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Autore: ventaglio

  • Il Teatro Ragazzi incontra gli studenti delle scuole medie

    Il Teatro Sociale di Rovigo sarà il cuore pulsante dello spettacolo Nell’inferno le donne. Persone e personalità femminili nell’inferno Dantesco, prodotto da Minimiteatri e in cartellone il 12 maggio, durante la stagione di prosa.

    A rendere questo appuntamento ancora più importante è la messa in scena, esclusivamente per i ragazzi delle scuole medie e superiori prevista per le ore 9.30 dello stesso giorno, della rappresentazione nell’ambito del Teatro Ragazzi.

    Le scuole del territorio, coinvolte grazie alla Società Dante Alighieri in collaborazione con il Teatro Sociale, avranno sia la possibilità di fare incontri di avvicinamento allo spettacolo sia di partecipare ad un percorso generale struttutato in maniera tale da coinvolgere i giovani della Dante Alighieri, gli attori e gli allievi del Laboratorio teatrale della compagnia Minimiteatri.

    Come inizio di questa collaborazione, si è svolto lo scorso mercoledì mattina presso le scuole medie statali Casalini di Rovigo, un incontro tra i giovani della società Dante Alighieri, l’autrice – regista e Direttore Artistico di Minimiteatri Letizia E.M. Piva, la responsabile del progetto Teatro Ragazzi per il Sociale Milena Dolcetto e gli studenti di alcune classi che si sono già avvicinati a Dante e allo studio della Commedia.

    E’ stato un excursus tra alcune delle figure femminili maggiormente rilevanti e protagoniste nelle cantiche dantesche dell’Inferno, durante il quale i ragazzi hanno potuto conoscere meglio la storia di donne realmente vissute e di donne protagoniste di affascinati racconti legati alla mitologia.

    Letiza E.M. Piva ha colto l’occasione per rinnovare l’invito ai ragazzi di guardare lo spettacolo, che andrà in scena secondo varie prospettive ed ha concluso dicendo che: “Lo spettacolo rappresenta l’esperimento di entrare nell’Inferno di Dante anche con dialoghi impossibili che sono stati creati apposta per la rappresentazione”.

    L’iniziativa è stata accolta con entusiasmo sia dai ragazzi che dai docenti presenti e per la quale bisogna ringraziare il Comune di Rovigo, l’Assessorato alla Cultura, il Teatro Sociale, Arteven e Minimiteatri per la collaborazione e il contributo dato a questo progetto.

  • Gli sportivi polesani raccontano le loro imprese impossibili e il loro coraggio

    Rovigo – Non succede spesso di trovare dietro lo stesso tavolo un ironman, una maratoneta, una campionessa mondiale di pattinaggio, una campionessa mondiale di nuoto e due comici che hanno deciso di risalire il Mekong in bicicletta, attraversando Vietnam e Cambogia. Ma mercoledì sera, all’interno del centro di medicina fisica e riabilitazione Fisiosport di Rovigo, tutto questo è successo, dando vita a un dibattito tra sportivi polesani, agonisti e non, che hanno in comune un’unica grande caratteristica: il coraggio di affrontare un’impresa impossibile e realizzarla, mettendoci tutto il loro impegno, determinazione e costanza.

    La passione per lo sport fa da cornice a storie di successi conquistati con fatiche, che rispecchiano un modo di pensare di chi non si arrende e affronta le difficoltà della vita con lo stesso spirito con cui si prepara a gareggiare. E’ stata una serata dove il cuore è stato l’assoluto protagonista: puoi allenare le gambe, fare esercizi, prepararti intensamente, ma se non hai la passione che ti batte dentro allora ogni passo è quasi sminuito e perde valore.

