è arrivato il ‘percorso olfattivo’, espediente museografico ideato da Marco Vidal per il Museo del profumo di Venezia, il momento più inebriante dell’intero percorso. Guidati da Chiara Beatrice Vicentini, realizzatrice della mostra assieme a Federica Gonzato e Stefano Manfredini, il gruppo Lions ha preso contatto con una serie di ‘albarelli’, i vasi tipici degli speziali, riprodotti in ceramica graffita ferrarese, per ‘testare’ le materie prime alla base delle composizioni dei profumi. Sei le famiglie olfattive rappresentate messe a disposizione dei visitatori alzando i coperchi dei vasi e ‘annusando’.Dopo le delizie olfattive quelle del palato con la cena in un ristorante della zona. Ad accogliere i soci e gli invitati la neo presidente, dott. Lorenza Andreotti, che ha presentato la sua squadra: past president e presidenti incominig, segretario, tesoriere, cerimoniere, consiglieri, censore e responsabile del comitato soci che svolgeranno le diverse mansioni nel club. Il momento del caffè è stata l’occasione per Lorenza di presentare il suo programma per l’annata, focalizzato su : Salute, Ambiente e Cultura. Temi che saranno sviluppati nelle varie serate già messe in calendario. Il rituale tocco della campana ha concluso l’incontro.Lauretta VignagaRicettari e incensiere Ciotole per unguenti profumati Lions alla mostra dei profumi Ciprie e colonie Chiara Beatrice Vicentini parla delle essenze -

Imparare l’italiano sulle ali della musica…lirica
Rovigo, Veneto – Il successo del corso di formazione e aggiornamento per docenti di lingua italiana, sperimentato nel 2015, si è ripetuto in questo settembre 2016. Provenienti da diverse regioni italiane, dal Molise al Piemonte, 30 docenti di lingua italiana, il numero massimo consentito, hanno presenziato all’apertura del corso di formazione e aggiornamento in Didattica dell’italiano come L2/LS organizzato dall’Associazione Dante Alighieri, Comitato di Rovigo, presieduto da Mirella Rigobello, dal 23 al 25 settembre. Sede degli incontri lo splendido palazzo Roncale, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo che sostiene l’iniziativa.Ad aprire il pomeriggio il professor Paolo E. Balboni, con una piacevolissima ‘lectio magistralis’ dedicata all’ Italiano per la musica, l’Italiano con la musica, l’Italiano della musica. Riflessioni, percorsi e strategie per la didattica dell’italiano L2/LS. Professore ordinario di Didattica delle lingue moderne all’Università di Cà Foscari, Venezia, e con un lunghissimo curriculum di interventi, ricerche, libri e articoli, Balboni ha indicato come insegnare la nostra lingua in modo piacevole ed efficace agli studenti che frequentano le Università per stranieri e nei Conservatori di Musica, senza tralasciare l’utilità che la sua esperienza e consigli avrebbero anche con gli studenti italiani se i docenti allargassero il panorama delle loro conoscenze in campo musicale e operistico. Un excursus svolto con verve e umorismo lungo due filoni di ricerca: la musica contemporanea – pop, rock, dark, house, metal – per citarne solo alcuni – e il filone che ha reso l’Italia rinomata nel mondo: la musica lirica.Molto amata negli USA e in numerosi paesi d’Europa, la musica lirica richiede una buona conoscenza della nostra lingua e ha determinato il fiorire di scuole e corsi per apprendere l’ italiano, indispensabile per cantare e comprendere i testi. Una passione che in Italia non trova paragoni.“Nel mondo c’è una enorme quantità di musica italiana, ma noi non ne traiamo vantaggio per l’ignoranza della gente. Una ‘qualità’ largamente diffusa tra gli insegnanti dei licei che non sanno, ad esempio, che Carlo Goldoni ha scritto 70 libretti d’opera; Giovanni Verga è autore del libretto di ‘Cavalleria rusticana” – ha denunciato. “L’italiano è una lingua musicale perché ha tante consonanti ed è la lingua del teatro musicale fin dal ‘700, con Monteverdi, Metastasio, Da Ponte, e, in Europa, Mozart e Gluck. Costretto a fuggire a New YorK, Da Ponte, un prete con la passione per le donne, ha cominciato a insegnare l’italiano della musica, avviando quel processo di identificazione dell’italiano con la musica” – ha proseguito.