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Autore: ventaglio

  • RODIGE 920, l’atto di nascita della città

    RODIGE 920, l’atto di nascita della città

    Tra le iniziative del Maggio Rodigino 2025, promosso e organizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo del Polesine, lunedì 5 maggio è programmata la presentazione dell’opuscolo RODIGE 920, l’atto di nascita della città, in Pescheria Nuova alle ore 18.

    Dialoga con i curatori della pubblicazione e modera l’incontro Micol Andreasi.

    Il volumetto, edito dal CPSSAE con il contributo della Fondazione Banca del Monte di Rovigo e il patrocinio del Comune di Rovigo, esamina dati storici ed evidenze paleoambientali che hanno determinato la nascita e lo sviluppo del primo nucleo insediativo di Rovigo, attraverso i testi divulgativi di Sandra Bedetti e Raffaele Peretto.

    La città può infatti vantare un atto di nascita, attestato da un documento risalente al maggio 920. Si tratta di un privilegio con il quale il Papa Giovanni X concedeva al Vescovo di Adria, Paolo, la giurisdizione su diverse aree del medio Polesine, compresa la “curtem Bonevigo quae vocatur Rodige” (corte Bonevigo che è detta Rovigo) dove aveva la licenza di erigervi un castello. Il documento, steso in latino medievale su pergamena, fa parte di una raccolta relativa a beni della diocesi di Adria, noto come Catasticum Episcupatu Adriae, conservato a Monaco di Baviera nella Bayerishe Staatbibliothek e rappresenta la più antica attestazione della costruzione di una struttura fortificata dalla quale, in seguito, prese sviluppo il centro storico di Rovigo.

    Alcuni studiosi, in passato, avevano dubbi sull’autenticità del documento. Recenti analisi portano a ritenerlo sostanzialmente attendibile, anche se non sono da escludere interpolazioni dovute a trascrizioni successive.

    L’opera editoriale, impaginata da FANCY grafica Rovigo, richiama anche iniziative svolte nella ricorrenza dei 1100 anni della fondazione del castello come la rievocazione storica curata da Assonautica Acque Interne Veneto ed Emilia e i progetti didattici della Scuola Secondaria di primo grado Casalini e del Liceo Celio-Roccati, oltre a quello sostenuto dal Lions Club Rovigo Host per l’avvio dello studio dei materiali archeologici recuperati nell’ex carcere di Rovigo.

    Le ultime pagine dell’opuscolo sono dedicate alla trama immaginaria di un fumetto curato da Enrico Piccioli.

  • Inaugurazione progetto artistico Meeting Point IIS De Amicis

    Inaugurazione progetto artistico Meeting Point IIS De Amicis

    Dopo “Follow your dreams. Ogni studente ha il diritto di sognare” realizzato l’anno scorso nella sede di Palazzo

    Montalti in Corso del Popolo, l’associazione Art Flood di Rovigo, capofila del festival DeltArte, è tornata a collaborare con l’Istituto De Amicis di Rovigo con il progetto artistico e creativo “Meeting Point. Flussi creativi di idee, condivisione e crescita”.  Le porte della scuola si sono aperte alla cittadinanza sabato 12 aprile alle ore 11.30 con l’inaugurazione ufficiale alla presenza del Dirigente, prof. Fabio Cusin, dell’assessore alla cultura e istruzione, dott.ssa Erica De Luca, dei docenti referenti, prof.sse  Alessandra Chiarini e Francesca Andreose, dei vari docenti e studenti protagonisti e del team di Art Flood, capeggiato dalla vicepresidente Sara Pasini e dalla curatrice Melania Ruggini. 

    Nel suo intervento l’assessore De Luca ha sottolineato l’importanza di questi progetti artistico- culturali e didattici dedicati alla vera inclusione con attività concrete e formative che si aprono al territorio. “L’obiettivo principale di Meeting Point è stato quello di valorizzare e abbellire la nostra scuola dando voce ai nostri studenti e alle loro idee, coinvolgendo i ragazzi dell’indirizzo grafico e i ragazzi diversamente abili in un lavoro tutoragigo tra pari- ha commentato il Dirigente Cusin.  Il progetto artistico ha visto infatti la collaborazione del Dipartimento di Sostegno e del Dipartimento di Grafica dell’Istituto grazie alla realizzazione, dal 24 marzo al 12 aprile, di laboratori creativi giornalieri con gli alunni in PCTO e quelli con BES e i loro compagni per far emergere le singole creatività degli studenti e metterle in connessione tra di loro. Le parole chiave del progetto sono state la comunicazione con l’altro, la condivisione di intenti, l’unione, l’ascolto, il ruolo della scuola nella quotidianità dei teenager  e sono i concetti attorno i quali i ragazzi si sono confrontati e hanno collaborato per dare vita a 3 opere murali che ora abbellisco la loro scuola. I partecipanti sono stati guidati in questo percorso creativo dalla professionalità dell’illustratrice e grafica, Sara Cimarosti e dalla curatrice Melania Ruggini. 

