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Autore: ventaglio

  • Scavi, restauro, catalogazione, valorizzazione e… premio

    Scavi, restauro, catalogazione, valorizzazione e… premio

    Luglio 2018, Isernia La Pineta (Molise)

    SCAVI, RESTAURO, CATALOGAZIONE, VALORIZZAZIONE E …. PREMIO

    Sotto un telo di plastica sorretto in qualche modo, una immagine del primo scavo del 1979

    La scorsa settimana ad Isernia sono iniziati i festeggiamenti per ricordare i 40 anni della scoperta del noto sito paleolitico di Isernia La Pineta, datato intorno ai 600.000 anni fa, interessato da sistematici scavi e ricerche, tuttora in corso, a partire dal 1979. Le iniziative si articoleranno in più incontri e si svilupperanno in più momenti fino a tutto l’anno prossimo.

    Da 40 anni le ricerche sono condotte dal rodigino Carlo Peretto che, assieme ad alcuni stretti collaboratori comprese subito l’importanza della scoperta, segnalatagli da un appassionato di Verona Alberto Solinas. Questi si trovava in Molise con la moglie ed aveva individuato interessanti affioramenti di testimonianze paleontologiche in scassi per la costruzione di una nuova arteria stradale.

    L’antropologo Carlo Peretto, professore presso l’Università di Ferrara fino al pensionamento (2017), continua ancora la sua attività presso la stessa università in qualità di Eminente Studioso ed è stato recentemente insignito di un premio (vedi infra) presso l’Università parigina Sorbonne.

    Peretto inoltre fu uno dei primi soci del CPSSAE, di cui fu anche Presidente. Partecipò alle prime ricerche archeologiche condotte a Frattesina cinquant’anni fa.

    Nella ricorrenza dei 40 anni di Isernia figura inoltre un altro contributo legato al Polesine: è infatti di Luciano Scarpante, pittore e grafico di Porto Tolle, l’elaborazione del Logo commemorativo, apparso anche nell’annullo speciale curato dalle Poste Italiane.

    Anche nel 2018 riprendono a pieno ritmo a partire dal 2 luglio le attività di esplorazione dell’insediamento paleolitico de La Pineta di Isernia. Le attività si svolgeranno per tutto il mese di luglio e vedranno la partecipazione di studiosi italiani e stranieri, oltre a studenti, specializzandi e dottorandi.

    Le attività si concentreranno in particolare nell’esplorazione del livello più ricco di reperti, conosciuto con la sigla 3a. Oltre al recupero dei numerosi reperti litici e paleontologici appartenenti a specie animali estinte, si procederà al rilievo e alla registrazione di ogni informazione, compreso il loro stato di conservazione. Si passerà quindi al restauro e alla classificazione, fasi iniziali delle procedure di analisi e studio allo scopo di pervenire alla pubblicazione dei dati in riviste qualificate e in congressi internazionali.

    Gli studi sul giacimento de La Pineta assieme ad altre indagini svolte in giacimenti paleolitici molisani, come quello di Guado San Nicola (Monteroduni) e di Grotta Reali (Rocchetta a Volturno), sono stati oggetto di presentazione al Congresso mondiale di Preistoria e Protostoria promosso dall’Unione Internazionale di Preistoria e Protostoria (membro del Council of Philosophy and Human Sciences dell’UNESCO) tenutosi dal 4 al 9 giugno 2018 nella prestigiosa sede dell’Università Paris-Sorbonne.

    In questo contesto internazionale, il prof. Carlo Peretto dell’Università di Ferrara e coordinatore delle ricerche è stato insignito del premio per l’interdisciplinarietà, gli sviluppi delle ricerche e la ricaduta formativa ad alta valenza specialistica relativi al cantiere di scavo de La Pineta. In questo modo la realtà isernina acquisisce una specificità e un riconoscimento che la pone, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, ancor più al centro delle problematiche riguardanti la nostra lunga storia evolutiva.

    Si sottolinea che la qualità dei risultati raggiunti si deve a molteplici fattori che hanno creato un’ampia rete di collegamenti e di sostegni reciproci. In questo ambito, oltre all’Ateneo ferrarese, la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio e al Polo Museale del Molise, fondamentali sono gli interventi e il supporto delle Istituzioni molisane, ed in particolare della Provincia di Isernia che ha trovato il modo di garantire, anche con strutture recettive, una concretezza ed una continuità temporale delle azione svolte.