“Purtroppo in Italia non esiste un progetto sistematico per l’italiano nei Conservatori – ha dichiarato – e ho proposto alla Dante Alighieri di censire i Conservatori e le scuole di musica in Italia per conoscere quante di queste realtà hanno studenti provenienti da paesi esteri. La politica italiana ha stabilito che gli studenti cinesi possano accedervi con il livello di conoscenza B1 anzichè B2, un livello molto inferiore a quello richiesto per accedere alle università in Cina. Ne consegue che solo il 18% finiscono gli studi. La Dante potrebbe farsi carico di tutto questo in Italia e all’estero, ma non come volontariato bensì come lavoro che dà stabilità ai giovani”. Un iter già avviato in diverse università italiane per stranieri.” All’insegnamento della musica, però, deve accompagnarsi quello della storia della musica e della critica musicale. Bisogna insegnare a capire l’italiano dei libretti d’opera, delle romanze singole e delle operette; dire quei testi e cantarli. Gli studenti di canto devono essere calati nelle situazioni rappresentate nell’opera: Traviata e Tosca sono donne di facili costumi, don Giovanni, di Mozart, è uno stupratore e un assassino; i fratelli Lescaut sono due terroristi fuggiti in America.La canzone, invece, è parole e musica; le parole sono semplici, chiare, prevedibili e ripetitive. Ma la canzone italiana non ha grandi appassionati in America” – ha concluso Balboni.Lauretta Vignaga -

Le meraviglie dello stato di Chu fino al 20 novembre
Dalle tombe degli antenati le testimonianze di un’antichissima civiltàArmi, coppe di legno laccato, ceramiche, ornamenti incisi nella giada grigia, pezzi di seta damascata e oggetti della quotidianità in bronzo: solo una piccola parte di un tesoro risalente a 2500 anni fa, in mostra al museo archeologico di Adria fino al 20 novembre 2016Adria – Una serie di tumuli eretti lungo un percorso di nove chilometri, distanziati di un chilometro l’uno dall’altro, mai ispezionati prima per il profondo rispetto del popolo cinese verso le anime degli antenati, hanno conservato intatti, per 2500 anni, oggetti e armi di un periodo fondamentale per la storia della Cina. Il costituirsi e affermarsi dello stato di Chu, il più grande stato vassallo dell’antica Cina prima che essa fosse unificata dall’impero Quin. Durato circa 800 anni, lo stato di Chu ebbe un ruolo importante nello sviluppo della civiltà cinese e il suo sistema aristocratico introdotto durante le guerre di annessione degli altri stati, fu adottato dall’impero Quin.I reperti in esposizione al Museo Archeologico di Adria, e nel Museo Nazionale di Este, provenienti dalla Provincia del Hubei, portati alla luce durante gli scavi del 2002, costituiscono il 70% del materiale finora rinvenuto e sono esposti per la prima volta in Europa, grazie ad un accordo tra Regione Veneto e la Provincia cinese del Hubei.Chu era uno dei sette Stati Combattenti la cui durata si estese dal 1042 al 223 a.C. Uno stato di impronta militare che inglobò tutti gli stati confinanti. Con il passare dei secoli, alle mire espansionistiche si sostituì il piacere per l’arte, la musica, la lavorazione del bronzo, della ceramica, del legno laccato, di cui sono rimasti esemplari di raffinata esecuzione, ricchi di cesellature, con i manici e i piedi ornati da soggetti antropomorfi. E i bronzi ‘yanqi’, specchi, lampade, incensieri, mestoli e armi.Opere che la mostra di Adria offre ai visitatori assieme ad alcuni esemplari di lacche, oggetti ricavati dal legno e dal bambù che, grazie alla laccatura, 40 strati di una particolare resina vegetale, diventano resistenti agli urti, inattaccabili dall’acqua, dal grasso dei cibi, dall’odore delle bevande e dalle macchie. E si laccava anche la terracotta, il bronzo, il cuoio, con risultati incredibili. Straordinario l’esemplare di armatura e copricapo di