    Il progetto ha previsto varie fasi, dal brainstorming, alla progettazione grafica dei bozzetti, alla realizzazione vera e propria sulle pareti, alla restituzione finale alla comunità. 

    Meeting point nasce in stretta collaborazione con il Dipartimento di sostegno della scuola per sensibilizzare la comunità scolastica sull’importanza dell’inclusione e sulla ricchezza delle differenze, creando punti di incontro fisici e simbolici tra le diversità che caratterizzano l’Istituto – diverse persone, diversi indirizzi di studio, diverse sedi. 

    “Gli studenti con BES si pongono come portavoce privilegiati della ricchezza delle differenze” afferma la docente Alessandra Chiarini, del Dipartimento di sostegno; il mezzo più diretto, coinvolgente e alla portata degli adolescenti è proprio la street art, forma espressiva di comunicazione creativa, efficace e accessibile a tutti, per veicolare il messaggio di una comunità scolastica aperta e accogliente. E ci siamo affidati ad Art Flood dato che da anni crea progetti di rigenerazione urbana ed ha molta esperienza in materia”. 

    A partire dalla dimensione evocativa della soglia, intesa come punto di accesso che consente l’incontro con l’altro e la condivisione di esperienze e valori comuni, le pareti dell’atrio della sede dell’indirizzo socio-sanitario e professionale, nonché la parete dell’indirizzo grafico a Palazzo Montalti, sono diventati i soggetti creativi e i simboli di connessione attraverso il potere dell’arte murale. L’artista ha creato delle figure stilizzate che sono legate alla tematica dell’ascolto, dello scambio e del confronto e che dialogano con i disegni degli studenti. La vicepresidente dell’associazione Sara Pasini è stata un’allieva dell’indirizzo economia e marketing dell’Istituto e ha commentato come l’associazione sia molto legata alle scuole del territorio grazie all’attivazione di tirocini e PCTO che formano gli studenti sul valore e l’importanza dell’arte e della creatività anche sul piano professionale. 
    “Ringraziamo in primis il Dirigente, professore Fabio Cusin, per questa nuova e stimolante opportunità di crescita e condivisione – ha commentato la curatrice, Melania Ruggini- nonché tutti gli studenti e i docenti coinvolti per la disponibilità, in particolare i professori Alessandra Chiarini, Federico Borghi, Francesca Andreose e Alessia Sferrazza. Per noi è molto importante creare collaborazioni virtuose con la comunità educante del territorio e l’Istituto De Amicis è un punto di riferimento per la nostra associazione, con il quale collaboriamo da quattro anni attraverso la modalità del PCTO. Questo sodalizio ci ha permesso di scoprire giovani talentuosi e con alcuni di loro stiamo tuttora collaborando proficuamente, come la nostra giovanissima grafica Beatricie Gherasim”. 

  • “HAI PENSATO A UNA STORIA?”

    La nuova produzione di Teatro Nexus debutta al Teatro Parrocchiale di Pontecchio Polesine

    Teatro Nexus, presenterà domenica 23 marzo alle 21 al teatro parrocchiale di Pontecchio Polesine, la nuova produzione creata a quattro mani da Barbara Chinaglia e Claudia Turolla, autrici e interpreti dell’atto unico. L’evento è frutto di una collaborazione con il Comitato Biblioteca di Pontecchio e sarà a ingresso gratuito. 

    “Hai pensato a una storia? – donne che scrivono, mostri riflessi altre questioni” nasce dall’esigenza di rendere omaggio a Mary Shelley, autrice di “Frankestein”, donna importante nella storia della letteratura, che ha vissuto in un epoca in cui scrivere era considerata una professione maschile e scrivere romanzi era addirittura considerata una forma di scrittura minore, non colta e perciò riservata alle donne, riuscendo con la sua opera a capovolgere le questa percezione, dando al romanzo una dignità letteraria che prima non gli era concessa. 