    Una continuità temporale che dura da 40 anni. Il 1978 fu l’anno della scoperta dell’insediamento; 40 anni che il 13 luglio 2018 ricorderemo qui ad Isernia con un’ampia manifestazione che a breve sarà completata nei dettagli e presentata al pubblico. Riemergeranno i ricordi che ormai sono anche racconto e storia per tutti ed in particolare per coloro che hanno vissuto questa lunga avventura.

     

    Nella foto in alto: il Prof. Carlo Peretto premiato a Parigi in compagnia del Prof. Luis Oosterbek, Presidente del Council of Philosophy and Human Sciences dell’UNESCO.

  • Cesare Stella se ne è andato per sempre

    Trecenta, (Rovigo), 24 giugno 2018. E’ mancato all’improvviso, nella giornata di domenica 24 giugno, 2018, Cesare Stella, cittadino di Trecenta, mentre si trovava a Feltre, dove si era recato in visita al figlio. Colpito da malore, era stato soccorso tempestivamente dal Suem dell’Ulss di Feltre, evidenziando una momentanea ripresa; poi la fine. Personaggio molto noto e apprezzato nel mondo culturale polesano, scrittore e poeta, Stella avrebbe compiuto 67 anni il prossimo 30 luglio. Una perdita molto dolorosa per tutti coloro che lo hanno conosciuto e apprezzato. Tra loro, Marco Monesi, fotografo e artista, amico di tutta una vita, lo ha voluto ricordare tracciandone il profilo umano e artistico, la disponibilità e la gentilezza che contrassegnavano le sue relazioni; la grandezza del cuore che si rispecchiava nelle gioie e nei dolori della sua esistenza.  Queste le sue parole:
             “CESARE, un artista. Un amico…”
    Ogni qualvolta ci viene rubata per sempre la vista o la presenza di un caro amico, il dolore ci travolge e ci sembra che non sia possibile.  Inutile imprecare  contro chi sembra avercelo rubato! Purtroppo la vita è questo: é capire che c’è un percorso durante il quale tutti noi affrontiamo gioie e dolori, anche se ci sforziamo, impegnandoci, chi più e chi meno, a lasciare, anche  involontariamente,  un impronta indelebile nel cuore e nella mente di chi ci ha conosciuto, di chi ci ha affiancato lungo sentieri comuni.
    Cesare era questo, era l’amico disponibile in ogni momento, l’amico che con la  sua arte, la scrittura,  sapeva andare dritto al cuore. Poteva aprire le porte dell’anima toccando i nostri più profondi sentimenti, quelli  nascosti nel nostro profondo,  celati  nel fondo di quel cassetto chiuso che è la nostra anima.  La sua immensa sensibilità  gli ha fatto sperimentare, nella sua vita,  grandi tormenti e grandi soddisfazioni, alternando lacrime a sorrisi, momenti di felicità estrema e  di infinita tristezza ma non  gli ha mai impedito di essere vicino agli altri con la sua ricchezza  di pensieri e parole, epressione tangibile della sua forza e della sua disperazione.
       Cesare ha  scritto di poesia, di prosa, di narrativa, usando la sua penna a volte come spada e a volte come scudo. Ricordo quando parlavamo di scrittura e la sua grande cultura spaziava dalla letteratura alla poesia, dalla pittura alla scultura alla musica ma sempre con semplicità, in un approccio che solo lui sapeva avere con chiunque; un approccio che lo contraddistingueva e lo rendeva unico, irripetibile; umile e mai presuntuoso.
    Di solito è  facile parlare di qualcuno che conosci bene ma diventa  difficile parlarne al passato perché sai che le tue parole rimarranno nell’aria e anche se lui continuerà a vivere dentro di te non ti risponderà. Non sentirai più il suono della sua voce……. lui ora sta parlando con altri che tu non puoi sentire ma, se fai attenzione potrai ascoltare…
    Voglio chiudere questo piccolo pensiero con una frase che lui aveva scritto in fondo ad un suo libro, che dice: ” Un ringraziamento speciale a chi mi vuole bene. Lo so, qualche volta può diventare una impresa difficile”.
      Ciao Cesare.
         Marco Monesi.
  • E’ arrivato! Il Ventaglio n.57 si presenta

