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Autore: ventaglio

  • Al Liceo Paleocapa celebrata la ‘Giornata del Ricordo’

    Al Liceo Paleocapa celebrata la ‘Giornata del Ricordo’

  • L’arte per i diritti umani

    L’arte per i diritti umani

    L’arte per i diritti umani: oltre 1.000 gli studenti coinvolti dall’Associazione Voci per la Libertà e da DeltArte nei laboratori didattici grazie al bando “Attivamente” della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

    Il progetto “L’arte per i diritti umani” scende in cattedra per parlare dell’importanza della creatività e dell’arte al servizio dei valori fondanti della Dichiarazione universale dei diritti umani. E’ questa la nuova sfida che si è posta l’associazione Voci per la Libertà e il festival d’arte contemporanea DeltArte – il delta della creatività. Da gennaio a giugno saranno oltre un migliaio gli studenti coinvolti e frequentanti 30 scuole, tra medie e superiori, della provincia di Padova e Rovigo.

    Questo ambizioso progetto didattico ha come obiettivo la sensibilizzazione alle tematiche legate ai diritti umani, comprendendo il valore dell’uguaglianza attraverso gli stimoli creativi che derivano dall’arte.

    “Vogliamo stimolare gli studenti insieme ai propri insegnanti a diventare parte attiva nella promozione dei diritti grazie al potere dell’esperienza artistica”, spiegano gli organizzatori. “L’arte è uno strumento potente, diretto e immediato per promuovere i diritti umani e aiuta a comprendere, diffondere e promuovere i valori dell’uguaglianza sociale”, puntualizza la curatrice di DeltArte Melania Ruggini.

    “L’arte, nelle sue molteplici forme e linguaggi, è un incedibile strumento di formazione per i nostri ragazzi e di aggregazione sociale, specialmente in un momento storico come questo, in cui vengono a mancare certi punti di riferimento che la scuola dovrebbe necessariamente fornire come base per la crescita”, afferma il direttore artistico di Voci per la Libertà. Un sentito ringraziamento alla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo che anche in questa occasione ha sposato le potenzialità di questo progetto”.

    Tre sono i settori di intervento del progetto: l’arte contemporanea, la musica e il cinema.

    Per l’arte contemporanea si lavorerà nello specifico per mezzo della street art quale mezzo veloce, fresco e diretto per parlare delle tematiche complesse affrontate. Si prevede la realizzazione di 10 murales, alcuni nelle scuole, altri negli spazi urbani, realizzati dagli studenti coordinati dagli artisti selezionati, ossia Luca Vallese, Centocanesio, Pietro Anceschi, Patrick Bonandini e Marco Fregnan. Questi laboratori sono coordinati dalla curatrice Melania Ruggini, esperta di settore, che ha già alle spalle diverse esperienze nella street art.

    La proposta musicale prevede 10 lezioni/spettacolo insieme ai musicisti Mud, Anna Luppi, Marmaja, Do’ Storieski, che hanno già partecipato alle passate edizioni del festival Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty. Durante i laboratori, i musicisti spiegano ai ragazzi come nascono le loro canzoni, si esibiscono dal vivo e raccontano il loro specifico legame con i diritti umani e l’impegno civico.

    Il percorso cinematografico prevede la proiezione del film documentario “Presi a caso” sull’eccidio di Villadose nella Seconda Guerra Mondiale, alla presenza del regista Alberto Gambato e della storica Laura Fasolin. Successivamente i ragazzi vengono coinvolti in un laboratorio sulle fonti e nel dibattito finale.

    Durante tutti gli incontri è presente un’esperta di diritti umani che coordina l’evento e aiuta gli studenti a diventare parte attiva nella loro promozione grazie al potere dell’esperienza artistica.

    A tutti gli studenti è consegnato il calendario dei diritti umani 2017 e un libretto con la Dichiarazione universale dei diritti umani, entrambi con le illustrazioni dell’artista Luca Vallese che sarà coinvolto anche in due laboratori di street art.

    Per maggiori informazioni sui laboratori: www.vociperlaliberta.it e www.deltarte.com

  • Ricamiamo la speranza 2….

    Ricamiamo la speranza 2….