    Claudia Turolla (musicista e direttrice artistica di Kirikù Aps) e Barbara Chinaglia (regista e attrice di Teatro Nexus Aps) hanno scelto di collocare la narrazione nella notte in cui nacque l’idea del romanzo, immaginando un sogno generativo intrecciato di musica e immagini evocative. Un piccolo spazio, racchiuso in un parallelepipedo a cui sono appesi specchi e oggetti di scena accoglie questo ragionamento sulla scrittura femminile. 

    Al progetto hanno collaborato inoltre: Giorgia Aglio (autrice dei ritratti di Virginia Woolf e Mary Shelley), Marco Mucci (voice off della creatura), Chiara Ragazzini (tecnica in sala) e Lorenzo Zambetta (progetto grafico).

    Lo spettacolo non racconta, né riassume il romanzo, piuttosto vuole dare corpo e voce all’autrice, all’ispirazione che ha preceduto la scrittura, con il sostegno anche della voce, del canto e della scrittura di altre donne. Per questo motivo gli elementi del romanzo e della sua esegesi appaiono in scena come visioni, intuizioni della mente dell’autrice ancora imprecise e incerte, ma forti.

    Sinossi

    Raccontando la genesi di uno dei romanzi più famosi dell’Ottocento, Mary Shelley ci racconta la sua esperienza di donna tra gli uomini. In un gioco di specchi l’autrice, il suo romanzo e la sua creatura mostruosa fanno emergere temi letterari e questioni femminili che attraversano il tempo e raggiungono generazioni successive, da Virginia Woolf a Marguerite Duras, ma si volta anche indietro a rileggere le parole di sua madre: Mary Wollstonecraft.

    Mary Shelley fu la donna che in una notte d’estate, l’estate senza sole del 1816, in competizione con alcune delle più brillanti menti letterarie dell’epoca – uomini, e poeti naturalmente – riuscì a scrivere l’opera più di successo tra tutte.

    Le autrici hanno voluto immaginare che cosa può essere accaduto nella mente di Mary la notte in cui partorì l’idea della sua celebre opera, un romanzo che ha attraversato i secoli e che ancora oggi viene citato, replicato, letto e rappresentato.

    In “Frankestein” non c’è solo il racconto di un balordo e pericoloso esperimento simbolo di un’epoca di grandi scoperte scientifiche, la creatura cui Victor Frankestein riesce a ri-dare vita è metafora anche di una identità negata a Mary in quanto donna. Lo sa bene Virginia Woolf che in questo testo noi abbiamo voluto inserire come alter ego di Mary (quasi una personal coach). 

    Woolf parla a Shelley incoraggiandola a dare sfogo alla sua penna, lo fa con le parole con cui ha raccontato il rapporto tra le donne e la scrittura, con il saggio in cui ha cercato di spiegare che le donne non sono messe in condizioni di accedere al mondo letterario, perché c’è sempre qualcuno pronto a impedire il loro cammino verso questo ruolo, pronto a puntare un dito contro le poche coraggiose che potessero provare a dar sfogo al loro genio, dipingendole come mostri.

  • Chiusura col botto per la 16^ edizione di Incontriamoci a Teatro

    Sold out già da giovedì 6 febbraio

    Il debutto locale di “NIENTE DA DICHIARARE?” con il Teatro Insieme di Sarzano raccoglie il favore degli affezionati spettatori della rassegna concludendo con successo la sedicesima edizione di INCONTRIAMOCI A TEATRO.

    Rovigo – Un successo di seguito all’altro anche per questa edizione di “Incontriamoci a teatro” rassegna con cui si è ufficilamente inaugurato il mandato del neoeletto direttivo del comitato provinciale Fita Rovigo. Maurizio Noce (presidente), Claudio Moretti (vicepresidente), Barbara Chinaglia (consigliera tesoriera), Enrica Pizzi (consigliera segretaria) hanno isnieme aperto l’ultimo pomeriggio salutando e ringraziando l’affezionato pubblico.

    La rassegna si conferma un appuntamento gradito e apprezzato, il programma vario nei generi e negli stili, ha sottolineato i talenti del teatro amatoriale locale e regionale.