cuoio ripassati con la lacca, giunti intatti fino a noi, come gli esemplari di tessuto di seta damascata, le placche e gli elementi rotondi cesellati nella giada grigia, usati come simpoli dello status delle classi sociali più alte. Sul corpo di un defunto, la giada era considerata un salvacondotto per l’aldilà. Balestre, asce e alabarde, di metallo e legno, strumenti d’attacco dei cavaglieri in battaglia.Adria ed Este le sedi espositive su cui ha puntato la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo per rilanciarle verso il grande pubblico con un progetto di largo respiro che comprende il territorio dei Colli Euganei e il Delta del Po.La mostra di Adria rimarrà allestita fino al 20 novembre, offrendo alle scuole l’opportunità di conoscere una cultura lontanissima ma fortemente legata al territorio veneto. Il 24 settembre apertura serale in occasione della Giornata europea del Patrimonio; il 25, visite guidate gratuite. Inoltre, il 3 ottobre e il 7 novembre nuovi appuntamenti con ‘Il rituale del té e percorsi tematici, con guida, tutte le domeniche di ottobre e novembre.Lauretta Vignaga -

A Ca’ Cornera un affascinante percorso tra immagine e colore
Cà Cornera, Porto Viro (Rovigo) . Un nuovo incontro con la fotografia e la magia che ogni appassionato di questa forma di espressione sa ricreare affidandosi a tecniche personali e alla ricerca di nuovo modi di ‘vedere’, inquadrare e cogliere la realtà. Dal 18 settembre, quando è stata inaugurata, fino al 20 novembre, all’Osteria di Cà Cornera, nel Delta del Po, è possibile visitare la raccolta di scatti che Fabio Crivellaro ha intitolato: ‘La tentazione del colore’. Una dimostrazione di tecniche con cui la fotografia a colori ritrae la realtà e la trasforma in una magia. A volte, sono i colori e i riverberi della luce l’oggetto della sperimentazione; altre volte sono i diversi punti di vista a costituire materia di indagine. Fabio Crivellaro ha scelto un vero e proprio ‘punto di vista’ sulla realtà per cui tra contenuto e linguaggio viene annullata ogni differenza.Nei suoi scatti, sempre molto diversi fra loro per soggetto e situazioni, c’è un solo e unico filo conduttore: quello di catturare la forza cromatica del reale come un raggio teso a illuminare il presente in un rapporto empatico condiviso, quasi fisico, che magnetizza lo sguardo. L’obiettivo coglie la forte tensione tra forma e colore rivelandolo in costruzioni fantasmagoriche, circuiti elettrizzanti, grafismi fosforescenti di luna park notturni, sempre, però, con la consapevolezza di chi conosce il linguaggio seducente del colore. A volte, l’obiettivo e usato per depistare l’attenzione, deviare lo sguardo per dare vita a una inaspettata estetica delle cose: primi piani variopinti degli oggetti di ogni giorno, cromatismi insoliti di geometrie metropolitane, audaci interazioni colorate di materiali accostati per gioco che li trasforma in immagini sensuali e ipnotiche.Forse, lo scopo finale di Fabio Crivellaro è essenzialmente quello di inseguire con lo sguardo il valore e il ruolo del colore, per raccontare il mondo con incantata allegria.Nato ad Adria, nel 1981, Fabio Crivellaro si è appassionato di fotografia fin da piccolo, dedicando, all’inizio, grande attenzione alla composizione e al lato tecnico per rendere la scena. Più tardi ha preferito catturare liberamente le cose che gli stavano attorno, mescolandosi con i protagonisti sulla scena: l’essere umano, il mondo della natura e l’architettura.Lauretta VignagaCrivellaro, foto Crivellaro Fabio, la magia del colore La magia della luce -

Due studentesse rodigine tra i vincitori del Premio nazionale di cultura della Dante Alighieri
Foto premiazione. Da sx Sofia Teresa Bisi, Rose e Lara, Mirella Rigobello, Alessandro Masi