    Un concetto forte che tutti i “coraggiosi” hanno sottolineato è che i limiti sono solo nella testa. “Grazie a gambe, tenacia, costanza, e la passione per la bicicletta siamo riusciti ad andare oltre i limiti mentali che a volte si mettono, anche involontariamente” hanno spiegato Mattia Casarin e Paolo Franceschini, reduci dalla risalita del Mekong in bicicletta attraversando Vietnam e Cambogia. E la pensa esattamente allo stesso modo anche Michele Aglio, triatleta e finisher a due ironman: “Fare l’Ironman ti porta a conoscerti tantissimo. Sai quali sono i sacrifici da compiere e sai anche che hai bisogno del sostegno di alcuni professionisti che ti seguano durante la preparazione e ti stiano vicino nel tuo percorso sportivo”.

    Le soddisfazioni che arrivano quando si raggiunge il proprio obiettivo, che sia agonistico o non, ripagano tutte le ore trascorse ad allenarsi e quando anche un’intera città si ferma per dare il proprio sostegno, le emozioni sono ancora più amplificate. “Per portare a termine la maratona di New York ci vogliono quattro cose: fede in se stessi, fiducia nelle proprie possibilità, determinazione e coraggio” ha raccontato Martina Romagnolo, avvocato rodigino che ha compiuto l’ impresa di correre i 42 Km sotto una pioggia battente.

    I coraggiosi che hanno portato le loro storie, sono persone comuni che hanno deciso prima di tutto di sfidare se stessi e e mettersi in gioco. “ Le gambe si possono allenare. Ma la testa può farti brutti scherzi, anche quando sei in gara. E’ lei, infatti, che fa il 50% del percorso che ti porta alla vittoria” ha detto Elena Lago, campionessa del mondo di pattinaggio artistico, entrata in nazionale a 12 anni e vincitrice con il suo partner del campionato del mondo Senior nel 2015. E i sacrifici che ci sono da fare sono davvero molti, soprattutto se si vogliono raggiungere traguardi agonistici. Come quelli conseguiti da Sara Zanca, atleta della nazionale italiana di nuoto per diversamente abili che ha battuto il record mondiale di staffetta in Cina. “Questi ragazzi fanno sacrifici da atleti veri e ci mettono la stessa passione e lo stesso impegno di qualsiasi altro sportivo” chiarisce Nicoletta Carnevale, allenatrice di Sara e vicepresidente dell’associazione Uguali Diversamente.

    Durante la serata, Monica Rossetto, titolare di Fisiosport ha colto l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a rendere l’inaugurazione del centro di medicina e riabilitazione Fisiosport una serata ricca di emozioni, partendo dai coraggiosi fino ad arrivare allo staff del centro e ai medici che collaborano con la struttura. ”Oggi inauguriamo il centro Fisiosport che è stato completato con la messa in funzione della piscina, fiore all’occhiello della della struttura, facendo diventare il centro un vero e proprio fitness village”.

    struttura, facendo diventare il centro un vero e proprio fitness village”.

  • “TRA SCUOLE E TEATRO” 2018

    DEFINITO IL CALENDARIO DEL FESTIVAL DEI LABORATORI TEATRALI SCOLASTICI

    Dal 17 maggio all’11 giugno, al Teatro “Don Bosco” (Viale Marconi, 5 – 45100 Rovigo – 0425.33337), si svolgerà la diciottesima edizione di “Tra Scuole e Teatro”, Festival dei laboratori teatrali scolastici della provincia di Rovigo. L’edizione di quest’anno sarà ricchissima e, come sempre, rinnovata con l’aggiornamento di nuovi partner e nuovi dettagli costantemente rivolti a rafforzare e sostenere le attività teatrali che si svolgono nelle scuole.