    “Niente da dichiarare?” diretto da Roberto Pinato e Marna Poletto ha soddisfatto il pubblico generoso di applausi e risate anche in questa occasione. In scena attori giovani e di recente formazione si sono alternati alla storica compagnia di attori in un armonico confronto generazionale. Sullo sfondo, a richiamare la Parigi della Belle Epoque, le delicate ninfee ispirate alle famosissime serie di Claude Monet. Costumi luminosi e dai colori saturi hanno accompagnato gli attori in una recitazione il più possibile fedele al testo, come è nello stile del gruppo teatrale rodigino.

    I cinque titoli sono stati apprezzati dal pubblico anche per le loro marcate differenze, pur trattandosi sempre di commedie, si sono offerti spettacoli in lingua e in dialetto, con parti cantate e momenti più riflessivi e anche musica dal vivo. Ciò che rende la rassegna un successo è l’atmosfera di condivisone, il poter trascorrere del tempo guardando insieme teatro e poi condividendo opinioni sull’esperienza appena fruita, sentendosi liberi di apprezzare e analizzare senza i timori reverenziali che spesso gli ambienti della prosa impongono. L’apprezzamento del pubblico e la sua costante presenza, la diversificazione della proposta hanno contributio a consolidare questo appuntamento che può ormai definirsi di sicura rilevanza nella programmazione culturale cittadina, certamente all’altezza delle altre importanti iniziative che animano il calendario di eventi rodigino.

    In apertura rassegna (il 12 gennaio) sia l’assessore Regionale Cristiano Corazzari, sia l’assessore comunale Giuliana Bregolin hanno toccato con mano sia la sincerità del pubblico che li ha incitati senza timore ad esser brevi nei loro interventi, sia soprattuto la numerosità.

    Il successo si misura, oltre che con applausi e apprezzamenti prima e dopo gli spettacoli, con i numeri e questa edizione ha messo a segno diversi risultati che incoraggiano il comitato provinciale Fita Rovigo e le compagnie che ne fanno parte a perseverare nel produrre spettacoli e incontrare il genuino e sincero pubblico della domenica pomeriggio. Citiamo solo due evidenze: pur avendo aumentato il costo dei biglietti singoli (n.d.r.: passati da 8 a 10 euro), si sono registrati 3 su 5 sold out (negli altri due casi si sono comunque sfiorati con 350 e 370 spettatori in sala). In questa sedicesima edizione si è scelto di incentivare gli abbonamenti che al costo di 40 euro hanno dato accesso a 5 recite (di fatto 6 euro a recita) la proposta è stata apprezzata dal pubblico, tanto che gli abbonati del 2025 sono raddoppiati rispetto a quelli del 2024 (da 72 nel 2024 a 134 nel 2025), un’importante base di partenza per garantire un teatro gremito a tutti gli ospiti sul palcoscenico.

    Ora i titoli proposti al Duomo incontreranno il pubblico delle rassegne organizzate dalle compagnie dei comuni limitrofi, sono già in corso a Badia Polesine, Lusia, Porto Viro, presto inizieranno a Taglio di Po, Fiesso Umbertiano, Arquà Polesine, ma le compagnie rodigine sono già impegnate anche nelle rassegna fuori provinci, ambasciatrici del Polesine attraverso il teatro amatoriale, un patrimonio da valorizzare e riconscere.

    La rassegna è stata realizzata dal Comitato Provinciale Fita Rovigo, presso il Cinema Teatro Duomo, con il patrocinio della Provincia di Rovigo e del Comune di Rovigo, rientra nell’ambito delle iniziative coordinate di “Insieme per la Cultura” grazie al sodalizio tra Comitato Regionale Fita Veneto e Regione del Veneto.

  • Rosetta Pizzo Incanta Il Teatro Serafin

    La quinta edizione del Premio Internazionale Tullio Serafin

    Con raffinata eleganza e un velo di emozione Rosetta Pizzo è stata protagonista sabato 7 ottobre della cerimonia di consegna del Premio Internazionale Tullio Serafin. Il riconoscimento, giunto alla sua quinta edizione, è stato istituito nel 2018 per volontà della Città di Cavarzere e dello storico Circolo Tullio Serafin, nato negli anni Settanta per ricordare il maestro di Rottanova ed oggi presieduto da Nicla Sguotti. La direzione artistica del Premio è affidata, sin dalla prima edizione, al M° Nicola Guerini e l’iniziativa si pregia della partnership esclusiva con Festival e Premio Internazionale Maria Callas, presieduti dallo stesso Guerini.