    Iniziativa di solidarietà a favore della Fondazione città della Speranza 

    8-11 dicembre sala Gran Guardia

    Natale è anche e soprattutto solidarietà. Ed è questo lo spirito di “Ricamiamo la speranza 2”, l’evento a favore della “Ricerca pediatrica Città della Speranza Onlus”, in programma dall’8 all’11 dicembre a Rovigo all’interno della sala Gran Guardia. Saranno esposti per la vendita addobbi, strenne natalizie, ricami, realizzati da volonterose e generose signore che hanno deciso di mettere a disposizione le loro capacità, in un nobile gesto di altruismo. Il ricavato verrà devoluto alla Fondazione città della speranza, gemellata con Rovigo, che opera nel campo della ricerca per la cura delle malattie dei bambini.

    “Tornano in Gran Guardia – ha detto l’assessore ai Gemellaggi, Susanna Garbo -, le Penelopi che lo scorso anno hanno fatto uno splendido lavoro e che anche per questo Natale hanno rinnovato il loro impegno sempre armate di tanta passione e generosità. I lavori sono frutto di opera artigianale, molto preziosi e belli, invito tutti a partecipare e ad acquistare”.

    L’iniziativa, come hanno spiegato le artefici Patrizia Rava e Nadia Bassan , ex docenti e Paola Equisetto, è nata da un percorso individuale come forma di ringraziamento verso la vita e si è consolidata con questa edizione, con la sempre maggiore convinzione di poter aiutare la Fondazione Città della Speranza, che tanto si adopera per guarire i bambini di tutta Italia. Lo scorso anno c’è stata tanta partecipazione e condivisione, l’auspicio è che si possa ripetere anche per questa edizione.

    Quest’anno saranno le borse di feltro ad avere la scena o innovativi calendari dell’avvento nonché tovagliati e grembiuli ancora più simpatici. Non mancano omaggi da parte di esercizi commerciali o aziende del territorio, sensibili all’iniziativa e donazione di privati da più parti d’Italia.

    E, a testimonianza che la solidarietà non ha confini, grazie ai social, sono arrivate donazioni da più parti. Un particolare ringraziamento, gli organizzatori, lo rivolgono alle volontarie di diverse associazioni di Bagnocavallo (Ravenna) ed alle sconosciute amiche di Torino che hanno regalato pizzi dei primi anni del ‘900.

    L’IRP è una struttura di oltre 17.500 mq di cui 10.000 dedicati esclusivamente alle attività di ricerca in grado di ospitare, a regime, circa 400 ricercatori.

    L’obiettivo di IRP è di promuovere l’attività di ricerca nel campo delle patologie pediatriche. In    particolare, tra tutti i problemi di salute che affliggono i piccoli pazienti, viene svolta ricerca all’avanguardia nei campi dell’oncologia, della genetica, delle malattie metaboliche e della medicina         rigenerativa.

    I fondi raccolti per finanziare l’opera provengono dall’incessante attività di found raising svolta da          migliaia di volontari della Fondazione attraverso l’organizzazione di innumerevoli iniziative nel   territorio.

    L’evento è sostenuto dal Comune di Rovigo – Assessorato ai Gemellaggi.

  • IX Regata delle 50 Caorline

    IX Regata delle 50 Caorline

    Anche quest’anno alcuni polesani si sono uniti agli Amissi del Piovego per accogliere la sfida della più spettacolare e combattuta delle regate di voga alla veneta dell’anno, la Regata Nazionale delle 50 caorline organizzata nell’ambito della Veneta Festa Granda de Sant’Andrea.

    Un impressionante schieramento di ben 53 imbarcazioni a sei vogatori, 318 remi allineati nel Canale Contorta a puntare la bricola di Sacca San Biagio per virare arrivando davanti al Coordinamento delle Associazioni Remiere, dopo 4 km di battaglia senza risparmio di colpi.

    L’equipaggio formato da Davide Manente (provin), Eligio Garbo (che ora scrive queste note), Antonio Montanari, Davide Tognin, Massimo Grassi e Davide Brancato (pope) al comando, nelle 2 ore precedenti il via improvvisa un allenamento con prove di partenza e virata per verificare intesa e affiatamento necessarie alla gara.