    Venerdì 8 giugno 2018 alle ore 21.00
    Presentazione del 57° numero della rivista
    presso l’Abbazia della Vangadizza – Sala Soffiantini

    Anteprima del Volume Ventaglio 90 n.57

     

    Introduzione di

    Valeria Targa
    Assessore alla Cultura

    Annalisa Marini
    Presidente del Comitato Biblioteca

    Presentazione con proiezioni di immagini e documenti a cura di

    Lino Segantin
    Direttore

    Saranno presenti gli autori dei testi

    Ingresso libero

    Per l’occasione

    Giorgio Baruffaldi farà dono al Museo “A.E.Baruffaldi” del libro Note Badiesi, Volume II

     

    Tel. 0425 51923 – 347 487 54 56
    biblioteca@comunebadiapolesine.ro.it

     

     

  • Notte Europea dei Musei a Rovigo: apertura straordinaria e visite guidate

    Palazzo Roverella e Palazzo Roncale sabato 19 maggio 2018 aderiscono alla quattordicesima edizione della Notte Europea dei Musei, iniziativa patrocinata dal Consiglio d’Europa, Unesco e ICOM.
    In questa giornata in cui i musei di diverse città europee rimarranno aperti al pubblico in orario serale, a Rovigo sarà possibile visitare la mostra “Cinema! Storie, protagonisti, paesaggi” esposta a Palazzo Roverella e “Egitto Ritrovato. La Collezione Valsè Pantellini” a Palazzo Roncale – oltre all’ordinario orario del sabato fino alle 20.00 – anche dalle ore 21.00 alle 23.00.

    Durante questa fascia oraria serale l’ingresso alle due esposizioni sarà  gratuito.

    Per rendere la serata ancora più interessante saranno disponibili per entrambe le mostre visite guidate per singoli ad orario fisso alle 21.00, 21.30 e alle 22.00.
    E a Palazzo Roverella in questi orari le visite guidate saranno speciali e faranno sentire i visitatori dentro il set di un film…

    Il costo della visita guidata è di 4 euro a persona.

    Un appuntamento unico per celebrare la cultura e l’arte a Rovigo durante un evento internazionale!

  • L’Arcivescovo di Ferrara e il Vescovo di Adria-Rovigo con i Sindaci e il presidente della Provincia in visita alla Transpadana

    Le parrocchie e i paesi due secoli fa passati da Ferrara e Ravenna al Polesine

    Il percorso nelle chiese della Transpadana ferrarese svoltosi lunedì 30 aprile ha toccato solo quattro delle 21 parrocchiali situate a nord del Po passate duecento anni fa dall’arcidiocesi di Ferrara alla diocesi di Adria. E’ stato sufficiente però per far cogliere ai partecipanti lo spessore di arte, di cultura e di fede che ha caratterizzato queste Comunità cristiane nel corso di molti secoli. La presenza discreta e cordiale nel folto gruppo di fedeli sia dell’Arcivescovo di Ferrara mons. Gian Carlo Perego che del vescovo di Adria-Rovigo mons. Pierantonio Pavanello ha trasformato la memoria di antiche presenze in segno e motivo di reciproco riconoscimento e proposta di collaborazione. Il clima disteso della giornata prefestiva ha assunto, tappa dopo tappa, i colori e il calore della festa, grazie all’accoglienza cordiale – sottolineata anche dal suono a distesa delle campane –  delle singole Comunità ove accanto al parroco erano presenti il sindaco, le religiose, i laici lieti di presentare ai pastori delle due diocesi e agli ospiti testimonianze di storia, di arte e di fede della propria chiesa. Così a Trecenta il mosaico raffigurante san Giorgio nella maestosa facciata della parrocchiale, l’interno a tre navate con bel 11 altari ed opere di artisti di scuola ferrarese sono stati descritti nella rapida ma esauriente visita dal dott. Michelangelo Caberletti, dopo che l’arciprete don Ferdinando Salvan e il sindaco dott. Antonio Laruccia avevano portato il saluto della Comunità parrocchiale e civile. Il percorso in pullman ed auto da Trecenta a Ceneselli ha toccato il piccolo centro di Sariano, ricco di testimonianze artistiche ferraresi soprattutto nella parrocchiale dedicata a s. Maurelio, primo vescovo di Ferrara, ove si conservano affreschi dei secoli XIV-XV recentemente restaurati. Calorosa l’accoglienza a Ceneselli: qui il benvenuto ai visitatori  è stato dato e dall’arciprete don Stefano Marcomini dal sindaco Marco Trombini, pure Presidente della Provincia di Rovigo, mentre Gabriele Antonioli ha illustrato vicende storiche e testimonianze artistiche soffermandosi in particolare sula terracotta policroma del secolo XV raffigurante la Madonna del Divin Parto, veneratissima dalla popolazione di Ceneselli. A Castelmassa molti fedeli aspettavano l’incontro con i vescovi, apertosi con il saluto dell’arciprete don Stefano e del sindaco Eugenio Boschini mentre Paolo Brenzan con competenza e calore ha delineato interventi strutturali ed artistici nella chiesa dedicata a santo Stefano.