    La cerimonia di consegna, nella suggestiva cornice del Teatro Tullio Serafin, è stata un fluire di emozioni e ricordi, seguendo il filo dei momenti più significativi della carriera dell’illustre ospite, che ha dialogato con Nicola Guerini, percorrendo un viaggio ideale nei prestigiosi teatri che l’hanno vista trionfare, al fianco dei più apprezzati interpreti e diretta da grandi maestri, tra i quali Riccardo Muti, Gianadrea Gavazzeni e Peter Maag.

    Momento culminante della serata la consegna del Premio, al centro del quale è posta la medaglia commemorativa del ’79 disegnata dallo scultore Alessandro Caetani, riconiata in esclusiva per il Premio Internazionale Tullio Serafin dalla storica Fonderia Picchiani e Barlacchi di Firenze, che realizzò l’originale. A suggellare lo speciale momento la consegna a Rosetta Pizzo del Prosecco Doc che la Cantina di Cona Veneta ogni anno dedica al Premio Internazionale Tullio Serafin e l’omaggio alla premiata da parte di Nicla Sguotti della sua monografia su Tullio Serafin, nell’edizione Armelin Musica Padova 2018.

    Nella seconda parte della serata ha preso vita l’edizione numero quarantaquattro del concerto “Omaggio a Tullio Serafin”, tradizionale momento in ricordo del Maestro al quale partecipano i più grandi interpreti e che fa parte ormai della storia di Cavarzere. Quest’anno l’evento è stato impreziosito dalla partecipazione di Patrizia Bettotti al violino, Andrea Mainialla viola e Francesco Carletti al pianoforte; particolarmente apprezzata dal pubblico la loro esecuzione del Duo per violino e viola K 423 di Mozart e della Sonata “Arpeggione” per viola e pianoforte D 821 di Schubert.

    Particolarmente toccante il momento in ricordo di Renzo Casellato, tenore adriese di fama internazionale e caro amico del Circolo mancato lo scorso anno, al quale la manifestazione quest’anno era dedicata. Ai figli Lorenza e Ferrante il Circolo Tullio Serafin ha consegnato un riconoscimento alla memoria di Casellato, artista apprezzato a livello internazionale che collaborò anche con Tullio Serafin e Maria Callas per l’incisione di “Lucia di Lammermoor” nel ’59 a Londra.

    A fare gli onori di casa era presente il vicesindaco di Cavarzere Pier Luigi Parisotto, il quale ha ringraziato Rosetta Pizzo – per la sua presenza a Cavarzere nel nome di Tullio Serafin e per aver condiviso con il pubblico i suoi preziosi ricordi – e il Circolo Tullio Serafin per le tante iniziative di alto profilo promosse in ricordo dell’illustre direttore.

    Associazione Circolo Tullio Serafin

     

  • Il Museo in scena. Disegni e Bozzetti di Gabbris Ferrari

    Il Museo in scena. Disegni e Bozzetti di Gabbris Ferrari

    Una mostra per celebrare e diffondere il lavoro di un grande artista

    La mostra “Il Museo in Scena. Disegni e bozzetti di Gabbris Ferrari (1937-2015)”, è stata ufficialmente aperta oggi. Con il taglio del nastro, l’esposizione è stata inaugurata, alla presenza di autorità e di tutte le persone che hanno collaborato o conosciuto il grande artista rodigino, che del Museo curò l’allestimento delle sezioni Età del Bronzo, Età del Ferro, Età Romana.

    Promossa e sostenuta dalla Fondazione Banca del Monte di Rovigo, in collaborazione con il Comune di Rovigo – Museo dei Grandi Fiumi, la mostra -grazie alla disponibilità di collezioni private- intende valorizzare e favorire una conoscenza più diffusa dell’operato dell’artista che per Rovigo è stata una delle figure più importanti del recente panorama culturale. Il poliedrico artista rodigino, scenografo, regista, docente, è stato anche assessore sia provinciale che comunale, ma soprattutto è stato “l’anima” del Museo Grandi Fiumi. E proprio il “suo” museo vuole celebrare la sua opera e la sua arte.