    Ognuno ostenta battute sdrammatizzanti a ricordare lo spirito decoubertiano più volte ripromesso ma la voce del pope padrone ha il suo da fare a imporre di non spingere troppo e risparmiare energie per il colpo d’inizio che giunge liberatorio a lacerare un surreale silenzio carico della tensione generale.

    Pronti via!

    Caorline schierate al via
    Caorline schierate al via

    La consegna: “remi corti e colpi ad alta frequenza” ci fa schizzare tra i migliori. Incredibile. L’adrenalina potenziata dalla scorta calorica fanno avanzare la bianca caorlina degli Amissi che si lascia alle spalle la rossa della Canottieri Ticino.

    Io rompo presto l’asticella fissata sul morso della forcola, a impedire al remo di uscire sotto i colpi delle onde, stizzito reagisco aumentando la concentrazione ed è come scalare una parete in libera.

    Davide Manente imprime il ritmo di regata, noi dobbiamo dare potenza sincronizzando i suoi colpi e Massimo aiuta Davide Brancato al comando dirigendo il destriero bianco ripetutamente coinvolto in stretta bagarre dove la sfida si combatte anche incrociando i remi delle barche concorrenti che ci affiancano pronte a disarcionare.

    Arriviamo alla virata che descriviamo pennellando la traiettoria intorno alla bricola e giù verso la linea del traguardo che tagliamo orgogliosamente 39mi, tra le finte imprecazioni di Massimo e il vero incoraggiamento del pope in un alzaremi che tocca il cielo: ce l’abbiamo fatta! L’abbraccio è un linguaggio universale.

    Migliorato di 4 posizioni il risultato dell’anno scorso, senza preparazione …

    E’ la grande festa della voga che fa incontrare amici vecchi e nuovi, vicini e lontani, ristorati da un provvidenziale risotto alla zucca ad accompagnare le premiazioni degli equipaggi primi classificati.

    E come nelle migliori occasioni lo spirito agonistico ci accomuna nell’intenzione di preparare adeguatamente la prossima edizione per scalare ancora la graduatoria della classifica.

    Eligio

  • A dicembre straordinaria occasione per visitare la mostra di palazzo Roverella

    A dicembre straordinaria occasione per visitare la mostra di palazzo Roverella

    Rovigo, Veneto – Resta poco più di un mese per visitare lo straordinario evento d’arte ospitato a Palazzo Roverella. ‘I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia’, si concluderà, infatti, il prossimo 14 gennaio 2017, un evento che sta appassionando migliaia di visitatori che arrivano in città da tutte le regioni italiane.  Organizzata e promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, la mostra offrespeciali condizioni di visita in occasione del ponte dell’ 8 dicembre, con l’orario di visita dalle 9 alle 20; visite guidate per singoli visitatori alle 10.30 – 15.30 – 17.30. Biglietto di ingresso a 9 euro e visita guidata a 4 euro a persona . Per le famiglie, biglietto di ingresso a 9 euro; fino a 3 persone pagano i genitori; oltre le quattro persone, pagano i genitori + un figlio. Visite guidate a 3 euro a persona. Per le visite guidate è obbligatoria la prenotazione (0425 460093; info@palazzoroverella.com).
    Paul Sérousier, donna bretone
    Paul Sérousier, donna bretone

    In riferimento alla mostra: ‘I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia’, per chi non l’avesse ancora vista è da sottolineare il carattere profondamente innovativo che la connota. Un percorso che racconta l’insofferenza di giovani artisti per quello che Parigi e la Francia rappresentavano tra la fine dell’800 e l’inizio del 900. Un concentrato di esperienze innovative e rivoluzionarie del pensiero, dell’arte, della poesia e della letteratura su cui si concentrava l’attenzione del vecchio continente. Una stagione straordinaria in cui l’ Impressionismo aveva toccato il suo culmine e si avvertiva il bisogno di qualcosa nuovo, di fresco e spontaneo. Nel giro di pochi anni nacquero nuovi movimenti: I ‘Nabis, I ‘Fauves’, il ‘Cavagliere azzurro’, le avanguardie tedesche e russe. La pittura non era più la natura nè la sua imitazione. Il suo ruolo doveva essere quello di esprimere e trasmettere sensazioni, sentimenti, passioni, stati d’animo senza preoccuparsi di proporzioni e prospettive.