    Dopo il veloce trasferimento lungo l’Eridania, a Ficarolo nella accogliente sala intitolata recentemente a Giovanni XXIII vescovi, sacerdoti e laici hanno ascoltato e condiviso le ragioni storiche ed ideali della ricorrenza, illustrate dal direttore della Biblioteca del Seminario don Bruno Cappato e da Adriano Mazzetti collaboratore della biblioteca stessa. Sono seguiti indirizzi di saluto e riflessioni dell’arciprete di Ficarolo don Giampaolo Crepaldi, del Presidente della Provincia di Rovigo Marco Trombini, del sindaco di Ficarolo Fabiano Pigaiani. Hanno concluso il momento culturale i vescovi mons. Pavanello e mons. Perego che, richiamandosi alla visita effettuata alle chiese altopolesane, hanno evidenziato lo spessore di testimonianze culturali e di fede che queste Comunità conservano, stimolo oggi alla ripresa di un dialogo e di una collaborazione tra le due sponde del Po.

    Nella storica parrocchiale di sant’Antonino, oggetto di radicali restauri dopo il terremoto di alcuni anni fa, l’arch. Massimiliano Furini ha presentato in maniera sintetica ed efficace le note storiche del tempio e gli interventi recenti di messa in sicurezza delle strutture. E’ seguita la concelebrazione con mons. Pavanello, mons. Perego ed oltre venti sacerdoti, parroci nella Transpadana od originari di tale area. La liturgia eucaristia era accompagnata ed arricchita dal Coro Polifonico della Cattedrale di Adria presente con l’arciprete don Antonio Donà per testimoniare vicinanza e condivisione con le parrocchie già ferraresi, oggi componente di rilievo nella diocesi di Adria Rovigo. Nel corso della celebrazione mons. Pierantonio Pavanello si è soffermato sul rapporto intenso nella Chiesa tra Comunità e territorio offrendo spunti per una riconsiderazione pastorale attuale di questo legame. Ha passato quindi la parola e mons. Gian Carlo Perego. L’arcivescovo di Ferrara dopo aver ricordato le figure di santi e beati legati alla Chiesa ferrarese incontrate nel percorso: san Giorgio, san Maurelio, il beato Giovanni Tavelli di Tossignano, ha sottolineato le potenzialità territoriali, umane ed ecclesiali della Transpadana, un ambiente ricco di legami con entrambe le Comunità diocesane.  Ed ha riproposto ai fedeli, ai sacerdoti, alle Comunità l’esigenza attuale di far convergere le risorse e di operare assieme per un efficace servizio all’uomo. a.m.

  • “Cyberbullismo un pericolo reale, non virtuale”

    11 maggio ore 13.45 – Teatro Duomo

    “Cyberbullismo un pericolo reale, non virtuale”
    convegno promosso dall’associazione #UnitiinRete

    “Cyberbullismo e uso consapevole della rete”, è il tema sul quale verterà il convegno promosso
    dall’associazione #UnitiinRete, in programma l’11 maggio al Teatro Duomo con inizio alle 13.45.

    “Un argomento attuale – ha detto oggi, l’assessore all’istruzione Susanna Garbo, durante la
    presentazione avvenuta a palazzo Nodari -, di cui si parla quotidianamente che coinvolge le fasce d’età più sensibili e deboli, non perché meno intelligenti, ma forse perché hanno un cuore più grande e bisogno di una maggiore autostima. Per fortuna ci sono figure professionali che possono aiutare in questo percorso”.