    Il Festival è promosso e organizzato fin dalla sua prima edizione (2001) dall’Associazione Teatro Nexus e dal Centro “Don Bosco”. Negli anni altri partner importanti si sono aggiunti a sostenere la manifestazione e precisamente: nel 2006 l’Associazione Noi Rovigo, nel 2016 Fondazione Banca del Monte di Rovigo, nel 2017 l’Assessorato dalla Cultura del Comune di Rovigo (che ha già confermato per il triennio in corso il patrocinio alla manifestazione), la Fondazione per lo Sviluppo del Polesine in campo Letterario, Artistico e Musicale e Rovigo Comics. Altre due nuove collaborazioni sono state attivate quest’anno con RA.RE., rete nazionale delle rassegne di teatro educazione e con l’Associazione Zagreo, partner tecnico specializzato nel Teatro Educazione.

    Tre importanti conferme a favore del Festival sono meritevoli di sottolineatura.

    Fondazione Banca del Monte di Rovigo ha assicurato il contributo da assegnare alle scuole partecipanti al Festival quale importante incentivo a perseverare nella promozione e a sostenere i laboratori teatrali nelle scuole del Polesine, attività che hanno una molteplice valenza dal punto di vista culturale e formativo, sociale e didattico.

    Inoltre la manifestazione è stata accolta per il secondo anno consecutivo all’interno del cartellone del Maggio Rodigino. Anche nel 2018 il Festival è stato riconosciuto come iniziativa qualificante l’attività culturale della città, che nello specifico coinvolge il mondo della scuola.

    Infine, è stata avviata una vera e propria partnership con Associazione Zagreo per mettere ancora più fortemente l’accento sul valore educativo del Teatro fatto a Scuola.

    Tre importanti elementi e novità che danno la misura alle scuole e agli studenti di quanta attenzione riservino gli organizzatori e i partners del Festival a questa particolare attività e verso coloro che la praticano con perseveranza, spesso tra mille difficoltà. Questo è il senso che la manifestazione si è data fin dall’esordio nel 2001: porsi come ponte tra le Scuole e il Teatro per fare da cassa di risonanza alle attività e alle loro importanti esigenze, per farne percepire il grande valore ad un pubblico più vasto ed eterogeneo possibile.

    Il primo appuntamento dell’edizione 2018 è con il laboratorio “Il Boggiani – Fico” nato dalla fusione di due precedenti laboratori teatrali, promossi dall’associazione Zagreo, che presenterà agli studenti e agli spettatori di Rovigo “I sogni di Ofelia”, spettacolo esito di una interessante sperimentazione drammaturgica coordinata da Emilio Milani sulla famosa tragedia di William Shakespeare “Hamlet”. Il laboratorio si colloca a metà tra il teatro-educazione e il teatro amatoriale, un limbo attraversato da tutti gli ex studenti-attori delle compagnie scolastiche che, non potendo più praticare teatro con la scuola devono cercare un modo alternativo per seguire la loro passione e proseguire nella loro attività, per scoprire quanto le cose possono complicarsi nell’autogestione tanto desiderata. “I sogni di Ofelia” andrà in scena il 27 marzo alle 16.00 al Teatro “Don Bosco” (ingresso 5 euro) ed è anche il modo scelto dagli organizzatori per sostenere il Festival 2018.

    Un appello è rivolto quindi a chi crede che praticare il teatro a scuola sia fondamentale e importante che potrà sostenere il progetto venendo a teatro il prossimo 27 marzo.

    La rassegna delle rappresentazioni teatrali riprenderà a maggio con un ricco cartellone che sta per essere ultimato, anche in considerazione dell’intensa programmazione del Maggio Rodigino. Di certo si può dire che l’anteprima del Festival nell’ambito del Maggio Rodigino si svolgerà nella seconda settimana di maggio.

    Il Festival inizierà ufficialmente il 17 maggio con un ospite da fuori provincia che vanta una intensa e lunga esperienza laboratoriale; si tratta del I.I.S. “G.B. Ferrari” di Este e del laboratorio “Elisa” che proporrà al pubblico rodigino “Socrate. Nuvole”, liberamente ispirato al pensiero del filosofo greco e alla commedia “Le nuvole” di Aristofane”.

