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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Una scuola che si evolve

All’Istituto Magistrale “C. Roccati” di Rovigo avviati due nuovi corsi: il sociopsicopedagogico e lo sperimentale artistico. Nel centenario di fondazione, nostra intervista al preside Ercole Chiari.

di Francesca Magon

Ventaglio Novanta n. 3 1991 pp. 147–152

Fra le ricorrenze che periodicamente si susseguono nei settori più vari della cultura, della politica, dell'economia, relativi a singoli personaggi o istituzioni, un fatto di rilievo per la città e per la provincia è stato il festaggiamento del centenario di fondazione di una scuola che ha rappresentato una particolare sede per la formazione di menti, caratteri e personalità: l'Istituto Magistrale “C. Roccati” di Rovigo.

Il 23 marzo scorso, con meritato orgoglio, l'istituto scolastico ha ricordato la sua lunga storia che nel 1891 vide la nascita della Scuola Normale “C. Roccati”, alternando nel corso dei decenni momenti difficili a periodi di forte impulso, fino a giungere a 800 iscritti. Nel 1923 la legge Gentile portò alla modifica del corso di latino, mentre i programmi tradizionali sono rimasti gli stessi fino ad oggi.

Se da un lato l'Istituto può essere soddisfatto del cammino percorso, dall'altro è doveroso evidenziare come esso abbia saputo cogliere il cambiamento dei tempi, trasformandosi gradualmente per diventare una scuola moderna e progressista, aperta a tutte le facoltà universitarie. Non solo. Essa risponde oggi anche alle mutate esigenze del mercato del lavoro, indirizzando a nuove professioni, pur non perdendo di vista il suo ruolo di abilitare all'insegnamento nella scuola elementare, unica ad avere titolo per farlo.

Negli ultimi anni, come è avvenuto in quasi tutti gli Istituti di scuola media superiore (che si sono evoluti con l'introduzione di programmi sperimentali, concretizzando la cosiddetta “riforma dall'interno”), anche l'Istituto Magistrale “C. Roccati” ha ottenuto l'autorizzazione all'avvio di due nuovi corsi sperimentali: il corso sociopsicopedagogico e il corso artistico.

Per conoscere in modo approfondito le innovazioni, mi incontro col preside, prof. Ercole Chiari.

In che cosa consistono dettagliatamente i nuovi corsi?

“Il vecchio Istituto Magistrale non risponde più agli indirizzi dei tempi e ciò spiega il corso sperimentale sociopsicopedagogico. Il Ministero stesso intende fare dell'Istituto Magistrale un Liceo Pedagogico in cinque anni. Si è partiti dalla riforma dei programmi della scuola elementare che ha introdotto i moduli secondo i quali tre insegnanti operano nella stessa classe nelle varie aree: linguistica, scientifica e artistica. Dal momento che anche per i maestri è prevista la frequenza di un breve corso a livello universitario, secondo la recente riforma Ruberti, era necessario istituire un corso di studi rispondente alle innovazioni della scuola di base.

L'indirizzo magistrale tradizionale è stato anch'esso aggiornato con l'introduzione di due mini-sperimentazioni: quella di informatica nella prima e nella seconda classe e quella di lingua straniera nelle classi terza e quarta.

Il corso sociopsicopedagogico, tuttavia, si diversifica sia perché comprensivo del quinto anno integrativo che consente la prosecuzione degli studi in ogni facoltò universitaria, sia per la preparazione più ampia, più approfondita, più solida (liceale appunto) offerta specialmente nei settori della pedagogia, della psicologia e della sociologia, materia non esistente nell'attuale corso quadriennale. Nel biennio è stata aggiunta l'Ed. Civica, giuridica ed economica. Tutte queste discipline sono particolarmente indicate per chi intende dedicarsi all'insegnamento non solo nella scuola elementare, ma anche nella scuola media e superiore. Rimane una scuola professionalizzante in quanto dà un titolo professionale attraverso la pratica della didattica. Oltre all'insegnamento elementare si acquisisce competenza anche a livello sociale con la possibilità di partecipare a concorsi delle ULSS e ad operare nel sociale.