        I primi a cercare semplicità e naturalezza furono pittori americani e nordici. In Bretagna trovarono natura e paesaggi sconosciuti. Scoprirono luci  e atmosfere diverse, i colori e gli odori dell’Atlantico, la semplicità della campagna e della montagna, scandita da lunghi silenzi, dal duro lavoro della gente su fragili barche in mezzo alle acque tempestose. Gli abitanti apparvero come personaggi innocenti e primitivi nel confronto con gli ambienti parigini. Ad affascinare gli artisti furono i colletti e le cuffie bianche delle donne, i simbolismi, la spiritualità e religiosità di un’ Arcadia incontaminata, austera e arcaica.
      Dalla Francia arrivò il gruppo dei ‘Nabis’ , ‘I profeti’ – nell’ antico linguaggio ebraico. La cittadina di Pont – Aven, loro punto di riferimento, divenne la sede di un’accademia spontanea dove si scambiavano idee, discorsi e giudizi, si sperimentava la pittura passando dal primitivismo all’esotico, dal misticismo cristologico al ricordo di religioni arcane e misteriche. 
           Nel 1885 in Bretagna arrivarono Paul Gauguin ed Emile Bernard per sperimentare il nuovo linguaggio espressivo di un’arte semplificata, dal disegno sintetico, i colori piatti e luminosi. I soggetti hanno linee sinuose, contorni marcati e chiusi, nessuna concessione ai dettagli. L’esperienza bretone lasciò segni profondi in chi l’aveva vissuta; nulla nell’arte fu più come prima. Tornati in patria, i nuovi profeti diffusero quel messaggio innovativo da cui è nata l’arte moderna. Da allora in avanti, l’arte, perso il ruolo di imitatatrice di ciò che ci circonda, divenne frutto della sensibilità dell’artista.
    Felice Casorati, tappeto rosso
    Casorati Felice 013
        Delle cinque sezioni che scandiscono il percorso espositivo, le prime due riguardano le origini del Sintetismo e la poetica dei Nabis; tra gli autori presenti citiamo: Emile Bernard, Paul Gauguin, Cuno Amiet e Maurice Denis. La terza sezione introduce i visitatori nella luce e nei colori della laguna di Burano, isola dove si spostano diversi artisti dopo l’ esperienza di Pont – Aven.  Gino Rossi fu il rappresentante di questo gruppo: nell’isola veneziana aveva ritrovato  la vita dura e austera, la religiosità primitiva della terra bretone. Esperienze condivise da Arturo Martini, Wolf Ferrari e Umberto Maggioli.
       Con lo svizzero Felix Vallotton la poetica dei Nabis si introduce fra le mura domestiche rifugio di amori e seduzioni, tradimenti e intimità domestiche. Al colore si preferisce il bianco e nero ed è il bianco a dare evidenza agli elementi che contano. Raccontare l’emozione è lo scopo finale.
       Protagonisti delle due ultime sezioni: il sintetismo di Oscar Ghiglia e Mario Cavaglieri; la semplicità nuova di Casorati, le nature morte di Cagnaccio di San Pietro, i suoi nudi assoggettati a una geometrizzazione ferrea che ne travisa la natura.
     Lauretta Vignaga
  • Ultimato il nuovo corso di formazione per volontari ospedalieri