    Realizzata grazie ad un accordo pluriennale tra i due Enti, l’esposizione è visitabile gratuitamente e le opere danno testimonianza di come le sezioni museali realizzate siano parte di un progetto ancora più ampio nella mente dell’artista-scenografo. Coinvolgenti sono i disegni per l’allestimento delle sezioni museali, in cui la valorizzazione storico-scientifica dei reperti è compresa in spazi suggestivi, scenograficamente narrativi, resi più accessibili ai visitatori attraverso ricostruzioni di ambienti, di necropoli, di botteghe artigiane.

    Posta a conclusione del percorso espositivo complessivo del Museo dei Grandi Fiumi, ma fruibile anche autonomamente, la nuova sala arricchisce e completa il discorso sul museo suggerito con accenti diversi negli ambienti che la precedono, facendone emergere pienamente la specifica identità di museo con un’impronta d’artista.

    Il progetto espositivo e l’allestimento della mostra sono stati curati da Claudia Biasissi – Fancy grafica sas.

    Il Museo in scena: Disegni e Bozzetti di Gabbris Ferrari

    Museo dei Grandi Fiumi, piazza S. Bartolomeo, 18 – Rovigo

    Inaugurazione: sabato 19 novembre 2022, ore 10:30

    Orari di apertura: martedì-venerdì: 10:00-13:00; sabato e domenica: 10:00-13:00; 15:00-18:00; lunedì: chiuso

    Ingresso alla mostra: gratuito

    Visite guidate: su prenotazione –  tel. 04251540440; email info@museograndifiumi.it

    Ente promotore: Fondazione Banca del Monte di Rovigo in collaborazione con il Museo dei Grandi Fiumi – Comune di Rovigo

    Allestimento: Claudia Biasissi – Fancy grafica sas

    Testo critico: Ivana D’Agostino

    Comunicato Ufficio Stampa Comune di Rovigo

  • Presentazione Ventaglio novanta n°61

    Mercoledì 16 dicembre ore 21.00 ONLINE
    💥 CHE FAI MERCOLEDÌ?
    Ultimo appuntamento di dicembre e dell’anno con i nostri incontri su #zoom.
    Ci saluteremo con la presentazione, a cura del prof. Lino Segantin del nuovo numero di #Ventaglio90 📖 ormai al 31° anno di pubblicazione, guida importante per il nostro Polesine fra luoghi, ricordi e personaggi.
    🔸EVENTO APERTO A TUTTI
    🕘 Inizio dei collegamenti ore 21.00
    🕘 Inizio degli incontri ore 21.15
    🔸Eventi a contributo libero. Parte dei contributi verranno devoluti alle attività istituzionali della Delegazione FAI
  • Il Ministro Boccia a Rovigo ricevuto dal sindaco Gaffeo

    Il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie in città Francesco Boccia, in visita istituzionale a Rovigo.

    Il Ministro è stato ricevuto questa mattina a palazzo Nodari, dal sindaco Edoardo Gaffeo, affiancato dalla presidente del Consiglio Comunale Nadia Romeo.

    Durante l’incontro sono state affrontate varie questioni, da quelle riguardanti la  giustizia alla viabilità.

    Tante tematiche in attesa di risposte da Roma, sulle quali il Ministro ha detto si spenderà per far si che il Governo le sostenga e si possano chiudere quanto prima.

    “Siamo felici di avere la possibilità di interloquire in maniera diretta con il Ministro – ha detto il sindaco -,  avremo l’opportunità nei prossimi mesi, di fare insieme un lavoro proficuo per riuscire a risolvere alcuni dei nodi principali che riguardano la nostra città”.

    Tra le varie cose il Ministro Boccia  ha manifestato la volontà di chiedere, attraverso il Ministero alle Infrastrutture, un incontro con l’Anas e il sindaco Gaffeo per mettere a fuoco le questioni riguardanti la viabilità che ancora penalizza il territorio.

    Prima di congedarsi il Ministro ha lasciato una dedica sul Libro d’Onore di palazzo Nodari. “ A Rovigo, città laboriosa sempre accogliente e pezzo di storia di un Veneto da sempre esempio di laboriosità e autonomia di chi crede nell’unità nazionale. Grazie per quello che fate ogni giorno per il Paese”.