    Il convegno dal titolo “Cyberbullismo un pericolo reale, non virtuale. Analisi multidisciplinare di un fenomeno sociale”, come ha spiegato Federica Boniolo, presidente di #Unitiinrete, vede la
    partecipazioni di relatori provenienti da varie regioni italiane che presenteranno le loro esperienze.
    “Abbiamo fortemente voluto questo convegno, per far vedere che anche a Rovigo c’è una realtà che si occupa di queste tematiche. E’ importante affrontarle con competenza e consapevolezza, il primo consiglio è che gli adulti imparino ad usare beni gli strumenti tecnologici per capire cosa danno in mano ai loro figli o nipoti”.
    L’associazione è nata ad agosto dello scorso anno e in questi mesi sono stati visti 1.500 ragazzi nelle scuole e 500 adulti tra insegnanti e genitori.
    Il sindaco Massimo Bergamin, ha rivolto un plauso agli organizzatori che, attraverso questo
    convegno, portano alla luce un tema di grande attualità. “Purtroppo – ha detto -, questo è un fenomeno sempre più dilagante, è fondamentale che tutti siano consapevoli dei rischi che si corrono lasciando bambini e ragazzi liberi di utilizzare i nuovi mezzi tecnologici. Invito, pertanto, tutti a partecipare”.

  • MUSICA DELLE SFERE mostra di pittura di Alexander Daniloff

    Concetto cosmologico,  filosofico e metafisico della musica delle sfere, secondo quale i movimenti dei corpi celesti avrebbero prodotto una sorta di musica non udibile dall’orecchio umano,  è rappresentato da un altro punto di vista meno scientifico ma più divertente . La musica delle sfere che fa ballare i segni zodiacali.

    Un omaggio a Padova universitaria, astronomica e astrologica e ai suoi tesori.

    La mostra personale di Alexander Daniloff “Musica delle sfere”, nell’ambito del Festival della Cultura russa a Padova “Imago Russia” 2018 organizzato dall’Associazione Luna in collaborazione con il Comune di Padova, che si terra dal 13 al 27 aprile nelle sale del Caffè Pedrocchi (Via VIII Febbraio, 15, Padova).

    Inaugurazione venerdì 13 aprile ore 18.30.

  • Convegno internazionale Frattesina cinquant’anni dopo

    Frattesina cinquant’anni dopo

    Il Delta del Po tra Europa e Mediterraneo nei secoli attorno al 1000 a.C.

    13-15 Aprile 2018 – Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo

    Riflettori puntati su Rovigo che per tre giorni diventerà centro di incontro e di riflessione sull’archeologia. Dal 13 al 15 aprile, il Museo Grandi Fiumi ospiterà il convegno internazionale dal titolo: “Frattesina cinquant’anni dopo – il Delta del Po tra Europa e Mediterraneo nei secoli attorno al 1000 a.c.”. L’evento, promosso dal Comune di Rovigo-Museo Grandi Fiumi in collaborazione con il CPSSAE e con il sostegno di Fondazione Cariparo, Fondazione Rovigo Cultura e Fondazione Banca del Monte, è stato presentato oggi nela sede del Museo.

    Per l’occasione si incontreranno a Rovigo alcuni tra i maggiori studiosi di Protostoria italiana ed europea, per tracciare un bilancio su 50 anni di ricerca e valorizzazione di un inestimabile patrimonio archeologico, forse ancora poco conosciuto al grande pubblico, quello degli insediamenti e delle necropoli di Frattesina di Fratta Polesine e dell’abitato di Campestrin di Grignano Polesine, sorti attorno al 1200 a.C. lungo un antico ramo del Po.

    In quest’epoca per la prima volta il nord Adriatico si trovò al centro di una vasta rete di scambi commerciali e culturali che attraversava il continente europeo dal Mediterraneo alla Scandinavia. Materie prime pregiate come rame, stagno, oro, ambra, avorio e uovo di struzzo giungevano nelle terre dell’antico Delta padano, per essere lavorate e trasformate in preziosi ornamenti. Campestrin fu il più antico centro di lavorazione dell’ambra baltica in area mediterranea. Frattesina, ereditò questo ruolo e fu inoltre un attivissimo centro proto-industriale, soprattutto per la produzione metallurgica e dei più antichi vetri mai realizzati in Europa. Monili in ambra e vetro prodotti in Polesine giunsero (e furono imitati) in gran parte del continente europeo: dalla Grecia, all’Europa settentrionale, fino alle vaste pianure a nord del Mar Nero.