    Ultimato il nuovo corso di formazione per volontari ospedalieri

    Un servizio prezioso per colmare la solitudine dei degenti
    Rovigo, Veneto –  Si è svolto nel mese di novembre, presso la sala riunioni dell’ordine dei medici, un corso di formazione di base organizzato dall’AVO (Associazione Volontari Ospedalieri), strutturato in quattro incontri e destinato ai nuovi volontari. Il corso organizzato da Francesca Merchiori e Antonio Merighi, volontari rodigini,ha messo a fuoco importanti temi,avvalendosi di esperti del settore, quali Sandra Rizzatello, dell’Azienda Ospedeliera Ulss 18, che ha presentato”La struttura ospedaliera e la presenza del volontario”. A seguire è intervenuta la psicologa Lucia Bazzi sui temi”Tecniche e strategie di comunicazione”e “Individuare le proprie attitudini”, ed infine il dottor Antonio Saracino, già primario in geriatria dell’ Ospedale di Piove di Sacco, con la trattazione dell’argomento”Dal medico al volontario”.
    Ha coordinato tutti gli incontri il presidente Renato Spadavecchia. Durante la formazione è stato posto in rilievo il ruolo del volontario, di supporto al personale sanitario:medici e infermieri, che presta la sua presenza accanto ai malati ospedalizzati, per aiutarli ad affrontare i momenti di solitudine, di paura, di disagio e di sofferenza, pur nella consapevolezza che il proprio compito non è quello di risolvere i problemi, ma di farsi compagni nel cammino. Gli esperti hanno sottolineato che il volontario deve accostarsi al malato in modo rassicurante, cordiale e discreto, prestare ascolto, facilitare il dialogo mettendo il ricoverato al centro dell’attenzione, saper condividere le sofferenze pur senza lasciarsi coinvolgere emotivamente. Da sottolineare la presenza al corso di molti giovani, che hanno elaborato proposte innovative, utili al mantenimento dell’AVO al passo con i tempi, soprattutto in materia di comunicazione per fare rete con altre associazioni di volontariato operanti sul territorio.
    Federica Panziera
  • Presentato il volume Venti inediti racconti brevi

    Presentato il volume Venti inediti racconti brevi

    Presentata la pubblicazione “Venti inediti racconti brevi” che raccoglie i racconti dei finalisti del concorso letterario “Fondazione Banca del Monte di Rovigo per la scuola” – II edizione/2016 .

    E’ stata presentata martedì scorso in Accademia dei Concordi la pubblicazione “Venti inediti racconti brevi” che la  Fondazione Banca del Monte di Rovigo ha edito per raccogliere i lavori giudicati migliori dalla Giuria del concorso letterario “Fondazione Banca del Monte di Rovigo per la scuola” indetto la scorsa primavera.

    Tra 156 scritti pervenuti da vari istituti scolastici superiori dell’intera provincia polesana, la Giuria, composta da Sergio Garbato, presidente, Pier Luigi Bagatin, Antonio Gardin, Giuseppina Papa, Virgilio Santato, ne aveva selezionato una rosa di venti entrati in finale. Di questi, quattro sono stati premiati lo scorso 6 maggio nell’evento “Giovani scrittori, scrittori giovani” all’interno del Festival Rovigoracconta 2016.

    Proprio in quella sede la Fondazione aveva promesso che avrebbe pubblicato tutti i racconti finalisti accogliendo il parere condiviso dei componenti della Giuria sulla qualità piuttosto elevata di quei racconti di studenti del secondo biennio, il cui scarto, nella classifica, era di valori minimi.

    La scelta della Fondazione è stata quindi di premiare, al di là del riconoscimento in denaro per i primi classificati, tutti i finalisti. <<Il miglio premio è la pubblicazione del vostro lavoro>> ha dichiarato il Presidente della Fondazione, Luigi Costato, mentre accoglieva i giovani autori in Sala degli Arazzi:  Laura Silvestrin, Marta Bozzolan, Francesca Favaron, Elisabetta Marsilio, Silvia Bergamasco, Marco Boccato, Marco Bordin, Vittoria Gennaro, Emma Girardello, Elena Antonella Licursi, Giulia Marzolla, Lisa Mirandola, Anna Navarro, Elia Pellegrini, Patrick Polato, Silvia Scalabrin, Ruben Tenan, Camilla Tibaldo, Sofia Zampollo, Irene Zuolo.

    A tutti i finalisti sono state consegnate alcune copie del volume e delle foto ricordo scattate durante la cerimonia dello scorso maggio. Visibilmente emozionati e soddisfatti  i ragazzi e, insieme a loro, familiari, amici e docenti. A proposito di questi ultimi, la Fondazione ha voluto riservare un momento di ringraziamento per il ruolo fondamentale di incoraggiamento verso gli alunni e di garanti per la buona riuscita del concorso all’interno della scuola. Alcuni insegnanti, intervistati dal Segretario Generale della Fondazione, Giorgio Lazzarini, hanno caldamente auspicato che l’iniziativa possa essere ripetuta in futuro, giudicandola positivamente in quanto, pur nel contesto scolastico, ha rappresentato la possibilità per i ragazzi di esprimersi liberamente. Il racconto a tema libero, infatti, a detta dei docenti,  è ritenuta la scrittura più adatta per far emergere attitudini creative e competenze comunicative, da incoraggiare ulteriormente promuovendo la lettura, madre e fonte di tutte le forme di scrittura. Per questo la Fondazione, nell’ambito del concorso, aveva previsto anche premi in denaro per la scuola finalizzati ad incentivare attività didattiche che promuovano la formazione dei giovani.