    Il 21 maggio sarà la volta dell’I.C. di Villadose con la Scuola media di Ceregnano “C. Goldoni”, vincitrice lo scorso anno del premio del pubblico con lo spettacolo “Wonder, la meraviglia di essere unici”; quest’anno presenterà al Festival “Nel mare ci sono i coccodrilli” ispirato all’omonimo libro di Fabio Geda e alle storie vere di tanti piccoli migranti. Si prosegue il 22 maggio con lo storico laboratorio del Liceo “Celio-Roccati” indirizzo Classico-Linguistico, uno dei più consolidati laboratori della provincia, che ci proporrà per la prima volta una drammaturgia originale curata dagli studenti e tratta dal film “Perfetti sconosciuti”. Mercoledì 23 maggio arriva per la prima volta al Festival la Scuola media “C. Parenzo” con “Il piccolo principe” tratto dall’omonimo e famosissimo romanzo di Antoine De Saint-Exupéry. La prima settimana del Festival si conclude giovedì 24 maggio con il primo spettacolo in lingua straniera del cartellone 2018; andrà in scena il laboratorio di teatro in lingua spagnola del Liceo “Celio-Roccati” che prese con lo spettacolo “Nuestra Natacha” di Alejando Casona, che racconta la storia di Natalia Valdés prima donna spagnola laureata in pedagogia.

    Dopo la pausa del finesettimana di Rovigo Comics, riferita alla programmazione del Maggio Rodigino, Il Festival Tra Scuole e Teatro riprende lunedì 28 maggio con un musical preparato dal Drama Club del Liceo “Celio-Roccati” che presenterà in lingua originale “West side story”. Martedì 29 maggio il laboratorio del Liceo Scientifico “P. Paleocapa” propone “La fattoria degli animali” ispirato all’omonimo romanzo di George Orwell. Mercoledì 30 maggio il laboratorio di teatro in lingua francese del Liceo “Celio-Roccati” propone la commedia noir “Huit femmes” di Robert Thomas. Giovedì 31 maggio il laboratorio del Liceo artistico e scienze umane “Celio-Roccati”, altra storica esperienza della città, presenta “Processo a Gesù” di Diego Fabbri. Gli ultimi tre appuntamenti del Festival si svolgeranno nel mese di giugno, lunedì 4 giugno sarà l’I.I.S. “Primo Levi” di Badia Polesine con il laboratorio del Liceo “E. Balzan” a presentare la propria versione di “I Fisici” di Friedrich Dürrenmatt. Conclude la rassegna concorso, giovedì 7 giugno, un’altra new entry del Festival: l’I.C. “Alberto Mario” di Lendinara con lo spettacolo “Pinocchio nel Fuoco”, una particolarissima esperienza di laboratorio che mira a sfociare nella più ampia sperimentazione di teatro di comunità ed ha coinvolto non solo gli studenti, ma anche le loro famiglie e gli insegnanti con momenti di laboratorio condiviso con gli altri soggetti della comunità e momenti dedicati.

    Le premiazioni si svolgeranno lunedì 11 giugno e saranno precedute dal debutto dello spettacolo “Un mondo raro” liberamente tratto dal romanzo “L’ultimo re di spade” di Alessandro Sgamma, presentato dalla neonata compagnia Teatro Merak.

    Tutti gli spettacoli di maggio e giugno sono ad ingresso gratuito e si svolgeranno a partire dalle 21.

    Infine, un invito rivolto dagli organizzatori a tutte le scuole secondarie della provincia che promuovono laboratori teatrali al loro interno affinché contattino i promotori della manifestazione tramite l’e-mail dedicata trascuoleeteatro@gmail.com, così da consentire la programmazione dell’edizione 2019 per la quale si stanno già delineando con i partner tecnici nuove opportunità per rendere il Festival sempre più ricco e risonante.