Rovigo, Veneto. Sono Lara Breggion e Rose Mutombo le studentesse rodigine del Liceo delle Scienze Umane ‘Roccati’ inserite nel gruppo dei vincitori del Premio nazionale di cultura della Dante Alighieri per il 2016. Il premio, giunto alla 35ma edizione, è stato assegnato il 10 settembre scorso, a Ravenna, in occasione delle celebrazioni dedicate al Sommo Poeta.Accompagnate dalla docente, Sofia Teresa Bisi, e dalla presidente della sezione rodigina della Dante, Mirella Rigobello, Lara e Rose, studentesse dell’ex III C, sono state ricevute nella Sala multimediale degli Antichi Chiostri Francescani assieme agli altri studenti premiati, provenienti da: Caserta, Roma, Sora, Vibo Valentia.Il tema assegnato alle scuole di ogni ordine e grado, per l’annata 2015, riguardava la prima Cantica della Divina Commedia, l’Inferno, in occasione delle celebrazioni per il 750° anniversario della nascita di Dante Alighieri. Focus dell’indagine la poesia e l’opera del Poeta, presentata, in precedenza, ai giovani dal lavoro cinematografico ‘In viaggio con Dante’, del regista Lamberto Lambertini. Una rilettura del poema in chiave contemporanea.Gli studenti del ‘Roccati’ hanno realizzato un progetto a più voci con lo scopo di rendere omaggio all’opera di Dante mettendone in risalto l’attualità.Lara Breggion si è aggiudicata il terzo premio nazionale: un soggiorno a Ravenna e la partecipazione ad alcune delle manifestazioni dedicate all’ Alighieri.Per Rose Mutombo, una menzione speciale per il valore e la qualità dell’elaborato.A Ravenna, il gruppo rodigino è stato accolto dall’assessore Elsa Signorino e dal segretario generale della Dante, Alessandro Masi. Presente all’incontro anche il presidente del comitato Dante Alighieri di Ravenna, Franco Gabici che ha illustrato le complesse vicende che hanno caratterizzato la sepoltura del poeta. -

E(C)CO ROVIGO
MAPPE CHE RACCONTANO COME SCOPRIRE E VIVERE LA CITTA’
Rovigo, Veneto. Raccontare la città, riscoprirla e viverla attraverso itinerari culturali alternativi dedicati ai giovani, fuori dal circuito del commercio e delle visite organizzate. E’ la proposta rivolta ai giovani viaggiatori italiani e veneti e al turismo giovanile dell’Unione Europea grazie alle 15.000 mappe realizzate in lingua italiana e altrettante in lingua inglese che verranno presentate e distribuite sabato 17 settembre, a partire dalle 16, nella sala della Gran Guardia. Una serie di eventi che coinvolgeranno tutti coloro che, a vario titolo, hanno partecipato al progetto che prende vita, non per caso, durante la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile.Della realizzazione del progetto hanno parlato i rappresentanti delle associazioni che hanno partecipato al bando ‘CulturalMente’, 2015, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, nel corso dell’incontro con la stampa che si è svolto a Palazzo Cezza, sede della Fondazione, a Rovigo, in p.zza Vittorio Emanuele II. Capofila del progetto l’associazione culturale ‘Leonardo da Vinci’, guidata da Elena Brigo, Cospe, rappresentata da Sara Miotto, Arci Solidarietà Veneto, On Stage, la rete europea USE-IT, in collaborazione con Amici della Bici Onlus, FIAB Rovigo, CTG Veneto, Forum Giovani Rovigo, Conservatorio statale ‘F.Venezze’, Ro, liceo statale ‘Celio Roccati’,Comune di Rovigo, Assessorato alle politiche Giovanili, Provincia di Rovigo, GAL Adige. Obiettivo da perseguire: la valorizzazione delle attività creative in campo artistico e culturale dei giovani, sostenendo iniziative rivolte allo sviluppo culturale, sociale e turistico del territorio, in maniera innovativa e sostenibile. Presenti all’incontro: Flavio Zampieri, consiliere della Fondazione, Andrea Donzelli, assessore alla Cultura del Comune di Rovigo.Avvalendosi dell’esperienza di ‘Use-it Europe, network avviato in molte città europee che si propone, attraverso la mappatura fatta da giovani, residenti e non, di promuovere il territorio e il suo patrimonio artistico e culturale, la mappa ‘Use – it Rovigo è stata realizzata con uno stile giovane e scanzonato senza tralasciare, però, le cose pratiche e concrete. Punto di partenza i tre laboratori, dedicati a giovani sotto i 30 anni, per raccontare Rovigo in modo originale, prestando attenzione