    La cerimonia di presentazione del volume è stata occasione anche per ringraziare i componenti della Giuria che hanno svolto il paziente ed impegnativo lavoro di lettura di un numero così elevato di scritti.  In uno scambio di opinioni con Mattia Signorini, direttore artistico di Rovigoracconta e giovane scrittore rodigino di un certo successo, che per conto della Fondazione ha condotto la seconda parte dell’evento, i giurati si sono prestati ad un confronto  in merito all’iniziativa e alle finalità del concorso. Soprattutto incentrata sui giovani scrittori questa seconda parte ha avuto protagonisti sei ragazzi, in rappresentanza dei finalisti. Emma Girardello,  Lisa Mirandola, Elia Pellegrini,  Camilla Tibaldo, Sofia Zampollo e Irene Zuolo hanno letto un breve passo del loro racconto e hanno interloquito con Signorini sui vari argomenti sollecitati dalle letture stesse: dalla musica  e dalle arti alla guerra, dalla storia all’attualità, dalla difficoltà della comunicazione ai social. Profondi e motivati i ragazzi hanno piacevolmente conversato superando con freschezza e spontaneità la non scontata sfida di parlare in pubblico.

    A testimoniare l’importanza degli interventi formativi rivolto alle giovani generazioni come quello promosso dalla Fondazione,  hanno partecipato all’evento il presidente dell’Accademia dei Concordi, Enrico Zerbinati,  il vicesindaco Ezio Conchi, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, Sandra Rubello, per l’Ufficio Scolastico provinciale,  alcuni dirigenti scolastici degli istituti scolastici di istruzione superiore, e Sara Bacchiega, dell’Associazione Liquirizia, che per Rovigoracconta cura i rapporti con le scuole.

  • Giuseppe Rigolin: maestro di umanità

    Giuseppe Rigolin: maestro di umanità

    Rovigo, Veneto  – A dieci anni dalla morte, il maestro Giuseppe Rigolin è stato ricordato con un convegno in Camera di Commercio, dove la sala del Consiglio, affollatissima, è risultata insufficiente a contenere i partecipanti. Ad organizzare l’incontro, il 18 novembre scorso, l’associazione ‘Renzo Barbujani’ onlus, con il patrocinio del Comune di Rovigo, della città di Lendinara, del Comune di Porto Tolle, della città di Porto Viro, della Provincia, oltre che della Camera di Commercio di Venezia Rovigo Delta Lagunare e del Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine.

    Il maestro Giuseppe Rigolin, nato nel 1921 a Lendinara e morto a Rovigo il 31 ottobre 2016, è stato un protagonista della fase di riscatto civile, morale ed economico della provincia di Rovigo che ha coinciso con la seconda metà del secolo scorso. Ha dedicato la propria vita all’insegnamento elementare perché era e voleva essere prima di tutto un maestro e un educatore, ma si è impegnato per la crescita sociale ed economica del Polesine, in particolare delle comunità dell’area del Delta del Po, dove si spese per lo sviluppo della settore ittico, lavorando a fianco a fianco con i pescatori, riunendo le cooperative della pesca nel Consorzio di Scardovari, che gestisce uno degli impianti di depurazione dei mitili più importanti d’Italia.

    I lavori del convegno sono stati introdotti, dopo i saluti di Vitaliano Bressanin, per la Camera di Commercio, di Francesca Zeggio, assessore alle attività promozionali e associazionismo del Comune di Lendinara e di Paolo Avezzù, Presidente del Consiglio Comunale di Rovigo, da Paolo Bordin, presidente dell’associazione Barbujani, che ha ricordato il Maestro come amministratore pubblico, essendo egli stato consigliere

    comunale, provinciale per ricoprire da ultimo l’incarico di presidente della Camera di Commercio (dal 1992 al 1999) e poi di Vicepresidente della Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che ha ringraziato per aver erogato un contributo con il quale è stato possibile procedere alla ristampa del libro “Ricordi maestro quel giorno di novembre …”, il primo dei tre libri scritti da Giuseppe Rigolin.