  • La settimana rodigina de “L’isola che c’era”

    Tre occasioni settimanali di proiezione a Rovigo per il piccolo documentario realizzato dal rodigino Alberto Gambato, finora mai proiettato pubblicamente in città e che racconta la nascita del cinema polesano.
    “L’Isola che c’era” – nato da un’idea del Circolo del Cinema di Adria – ricostruisce a distanza di 60 anni la genesi del cortometraggio “Scano Boa” (1954) dalla viva voce di Lamberto Morelli, ultimo superstite della troupe di questo film fondante per il cinema polesano, primissimo esperimento dietro la macchina da presa del regista rodigino Renato Dall’Ara. Si trattava di un cortometraggio di 10 minuti ambientato a Scano Boa, ultima isola di sabbia e macchia mediterranea a separare il delta del Po dall’Adriatico. Il racconto si basava su di un fatto di cronaca accaduto pochi mesi prima proprio a Scano Boa: in barca, durante un funerale di pescatori, venne data alla luce una bambina. Proprio sul cortometraggio di Dall’Ara, Gian Antonio Cibotto si baserà poi per la costruzione del romanzo “Scano Boa”, che farà successivamente da struttura narrativa al lungometraggio omonimo di Dall’Ara del 1961.
    Ecco gli appuntamenti, tutti alla presenza dell’autore: “L’isola che c’era” sarà presentato in Sala Arazzi dell’Accademia dei Concordi venerdì 23 alle ore 16, in forma di lezione sulla nascita del cinema polesano, grazie all’Università Popolare di Rovigo. Sempre venerdì 23, alle ore 20, il documentario aprirà la proiezione del lungometraggio “Scano Boa” (1961) di Renato Dall’Ara, nell’ambito della programmazione di Cinecolonne al Cen.Ser. su interessamento del Comune di Rovigo. La proiezione sarà ripetuta venerdì 28, nello stesso luogo alla stessa ora.
    Il documentario di Gambato in quattro anni ha rappresentato in Italia un piccolo caso cinematografico: selezionato e proiettato a 33 festival, di cui 15 internazionali fra Regno Unito, Serbia, India, Brasile, Croazia, Portogallo, Slovenia, Spagna e Bosnia, ha ottenuto 5 riconoscimenti.
  • Il movimento scenico nello spettacolo teatrale

    Al via le iscrizioni per il nuovo laboratorio teatrale di Minimiteatri con Claudio Ronda

    ROVIGO – Inizierà nel mese di marzo, con frequenza settimanale, fino alla data del debutto a teatro Il 12 maggio, il nuovo progetto artistico della compagnia teatrale Minimiteatri.

    Si tratta di una collaborazione portata avanti da Minimiteatri con Claudio Ronda, noto coreografo e direttore artistico di Fabula Saltica, sempre inerente alla tematica “La Voce, la Parola, il Corpo”, che andrà a supportare il laboratorio teatrale già iniziato dalla compagnia teatrale lo scorso novembre.

    Si tratta di un laboratorio di movimento scenico di gruppo, finalizzato alla rappresentazione dello spettacolo Nell’Inferno le donne – persone e personalità femminili nell’Inferno dantesco che sarà messo in scena durante la stagione di prosa del Teatro Sociale, il 12 maggio, e che vedrà protagonista chiunque voglia intraprendere questo percorso di studio e formazione, senza limiti di età.

    L’orario degli incontri sarà dalle 20.30 alle 22.30, il giorno verrà scelto tra mercoledì e venerdì, mentre la location si troverà sempre nel Museo dei Grandi Fiumi a Rovigo con entrata da via G. Giro.

    La quota per partecipare è costituita dalla quota associativa a Minimiteatri.

    Non sono richieste particolari competenze e abilità, solo la voglia di mettersi in gioco, di una crescita personale e di entrare a far parte di una nuova, grande avventura.