    Le opportunità commerciali offerte dalle coste nord adriatiche non furono mai trascurate: lo testimoniano le etrusche Adria e Spina, Ravenna e Aquileia in età romana e infine Venezia. Le origini di questa di storia, fatta di oggetti preziosi, ma anche di emozioni evocate dalle acque calme del grande fiume padano si trovano oggi lungo i rami suo Delta e nei Musei archeologici di Adria, Fratta Polesine e Rovigo.

    Per l’occasione, nelle giornate del convegno, l’amministrazione Comunale, in collaborazione con Aqua, ha promosso l’iniziativa “L’oro del Baltico”, che prevede ingresso e visite guidate al Museo gratuite. Le visite seguiranno i seguenti orari: sabato 14 e domenica 15 aprile ore 10.30 e 16.30. Per informazioni e prenotazioni tel. 0425/1540440.

    Sono stati inoltre coinvolti i ragazzi degli istituti convenzionati con il Comune, Celio Roccati e De Amicis, che nell’ambito del progetto alternanza scuola/lavoro, seguiranno l’accoglienza del pubblico e l’accompagnamento alle visite guidate.

    “Siamo felici – ha detto il sindaco Massimo Bergamin -, di essere promotori di una iniziativa così importante che testimonia e riconosce la ricchezza archeologica del nostro territorio. Queste giornate porteranno all’attenzione di studiosi e appassionati uno dei periodi archeologicamente più significativi per il Polesine e favoriranno lo sviluppo di ricerche e la condivisione di conoscenze sulla storia e sul patrimonio conservato ed esposto nel nostro Museo. Rovigo è una città dalle molte sfaccettature con tesori spesso non conosciuti, per questo creare occasioni che li portino alla luce, significa dare delle opportunità di crescita a tutta la comunità. Rivolgo un ringraziamento ai sostenitori di questo progetto e auguro buon lavoro ai partecipanti al convegno”.

    Soddisfazione anche da parte dell’assessore alla Cultura Alessandra Sguotti, che ha evidenziato l’iniziativa correlata al convegno, ossia l’apertura con le visite guidate gratuite al Museo . “Vogliamo dare la possibilità ai cittadini di cogliere questa opportunità per conoscere quanto di bello ha il nostro Museo. E’ un convegno di alto spessore sul quale il Comune ha investito molto. Per questa occasione avremo in città studiosi provenienti da più parti dell’Italia e dell’Europa, questo significa anche momento di promozione della nostra città”.

    La rivista specializzata “Archeologia Viva”, nel numero di aprile-marzo, ha dedicato ampio spazio all’argomento, come ha sottolineato Raffaele Peretto presidente del CPSSAE di Rovigo.

    “Si tratta della principale rivista del settore e siamo veramente felici ci abbia dedicato un intero fascicolo. Sarà una tre giorni di importanza internazionale che auspico la città condivida con entusiasmo”.

    Soddisfazione anche da Paolo Bellintani del CPSSAE Rovigo – Soprintendenza per i beni culturali della provincia autonoma di Trento. “Frattesina è nominata nei principali manuali di protostoria europea , non ed è una piccola ma importante pagina di storia italiana ed europea, perché per la prima volta ha messo in contatto il Nord Adriatico con paesi lontanissimi. Speriamo che questo convegno possa essere un volano per una comunicazione più ampia con il grande pubblico”.

    In rappresentanza della Fondazione Cariparo ha portato il saluto Fausto Merchiori che si è soffermato sull’importanza di fare rete.

    Ha portato il saluto anche Alessandro Baldo assessore alla Cultura del Comune di Fratta Polesine. “Ringrazio gli organizzatori per aver coinvolto anche il museo di Fratta”.