alla sostenibilità. ‘MAP – it , il primo, dedicato alla scrittura cre-attiva, realizzato da Marta Telatin, sociologa e scrittrice, in collaborazione con Elena Brigo, editrice, e il coordinamento di Sofia Pagliarin. Il secondo, Design – it, sulle arti visive , l’illustrazione e il turismo responsabile, a cura di COSPE, ente di formazione e promozione dello sviluppo equo e sostenibile, in collaborazione con due classi quarte del Liceo artistico ‘Celio Roccati’, l’intervento di un operatore tematico sul turismo responsabile e un esperto illustratore, per far riscoprire luoghi inconsueti e non convenzionali di Rovigo. Infine, il laboratoirio musicale ‘Play -it , a cura dell’associazione ‘On Stage’, in collaborazione con il Conservatorio ‘Venezze’, per consolidare competenze e tecniche artistico – culturali di giovani musicisti e gruppi locali, coordinati da Enrico Marchioro, che ha portato alla realizzazione di un percorso musicale di riscoperta della città.A sottolineare il valore dell’iniziativa il commento di Flavio Zampieri che ha ricordato l’inpegno economico della Fondazione per il progetto ‘Culturalmente’, giunto alla IV edizione.Nel programma di sabato 17 è previsto: un ciclo itinerario con performance musicali. La presentazione ufficiale della mappa USE -IT ROVIGO e E(C) CO Rovigo; performance musicale di jazz e aperitivo finale con prodotti del territorio, di stagione e biologici. La mostra si può visitare anche domenica 18, dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 20.00.Incontro di presentazione delle mappe Gran Guardia dove ci sarà la presentazione delle mappe -

Due opere di Andrea Pirani nella collezione d’arte dell’Accademia dei Concordi
La donazione di Andrea Pirani di due sue opere all’Accademia dei Concordi, formalizzata questa mattina, 3 settembre, completa il percorso di riconoscimento, a livello locale, della creatività e innovazione di un artista che, ai rodigini, si è palesato solo in tempi recenti e all’improvviso. Ovviamente, nulla nasce per caso e in Andrea Pirani la pittura ha costituito un cammino personale e intimo durante tutti gli anni della vita lavorativa. Conclusa, questa, è diventata la meta che ha guidato i giorni, cercando di spiegare le ragioni nascoste della vita e del nostro destino.
Le opere donate – ‘Prima che cali il sipario’ e ‘Un passo di danza’ – erano già state ammirate nelle sale del chiostro degli Olivetani, durante la personale dell’artista, intitolata ‘Attraversamenti’, nel mese di luglio. In Accademia sono tornate in esposizione, assieme a poche altre, fino al 17 settembre, quando verrà inaugurata la nuova mostra di Palazzo Roverella.
Proprio la futura mostra del Roverella: ‘I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia’ ha costituito il punto di riferimento per spiegare la pittura di Andrea Pirani. A tracciare il parallelo Sergio Garbato, sottolineando la progressiva perdita di importanza della forma a favore del colore, nell’arte che si impone dopo la fine della prima guerra mondiale.
“La perdita di fiducia nella realtà porta all’esaltazione del colore, intenso e vivacissimo, pochi dettagli e libertà di immaginare quello che non viene rappresentato” – ha anticipato. “Nei quadri di Pirani c’è un’idea espressa dal titolo che si approfondisce nell’opera che segue, con tracce di figurativo in mezzo al colore. E’ pittura astratta ma ben comprensibile perché ciascuno vi trova qualcosa che percepiva dentro e ora gli appare evidente” – ha proseguito Garbato.
Durante l’incontro è stato anche ripresentato il catalogo ‘Attraversamenti’, raccolta di immagini della mostra di Pirani, sponsorizzata dalla Fondazione Banca del Monte, presieduta dal prof. Luigi Costato. A far gli onori di casa il prof. Enrico Zerbinati, presidente dell’Accademia, che, nell’occasione, ha inaugurato il Foyer, che allarga lo spazio di Sala Oliva e segna l’inizio dei lavori di ristrutturazione di palazzo Bosi. Ringraziando tutti, Pirani ha quindi commentato con i presenti le sue creazioni.