    Per maggiori informazioni, scrivere a minimiteatri@gmail.com

  • Villa Badoer si fa bella

    CON UN FINANZIAMENTO DI 200 MILA EURO DEL GAL ADIGE PER IL RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO DEGLI INTONACI ESTERNI
     
    Rovigo – Sarà un intervento di restauro conservativo, su intonaci ancora originali, risalenti al ‘500 quello in programma in primavere per Villa Badoer di Fratta Polesine destinataria di un contributo di 200 mila euro individuato nel Piano di Sviluppo Locale con il Gal Adige, PC1 “Agri….cultura nel territorio dell’Adige”.
    L’intervento per complessivi 220 mila euro, 20 saranno a carico della Provincia, prevede lavori di restauro e risanamento conservativo degli intonaci su tutte le facciate del corpo centrale della villa, delle colonne, degli emicicli e parzialmente delle barchesse, già oggetto di intervento nel 2014 coi fondi della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.
    La partecipazione della Provincia alla predisposizione del Piano di Sviluppo Locale del Gal Adige, per la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale delle aree rurali, ha individuato per VillaBadoer l’intervento su cui orientare la propria progettualità e con decreto dell’Avepa pubblicato sul Bur del 1° dicembre è stato approvato il finanziamento.
    Sarà l’occasione anche per la pulizia delle mura di cinta e di una sistemazione al terrapieno dopo la ripassatura fatta alle scale.
    L’ultimo intervento alla Villa risale agli Anni Duemila con una campagna di risanamento che alla fine risultò un imponente intervento di restauro.
    “La villa – osserva l’architetto Marina Paparella dell’area Lavori Pubblici di Palazzo Celio e firmataria del progetto ammesso a finanziamento – abbisogna di costanti interventi manutentivi soprattutto nella parte esterna”.
    La parte interna essendo “vissuta” ospitando mostre, convegni e manifestazioni tutto l’anno risulta meglio conservata ed in ordine.
    I lavori, tempi tecnici d’appalto, dovrebbero iniziare già in primavere e nell’arco di 4 mesi esaurirsi per riportare la Villa, patrimonio dell’Unesco, al suo splendore. Data la particolare natura dell’intervento di recupero “quello che si va a fare è un restauro” la scelta dell’esecutore  sarà fra aziende specifiche.
    Ufficio Stampa Provincia di Rovigo
  • Presentazione dell’ultimo numero della rivista Ventaglio Novanta

    Nell’ambito della XXIII Settimana dei Beni culturali ed ambientali in Polesine, martedì 5 dicembre alle 17.30, nella sala Gran Guardia in via Cesare Battisti, 8 a Rovigo, si terrà la presentazione dell’ultimo numero della rivista Ventaglio Novanta.

    Sarà presente il direttore Lino Segantin e gli autori dei vari testi.

    L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Rovigo.

     

  • Il viaggio degli Amici dell’Arte nei luoghi della Secessione

    Il viaggio degli Amici dell’Arte nei luoghi della Secessione

    Dopo la conviviale e la visita alla mostra di Palazzo Roverella, dedicate alle svolte della modernità impresse dai movimenti artistici di Monaco, Vienna e Praga, gli Amici dell’Arte guidati dal consigliere del Direttivo Giorgio Lazzarini, si sono recati a visitare i luoghi della Secessione europea.