    E’ poi toccato a Giuliano Visentin il compito di tracciare la figura del Maestro, così come emerge dai suoi scritti, ricordandone le umili origini, la scelta di accettare l’incarico di insegnante elementare a Scaranello, paesino sperduto tra i rami del Po, dove è stato accolto con grande simpatia e dove si guadagnò da subito la stima degli abitanti; e poi, la lunga prigionia in America durante la seconda guerra mondiale, il ritorno a casa, il matrimonio con la signora Iris, che ha assistito al convegno attorniata dall’affetto di figli e nipoti e di tutti i presenti, l’impegno nel campo civile ed economico, nel settore della cooperazione, di cui divenne uno dei rappresentanti più autorevoli sia a livello provinciale, che regionale e anche nazionale.

    Il prof. Visentin ha concluso affermando che il maestro Rigolin fu, nonostante i prestigiosi incarichi che ha ricoperto, un uomo di piazza, nel senso che fu sempre fra la gente e con la sua gente. Sul piano culturale, egli ha percorso un itinerario notevolissimo e si è reso conto di quanto sia importante la cultura per lo sviluppo sociale ed economico.

    L’impegno di Giuseppe Rigolin per il settore della pesca e il territorio del Delta del Po è stato ricordato da Roberto Finotello, Presidente del Consorzio di Scardovari e da Boscolo Fabrizio, che ha dato una testimonianza commossa e davvero coinvolgente del maestro.

    Sono seguite, quindi, le testimonianze di Bonfiglio Giuseppe, presidente del Comitato scientifico Maggiore Nino Bedendo, di Laura Negri, già sindaco di Bergantino e assessore provinciale, di Fabio Ortolan, vicepresidente della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, di Giuseppe Fini, che successe nell’incarico di presidente della Camera di Commercio a l maestro Rigolin, del prof. Ennio Raimondi , che lo incoraggiò a pubblicare il suo primo romanzo, dell’on. Antonio Zanforlin e del figlio Leone, che ha ricordato la figura di un papà severo, ma buono e orgoglioso della sua famiglia e uomo innamorato del suo Polesine.

    Paolo Bordin, ha chiuso il bel convegno, sottolineando come la grande affluenza registrata sia stata la più bella testimonianza di quanto ancora sia vivo il ricordo di Giuseppe Rigolin.

    Giuliano Visentin, Associazione culturale ‘R. Barbujani’

  • Premio nazionale di poesia ‘Città di Porto Viro’: ecco i vincitori

    Premio nazionale di poesia ‘Città di Porto Viro’: ecco i vincitori

         Porto Viro, (Ro), Veneto –  Davide Rocco Colacrai ha conquistato il primo posto al premio nazionale di poesia ‘Città di Porto Viro. L’autore ha ricevuto il prestigioso riconoscimento con la poesia  ” Gli eterni ritorni” letti al pubblico presente dalla bibliotecaria Lara Mantovani.”Una poesia  con immagini metafore di autentica forza poetica , per raccontare, in versi densi e coinvolti, la vita che volge, portandosi dietro sogni e memorie, delusioni e resurrezioni.E questo procedere, secondo un ordito in versi ammirevoli, dona sostanza alla poesia-il giudizio della giuria-“composta da Luigi Flamini, Sergio Garbato, Simone Martinello, Leonilde Milani, Laura Sarto e Paolo Spinello.Seconda classificata l’opera “Par Aylan”scritta da Lucia Baldini e al terzo posto si è classificata Jason Gabriele Volpi con “Li ti porto”.Menzioni speciali per Anastasia Laurelli con “Onda”, Carla Sauto Malfatto con “distanze di carne” e “Laura Giorgi” con “la tessitrice di tappeti”.Ad aprire la cerimonia di premiazione Cristina Perazzolo dell’ufficio cultura di Porto Viro che ha esordito portando i saluti del commissario prefettizio Carmine Fruncillo e spiegando che  “il premio letterario nazionale città di Porto Viro, giunto alla sua sesta edizione, è nato con l’intento di promuovere e diffondere la composizione poetica in lingua italiana e in dialetto.La partecipazione al concorso era gratuita ed erano previste opere in lingua italiana e in dialetto”.