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Dolore lombare: cause ed effetti
Molto interesse per il primo appuntamento con S.O.S SaluteRovigo – Il dolore lombare, le cause e gli effetti di una patologia che condiziona la vita quotidiana di circa l’80% degli adulti nel mondo occidentale, ha costituito il tema d’inizio del ciclo di incontri S.O.S. Salute, organizzato dal Circolo culturale Fors Fortuna Vesta – Il Quadrivio, rappresentato dalla presidente Teresa Nadia Rossi. L’argomento, di forte interesse, è stato seguito dai soci del circolo e da molti simpatizzanti, desiderosi di conoscere le spiegazioni e i consigli del dottor Tiziano Salvadori, direttore Unità di Medicina e Riabilitazione Fisica della Casa di Cura ‘Città di Rovigo’. Luogo d’incontro Palazzo Casalini, sede di Rovigo Banca, dove si svolgeranno anche gli altri incontri, alle 17.30.Con il supporto di una serie di slides, il relatore ha iniziato mostrando l’anatomia della colonna vertebrale, spiegando come deve essere, le posture da evitare, per tenere lontano un male di cui è quasi impossibile liberarsi.Determinanti le posizioni che la colonna vertebrale assume nello svolgere le mansioni di ogni giorno, il conseguente rapporto con le vertebre che ne detrminano l’elasticità grazie all’elemento fibroso che le tiene unite. “A muovere le vertebre provvede il disco intervertebrale, all’esterno costituito da cartilagine e all’interno da una parte molto morbida. Tra ogni coppia di vertebre c’è un disco intervertebrale che consente ogni ogni piegamento. Ci sono, infine, i muscoli paravertebrali che uniscono gruppi di vertebre tra loro o le singole vertebre l’una all’altra. L’uomo con la pancia o la donna incinta soffrono normalmente di mal di schiena dato lo sbilanciamento del peso sul davanti del corpo che obbiga la colonna vertebrale a curvarsi all’indietro” – ha spiegato il dottor Salvadori.Quindi, sono stati presentati alcuni ‘mal di schiena’ provocati da scelte sbagliate. “Può essere un materasso troppo duro o troppo morbido per la posizione che si assume dormendo, o un guanciale troppo basso. Se si svolge un lavoro che obbliga a stare in piedi, è opportuno tenere qualcosa sotto i piedi a letto, per scaricare il peso. Non stare mai seduti troppo a lungo; da seduti, avere vari punti di appoggio per la schiena e, possibilmente, tenere i piedi rialzati. In macchina, tenere lo schienale piuttosto dritto e le braccia abbastanza tese verso il volante. Non spostare mai un peso tenendolo lontano dal corpo; i muscoli delle gambe devono essere coinvolti quando si raccoglie qualcosa da terra”. Solo alcuni dei tanti casi citati prima che il pubblico presente raccontasse le proprie esperienze con il mal di schiena. -

Il male di vivere nelle opere di Mosé Baratella
Il male di vivere nelle opere di Mosé Baratella.Retrospettiva in memoria del padre allo Studio Arte MosèInaugurata lo scorso 10 settembre, la mostra curata da Vincenzo Baratella ed Emanuela Prudenziato, rimane allestita fino al 29 settembre, con orario di visita 16.30 – 19.30, dal lunedì al venerdì. Lo Studio arte Mosé si trova in via Fiume, 18, a Rovigo.Rovigo – Come altre volte in passato, la nuova stagione espositiva, allo Studio Arte Mosè, è iniziata con un omaggio d’affetto del titolare, Vincenzo Baratella, alla memoria del padre Mosé. Stimato pittore, vissuto nel Polesine del ‘900, Mosé ha sperimentato di persona le difficoltà degli anni prima e dopo la seconda guerra mondiale, segnati da trasformazioni epocali nella famiglia e nella società, nella politica e nella pratica religiosa. Insofferente sia dei totalitarismi che delle rivoluzioni culturali, delle logiche politiche come dell’atteggiamento coercitivo della religione, denunciò tutto questo nei suoi dipinti, con largo anticipo sui tempi.
“Un male di vivere che lo rodeva dentro, nutrendo insofferenza e pessimismo, noia e nausea verso quello che vedeva attorno a sè e diventerà tema di scontro e confronto tra le diverse componenti sociali solo qualche decennio dopo e fonte di ispirazione per i movimenti artistici” – ha spiegato Vincenzo, inaugurando la retrospettiva dedicata al padre.Un numero limitato di opere, quelle selezionate nella vasta produzione di Mosè e presenti nella galleria. Poche ma estremamente significative e crude nel denunciare fatti e situazioni che oggi sono entrati nel sentire comune della gente. L’emancipazione femminile, la libertà dei costumi che accomuna maschi e femmine, le tendenze omosessuali che si cominciavano ad esibire, l’ipocrisia di certi rappresentanti del clero che tenevano in soggezione il popolo bigotto, l’ideologia socialista che opprimeva i popoli. Tutto viene raccontato con dovizia di particolari, la precisione del segno e la ricchezza dei colori: forti e brillanti o cupi e tenebrosi quando la pietà e la misericordia divina vengono tradite.Una mappa della realtà tracciata con disegni e oli su carta che Mosé definiva ‘mattane’ per ‘velare’ le sue verità, troppo crude per essere accettate.Da destra: Vincenzo Baratella presenta la mostra Guardando le opere esposte Altro quadro in mostra