    Palazzo seccessione Vienna

    L’interesse a scoprire da vicino le città simbolo del Movimento secessionista (caratterizzato da artisti che si staccarono dalle Accademie d’arte per seguire una linea creativa destinata a rinnovare il mondo dell’immagine nelle città mitteleuropee di Monaco, Vienna e Praga nel periodo che va da fine ottocento al primo ventennio del novecento), ha spinto un gruppo di soci del Circolo Amici dell’arte a compiere un indimenticabile percorso artistico. La città di Vienna ha accolto i viaggiatori, accompagnati dalla guida dell’esperto d’arte padovano Fabio Bossetto, mostrando splendidi edifici, piazze e cattedrali, imponenti luoghi simbolo di una capitale dal passato glorioso. Il programma di viaggio prevedeva una visita al Leopold Museum, struttura moderna realizzata all’interno delle antiche scuderie di corte, per ammirare la più grande collezione al mondo di Egon Schiele. Hanno spiccato poi i capolavori di Gustav Klimt, che nelle sue tele ha raffigurato l’evoluzione e il superamento della realtà obiettiva, rappresentando un modo dominato da sentimenti, istinti e passioni. La visita è proseguita al castello barocco di Belvedere, che ospita una delle più pregevoli collezioni di opere d’arte in Austria. Spiccano qui le tele di Gustav Klimt, soprattutto le più celebri del periodo aureo, in cui l’artista ha riprodotto lo sfarzo dei mosaici bizantini, dando vita ai capolavori “Il bacio”, “Giuditta”,”Ritratto di Fritza Riedler”e altri. Non poteva mancare la visita alla Palazzina della Secessione, progettata dall’architetto Joseph Maria Olbrich, con il moto che campeggia all’ingresso “Ad ogni epoca la sua arte, a ogni arte la sua libertà”. All’interno i visitatori hanno ammirato il famoso “Fregio di Beethoven”dipinto da Klimt, dove la nona sinfonia è il criterio ispiratore dell’opera. Nei giorni successivi la città di Praga ha catturato l’attenzione del gruppo con elementi artistici, che a ridosso tra il diciannovesimo e ventesimo secolo hanno segnato l’architettura, la scultura e la pittura, prendendo il nome di “Jugendstil”, sfociati poi nello stile Liberty. Proprio l’architettura Liberty ha influenzato il volto di Praga che

    Torre dell’orologio a Praga

    conserva edifici con interessanti facciate e pregiati interni. La Stazione Centrale, i palazzi in Piazza della città vecchia, alberghi e luoghi pubblici ne sono una chiara dimostrazione e contribuiscono a trasmettere alla città un’atmosfera esclusiva e romantica. Non è mancata tuttavia la visita ad altri monumenti importanti, quali Ponte Carlo che con le sue imponenti statue domina la Moldava, il quartiere del Castello con il Palazzo Reale e la cattedrale di San Vito, Piazza San Venceslao e il quartiere ebraico Josefov, con l’antico cimitero e le sinagoghe storiche. Gli ultimi giorni sono stati interessati allo spostamento e alla visita di Monaco di Baviera, città moderna e industrializzata, per la visita della Neue Pinakotek. L’edificio, di architettura moderna, inaugurato nel 1981, che si trova nella zona dei grandi musei della città, contiene i principali capolavori della pittura ottocentesca e i dipinti dei maestri della Secessione Monacense del 1892. Non poteva infine mancare la visita della Lenbachhaus, elegante villa-pinacoteca di fine ottocento, appartenuta al principe pittore Franz Von Lenbach, con capolavori del Bleue Reiter, uno dei primi movimenti dell’ Espressionismo tedesco, sviluppatosi a Monaco nei primi anni del ‘900 attorno a Vassily Kandinsky, che proprio da uno dei suoi quadri più famosi, “Il cavaliere azzurro”, ha preso il nome.

    Va sottolineato, infine, che pure i cibi tipici dei luoghi visitati hanno contribuito a rendere il viaggio più piacevole e coinvolgente.

    Federica Panziera

    Castello Belvedere a Vienna
  • Minimiteatri si unisce alla famiglia e alla città che piangono Sergio Garbato

    Cultura e umanità, conoscenza e creatività, sapere e poesia: questo leggevo ogni volta che prendevo in mano un suo scritto, ogni volta che lo ascoltavo raccontare, ogni volta che parlavo con lui.

    E quante cose sapeva trasmettere Sergio! Non mi stancavo mai di starlo a sentire.

    E a lui piaceva ridipingere gli affreschi antichi degli angoli, delle vie e delle piazze di Rovigo; gli piaceva ridipingere le storie pubbliche e segrete di questa città, le storie di questa gente, nella loro semplicità e bellezza, ma anche nella loro lontananza e alterità.