  • SIC – Sogno italiano cercasi

    La Dante Alighieri promuove un concorso riservato ai giovani
    Vuoi realizzare un tuo sogno in Italia? Partecipa al concorso promosso dalla Società Dante Alighieri con il supporto della Clinica Odontoiatrica Biscaro Poggio di Adria.
    Si tratta di un concorso, riservato agli studenti del triennio delle scuole superiori della provincia di Rovigo, che intende premiare un sogno, un progetto futuro da realizzare in Italia. Per partecipare, i ragazzi dovranno raccontarlo in un video di 60”. Il termine delle iscrizioni è il 10
    maggio.
    La giovinezza è uno dei periodi più belli della nostra vita. Essere giovani significa essere sognatori: non ci dovrebbe essere gioventù senza progetti e aspirazioni.
    Eppure accade oggi, soprattutto in Italia, che molti giovani abbandonino i loro sogni perché scoraggiati dalla crisi di valori, di risorse e di opportunità.
    Per questo è nata l’idea del concorso SIC – Sogno Italiano Cercasi: per far ritrovare ai giovani la fiducia in un domani da vivere nel nostro Paese.
    “Una iniziativa come questa – spiega Mirella Rigobello, presidente della Dante di Rovigo -, richiedeva un valido supporto e noi l’abbiamo trovato, accompagnato da una condivisione d’intenti entusiasta, nel Dott. Leonello Biscaro della Clinica Odontoiatrica Biscaro Poggio di Adria. Assieme
    abbiamo organizzato e promosso il concorso, per il quale abbiamo stabilito regole e modalità di iscrizione particolarmente semplici. Per poter partecipare, gli studenti del triennio di tutti gli Istituti di Scuola Superiore di Rovigo e Provincia dovranno raccontarci il loro sogno, brevemente e direttamente,
    utilizzando lo strumento di comunicazione che probabilmente apprezzano di più: il video”.
    A loro la scelta della modalità: parlare in camera, creare un’animazione, sviluppare un’idea creativa…
    Non ci sono veri vincoli, a parte due: il sogno deve riguardare un progetto da realizzare in Italia e la durata massima del video deve essere di 60”.
    La durata particolarmente breve è motivata anche dalle modalità di diffusione dei video, che avverrà attraverso i social network. Dopo la chiusura delle iscrizioni, fissata per il 10 maggio, i contributi dei partecipanti saranno pubblicati sul profilo Instagram e sulla pagina Facebook di SIC – Sogno Italiano
    Cercasi.
    Al termine della consegna degli elaborati, una Giuria altamente qualificata, che la Società Dante Alighieri ha raccolto intorno a questo progetto, sceglierà il sogno vincente.

    Lo studente premiato riceverà una borsa di studio di 2.000 Euro, destinata a sostenere il suo percorso formativo futuro. “Ma ci auguriamo – aggiunge Rigobello -, che la visibilità offerta dal concorso possa aprire anche a molti altri ragazzi nuove opportunità, magari insperate”.
    Le scuole superiori della provincia di Rovigo interessate dal progetto sono dodici e ben 5.377 gli studenti coinvolti.
    “Invitiamo i ragazzi – conclude Rigobello -, a partecipare con creatività ed entusiasmo al concorso e ringraziamo fin d’ora gli istituti scolastici, i dirigenti e gli insegnanti per l’appoggio che hanno dato e che vorranno dare alla nostra iniziativa”.
    Soddisfazione anche da Leonello Biscaro. “Quando con la Società Dante Alighieri si è pensato a questo concorso, sono stati i ricordi di quando ero ragazzo a convincermi a sostenerlo. Soprattutto oggi, nel momento in cui si parla tanto della fuga all’estero dei nostri giovani migliori, che non trovano in Italia le condizioni per realizzare i propri sogni, ho trovato entusiasmante l’idea di offrire loro un aiuto concreto per portare a termine un progetto professionale e di vita”.

    Un bellissima idea per il sindaco Massimo Bergamin. “Nel nostro territorio ci sono tanti talenti e un progetto come questo che li appoggi nell’affermare la loro professionalità e le loro capacità qui in Italia, senza dover espatriare per dover vedere realizzati i propri sogni, credo sia davvero meritevole.
    Rivolgo un plauso alla Società Dante Alighieri sempre attiva e promotrice di belle iniziative e a chi la affianca in questo progetto”.
    Per informazioni:
    www.sognoitalianocercasi.it
    www.facebook.com/sognoitalianocercasi

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