    COMUNE DI ROVIGO Ufficio Stampa

  • Concorso artistico intitolato a Gabbris Ferrari

    Concorso artistico intitolato a Gabbris Ferrari

    Scade venerdì 31 gennaio il termine per la manifestazione di interesse al concorso artistico dedicate alle scuole intitolato a Gabbris Ferrari

    C’è tempo fino alla fine del mese per aderire al  concorso artistico “Gabbris Ferrari, uomo di teatro, artista per il teatro”, iniziativa indetta per la prima volta a Rovigo.

    Per iscriversi al concorso è sufficiente inviare entro il 31 gennaio alla Fondazione Banca del Monte di Rovigo, all’indirizzo fondazionemonterovigo@pcert.postacert.it, l’apposita Scheda di adesione scaricabile dal sito http://www.fondazionebancadelmonte.rovigo.it/concorso-artistico-gabbris-ferrari/. I lavori, corredati di Scheda di partecipazione, andranno  invece consegnati alla sede di via de Gasperi 17 del Liceo Celio Roccati entro il 29 febbraio 2020. La Segreteria della Fondazione  Banca del Monte è a disposizione per eventuali richieste di informazioni al n. 0425 422905.

    Il concorso artistico “Gabbris Ferrari, uomo di teatro, artista per il teatro”, nato dalla collaborazione tra la Fondazione Banca del Monte di Rovigo e il Liceo Celio Roccati, è una splendida opportunità proposta agli studenti di ogni ordine e grado della provincia di Rovigo per avvicinare bambini e ragazzi all’arte consentendo loro di esprimere il proprio talento e utilizzando varie tecniche illustrative nell’ambito della pittura, della scultura, della grafica e della fotografia. Il concorso artistico intitolato al maestro Gabbris, è inserito in un più ampio progetto, ideato dal Liceo Statale Celio Roccati, che ha ottenuto, riconoscendone i meriti, il sostegno della Fondazione. Il comune intento dei due enti è quello di omaggiare e valorizzare la figura e l’arte del brillante ed eclettico artista rodigino, specie nel periodo in cui ha avuto incarichi pubblici nella sua città come assessore alla cultura mentre valorizza la sensibilità artistica degli studenti.

    Il concorso costituirà anche un’ulteriore opportunità per dare risalto alla collezione delle opere di Gabbris Ferrari, consolidando nel contempo la cultura teatrale e la passione per il teatro nei ragazzi.

    Sono previsti riconoscimenti per i primi classificati. La proclamazione dei vincitori e la consegna dei premi avrà luogo contestualmente al convegno “Gabbris Ferrari: uomo di teatro, artista per il teatro” che si terrà a Rovigo presso il Salone del Grano in data 14 marzo 2020.

    Al progetto  concede il patrocinio il Comune di Rovigo-Assessorato alla Cultura che partecipa mettendo a disposizione la Pescheria Nuova – ideata proprio da Gabbris Ferrari-; il patrocinio è concesso anche dall’Ufficio Scolastico regionale per il Veneto sede di Rovigo.

    Per ulteriori informazioni www.fondazionebancadelmonte.rovigo.it.