    “Gli elaborati sono giunti da ogni parte d’Italia- ha detto Leonilde Milani, componente della giuria-e mai come quest’anno, il livello qualitativo dei componimenti è stato talmente elevato, da mettere in seria difficoltà la giuria nella scelta delle opere”.

    “Dedicare il concorso alla poesia senza dividere in due sezioni, lingua e dialetto come fanno tanti concorsi in Italia, credo sia stata una scelta importante da parte del comune di Porto Viro, visto che il dialetto fa parte della nostra cultura e tradizione Italiana- ha detto Simone Martinello-“.”La poesia non si vede come l’aria ma è necessaria -ha sottolineato Martinello- nel citare una poesia di Franco Loi”.

    Guendalina Ferro

  • Il ‘Gruppo soccorso Delta Dog’

    Il ‘Gruppo soccorso Delta Dog’

    Porto Viro presenta il ‘Gruppo soccorso Delta Dog’; in organico 3 addestratori certificati Enci e 3 cani molecolari.
    Porto Viro (Rovigo), Veneto. – Presentata, questa mattina, alle autorità del territorio, l’associazione “Gruppo soccorso Delta Dog”.Il sodalizio portovirese, iscritto all’albo dei gruppi di protezione civile della regione Veneto conta nel suo organico di volontari tre addestratori certificati Enci e tre cani molecolari, di cui uno, Dexter, campione italiano di bellezza Enci.”Siamo nati ufficialmente il 16 novembre di tre anni fa- ha esordito il presidente Orlando Duó-e in questo lasso di tempo abbiamo lavorato per formare i nostri volontari di protezione civile secondo il programma formativo previsto.Attualmente abbiamo 14 volontari conduttori attivi, provenienti da varie località del nostro territorio”.”L’associazione Delta Dog, segue il regolamento dell’Ucis-spiega Albino Tomaselli, referente per le unità cinofile da soccorso in Italia-. Un gruppo che si contraddistingue per le idee chiare nel voler raggiungere gli obiettivi guida dell’Ucis per la formazione delle unità cinofile”.Dall’incontro è emerso che i volontari del gruppo Soccorso Delta Dog stanno lavorando per ottenere i brevetti di Maintralling.La disciplina antichissima che permette di individuare e seguire il percorso effettuato da una persona con un cane adeguatamente istruito.A descriverne i particolari in conferenza stampa Federico Lazzaro, addestratore NBAS(National Bloodhaund Association Svizerland)l’ente certificatore in Europa per 7/8 forze di polizia che agiscono in vari stati. In Italia Lazzaro, si occupa dell’addestramento di cani militari e da soccorso.”Abbiamo iniziato il percorso di formazione per brevettare le nostre unità cinofile con l’addestratore NBAS Federico Lazzaro-spiega Monica Perazzolo, addestratore Enci e vice presidente del gruppo soccorso Delta Dog- con lo scopo di arrivare ai brevetti previsti e diventare quindi operativi a beneficio del bene comune”.Successivamente la Perazzolo ha presentato uno ad  uno i volontari del gruppo Soccorso Delta Dog.Nel corso dell’incontro sono intervenuti l’ex sindaco Thomas Giacon che ha sottolineato l’importanza della collaborazione con il comune di Porto Viro nel corso del suo mandato; la dottoressa Nadia Franzoso dell’ulss 19 con la quale il gruppo soccorso Delta Dog collabora per il progetto Pedibus nelle scuole del territorio con l’inserimento dei propri cani durante le passeggiate con gli alunni nei tragitti predefiniti con destinazione scuola;Giorgio Benizzi per la cooperativa Porto Alegre con la quale il sodalizio portovirese ha in attivo il progetto “in buona compagnia”che coinvolge i profughi in alcune attività di volontariato dell’associazione. A presenziare all’evento il comandante di stazione di Taglio di Po Attisani e il senatore Bartolomeo Amidei, il quale   ha sottolineato l’importanza delle attività del sodalizio che vanno a beneficio del bene comune.La mattinata, trascorsa al centro visitatori di piazza Matteotti, è terminata con un Brindisi augurale al Caffevino di Porto Viro.Dopo il pranzo, i volontari hanno proseguito le lezioni di Maintralling in centro città.
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