    Amava il Polesine, il suo lavoro è intessuto di questa terra e questa terra rivive attraverso di esso.

    Sergio capiva gli artisti. Sapeva quanta fatica c’è sul palcoscenico. Per questo amava il teatro; si lasciava emozionare nel profondo, si lasciava coinvolgere dal sudore e dall’anima di chi si esibiva, dalla voce e dalla musica, dai corpi e dai volti, dalle storie e dalle lacrime.

    Nello stesso tempo, nel suo ruolo di critico, sapeva cogliere la maestria e il mestiere, sapeva collocare ogni tecnica, svelare ogni provenienza, valorizzare ogni eccellenza.

    E dentro di lui niente si perdeva mai. Di frequente le impressioni riemergevano e si mescolavano all’oggi, al domani e diventavano come un caleidoscopico, spettacolare universo parallelo, traboccante di esperienza e di ricchezza nell’anima: l’anima di Sergio che si raccontava a chi sapeva ascoltare.

    L’amicizia di Sergio con Gabbris era proverbiale: quante volte ho assistito a confronti e scontri culturali; quanti progetti e visioni avevano; quanti ricordi e celie condividevano; quante questioni di profonda umanità dibattevano tra loro e quant’era grande il rispetto e la passione che animava queste due grandi, grandissime personalità che abitano la mia vita e quella di ogni rodigino.

    Il loro ricordo e il loro insegnamento vive in me.

    Letizia

     

     

  • Minimiteatri entra dalla porta di casa: nuovo tour di spettacoli a domicilio

    Minimiteatri entra dalla porta di casa: nuovo tour di spettacoli a domicilio

    Minimiteatri per casa
    Teatro in casa tua, gli attori raccontano e si trasformano davanti a te, vicini, molto vicini.

    ROVIGO – Lo scorso primo ottobre, davanti a un pubblico privato di 30 persone, è andato in scena lo spettacolo teatrale Donna d’amore e di parola – Il viaggio di Shahrazàd, realizzato dalla compagnia teatrale Minimiteatri in un contesto domestico privato. Minimiteatri, infatti, ha voluto riproporre l’idea di Gabbris Ferrari di fare teatro in un ambiente intimo, nei salotti, nelle case e dovunque si possano condividere emozioni ravvicinate, respiri e fremiti di storie narrate e vissute nel corpo degli attori, creando in questo modo un legame profondo e quasi unitario.

    Il testo poetico di Letizia E. M. Piva e la musica di Luciano Borin hanno preso vita grazie agli autori stessi, insieme agli straordinari musicisti che hanno condiviso questa innovativa e straordinaria esperienza: Gessica Rampazzo, flauto traverso; Sofia Turri, oboe; Paolo Andreotti, percussioni; Luca Barin, corno; Simone Trivellato, trombone.

    Uno spettacolo in cui il dialogo teatrale si è mescolato con la convivialità e la condivisione di un momento, che rimarrà sicuramente nella memoria di tutti i partecipanti. Tanto infatti l’entusiasmo dimostrato dai partecipanti: “In una cornice informale e raccolta lo spettatore viene trasportato in una dimensione onirica di emozioni e magia – commenta un’ospite- “Un inno alla complessità e alle contraddizioni femminili perfettamente dipinte attraverso un monologo dai toni delicati e allo stesso tempo pungenti”. Un altro partecipante, aggiunge: “Ascoltare la musica a due passi dai musicisti ed assistere ad una esibizione teatrale vicino all’interprete è stata una esperienza unica e indimenticabile”.

    Il progetto è solo all’ inizio, ci saranno sicuramente altre occasioni per replicare questo momento di magia artistica in altri salotti di casa; per chiedere informazioni basta chiamare o scrivere a Minimiteatri (www.minimiteatri.it) o contattare la pagina Facebook di Donne da Palcoscenico. Musica, altri mondi, tante storie, altri modi di scoprire e di vivere la tua casa.

     

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