  • A Rovigo, la Quercia di Dante e altre visioni

    Anticipando le imminenti Celebrazioni Dantesche, la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, il Comune di Rovigo, l’Accademia dei Concordi, il Parco Regionale del Delta del Po Veneto (Riserva della Biosfera MAB Unesco), il Comune di Ariano nel Polesine, insieme ad altre istituzioni territoriali e nazionali, hanno dato vita ad un progetto del tutto originale dedicato a Dante e alla mitica “Quercia di Dante”, un albero possente che dominava il paesaggio del Delta del Po.
    Secondo la vulgata, che forse non ha alcuna radice storica ma che in Polesine è assunta a “dogma”, il Poeta dovrebbe la propria salvezza a questo gigante verde.
    Si tramanda infatti che Dante, rientrando da una ambasceria a Venezia, si sia smarrito nell’intrico di acque e boschi del Delta. Per ritrovare la strada, si sarebbe arrampicato su un albero particolarmente possente, individuato nella colossale “Grande Rovra di San Basilio”. “Rovra”, in polesano, sta per quercia o farnia. Nello specifico, il monumentale esemplare di Quercus robur che dominava l’argine del Po di Goro, nei pressi di San Basilio. Un albero che risulta citato, per la sua altezza e maestosità, in un atto notarile del 1548.
    Nell’estate del 1321 Dante sarebbe realmente transitato per San Basilio, ospite dell’Hospitium gestito dai Monaci di Pomposa.
    La Rovera di Dante oggi non domina più il paesaggio del Delta. Nel 2013 il tempo ha avuto la meglio sul Patriarca del Delta, un albero alto più di 26 metri, con un tronco che per essere abbracciato richiedeva 10 bambini o 6 adulti. Per il Polesine fu la perdita non solo del decano dei suoi alberi ma di un simbolo particolarmente amato.
    A Rovigo, a Palazzo Roncale, una mostra rievocherà la storia della “Grande Quercia”, proponendo immagini dell’albero e della sua caduta, esponendo anche una “reliquia” del Patriarca e il sudario che una artista stese sul suo tronco abbattuto, ricavandone una specie di “sindone”.
    All’Omaggio alla Grande Quercia si affiancherà un Omaggio al Poeta.
    Il suo fulcro sarà la mostra “Visioni dell’Inferno”, rievocazioni della prima Cantica affidate a tre artisti internazionali, uno per ciascuno degli ultimi tre secoli.
    L’Inferno in versione ottocentesca non poteva che essere quello, universalmente noto, del francese Gustave Doré, di cui in mostra sarà l’intero corpus di 75 tavole.
    Per evocare l’Inferno in versione novecentesca, sono state riunite le immagini di “Dante’s Inferno (1958–60)” dello statunitense Robert Rauschenberg.
    Un’artista donna, la tedesca Brigitte Brand è stata, infine, chiamata ad illustrare, con un’opera originale, una sua visione dell’Inferno oggi. L’artista proporrà in mostra anche un suo Omaggio alla Grande Quercia.
    Per questo progetto, dall’Accademia dei Concordi e dalla Biblioteca del Seminario Vescovile di Rovigo emergeranno e verranno esposte anche alcune preziose, antiche edizioni della Commedia, mentre un corner sarà riservato all’originale volume “L’Inferno di Dante. Una storia naturale” (Mondadori, 2010) illustrato e commentato da Patrick Waterhouse e Walter Hutton, due giovani artisti in residenza a Fabrica, il laboratorio creativo di Benetton. Un ulteriore corner esporrà l’“Inferno di Topolino” del 1949, disegnato da Angelo Bioletto e sceneggiato da Guido Martina in terzine dantesche. Un omaggio davvero originale a Dante è quello del maestro mangaka più famoso al mondo, Go Nagai, che ha reinterpretato da par suo la Divina Commedia. La mostra ne propone alcune tavole.

    Il progetto “La Quercia di Dante” non si limita però alla sola mostra.
    Nel corso della rassegna sono in calendario incontri con uomini di pensiero per stimolare originali visioni e riflessioni intorno all’Inferno dantesco, la cui lettura integrale è prevista a maggio, nel corso di una lunga maratona.

    Un’attenzione particolare verrà riservata proprio all’albero simbolo del progetto, la Quercia o “Rovera” di Dante. Dalle sue radici divelte sono spuntati alcuni nuovi polloni. Con la collaborazione dei tecnici del Parco del Delta del Po Veneto e del Servizio Forestale Regionale, tra questi sarà selezionato un giovane esemplare destinato a perpetuare la memoria del passaggio del Poeta.
    I visitatori della Mostra vengono invitati a scoprire i luoghi della Grande Quercia, nel territorio di San Basilio, nel comune di Ariano nel Polesine. Per immergersi un territorio davvero unico, per ammirare i resti di quello che fu uno dei più importanti porti del Mediterraneo.
    Qui, le Dune Fossili, ricordano che un tempo il mare stava dove oggi c’è terraferma, anche se oggi si è allontanato di chilometri. Le rovine di epoca romana, i reperti conservati nel locale museo, confermano l’importanza di questa antica città. Sulle Dune sorge la chiesetta altomedievaledell’insediamento benedettino che accolse Dante. Dal pavimento dell’edificio sacro si intravvedono i resti di un precedente edificio.
    Testimonianze di una storia che è ancora in parte da scrivere, come confermano gli scavi che stanno restituendo l’abitato etrusco. Il tutto immerso in un ambiente naturale di assoluta suggestione.

     

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