Il nuovo corso sociopsicopedagogico è un autentico Liceo moderno che assicura una preparazione culturale completa non solo nell'area umanistica ma anche nell'area matematico-scientifica come si può notare dal ragguardevole monte ore di tali discipline”.

Come è stato accolto il nuovo corso?

“In maniera positiva, quantunque non sia stata ancora valutata appieno l'offerta di una preparazione culturale più solida. Questo è il secondo anno e le richieste di iscrizione sono aumentate del 20% rispetto quello scorso. È interessante sottolineare che gran parte degli iscritti sono usciti dalla scuola media con giudizi che vanno dal buono all'ottimo e un buon livello di preparazione è significativo e promettente. Chi sceglie l'indirizzo tradizionale è orientato ad una maggiore brevità del corso e ad un minor impegno negli studi, magari per seguire altri obiettivi come chi frequenta, ad esempio, il Conservatorio”.

E ora parliamo del corso sperimentale artistico.

È un Liceo artistico a tutti gli effetti, concesso dal Ministero come specializzazione a sè, diversa dall'Istituto Magistrale. Non è una scuola professionale come, ad esempio, l'Istituto d'arte di Castelmassa; questo Liceo forma i giovani alle materia artistiche, alle discipline plastiche e pittoriche; dura 5 anni e dà la maturità artistica aprendo l'accesso a tutte le facoltà universitarie. Si differenzia dai licei artistici tradizionali per la forte base culturale che in quelli manca. È più contenuto l'orario delle discipline artistiche, ma è stata introdotta la tecnologia applicata: nel biennio ci sono materie opzionali affini ad attività artigianali; nel triennio compaiono le tecniche audiovisive, il disegno industriale, la grafica al computer. Le tecnologie applicate consentono inoltre l'inserimento nel settore della grafica pubblicitaria. Pertanto il corso è impostato per dare una preparazione completa nel settore artistico e insieme fornire la base adeguata per ogni successivo perfezionamento a livello universitario, tutto sul principio di una buona formazione generale sia nell'area umanistica che scientifica”.

Come si è risposto al nuovo indirizzo di studi?

“In modo entusiasmante. A giugno dello scorso anno si è ricevuta l'autorizzazione ministeriale e a settembre erano già 50 le richieste d'iscrizione, di cui è stato possibile accoglierne solo 30. Per il prossimo anno probabilmente si apriranno due sezioni”.

L'Istituto è molto spazioso, ma basteranno le aule?

“Al momento sì, ma in futuro potranno sorgere problemi. L'Amministrazione Comunale e la Provincia ci sostengono con generosità, dal momento che il Ministero tende a tagliare i fondi; inoltre, le sperimentazioni non possono essere più del 5% in tutta la Provincia e poiché i contributi vengono distribuiti fra scuole con nuovi corsi sperimentali accade che qualche scuola, che ha solo corsi sperimentali, assorba la maggior parte delle somme erogate”.

Certamente questo corso rappresenta una grossa novità.

“Sì. Pur non essendo un Liceo professionale, ai ragazzi che fanno materie plastiche è data la possibilità di stabilire un rapporto interessante tra scuola e mondo del lavoro. Ad esempio, per la cottura di ceramiche ci viene offerto il forno di un'industria artigianale (le Ceramiche Marchesini); oppure, per la lavorazione dei metalli nel biennio si potranno avvicinare i ragazzi a botteghe di orafi che in città esistono a livello artigianale”.

Mancava a Rovigo una scuola di questo tipo.

“La sede per una scuola costituisce un fattore molto incidente; che ce ne fosse bisogno è risultato dal fatto che in fretta se ne è diffusa la conoscenza e la risposta, come si è visto, è stata soddisfacente”.

Concludendo, non rimane che essere grati al Preside Chiari e a tutti i docenti che hanno voluto a Rovigo un Istituto di così elevato valore culturale e moderno allo stesso tempo, in grado di garantire una formazione completa dei suoi allievi, onde favorirne l'ingresso in una società in rapida evoluzione che si apre all'Europa.

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Come citare questo articolo

Francesca Magon. “Una scuola che si evolve”. Ventaglio Novanta, n. 3, 1991. https://ventaglionovanta.it/archivio/una-scuola-che-si-evolve/

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