Pubblicità

ARTEOGGI

Luce e poesia nelle tele di Elda Altafini

Angoli del Delta, fiori delicati, paesaggi e nature morte costituiscono i temi preferiti dall’artista rodigina

di Angioletta Masiero

Ventaglio Novanta n. 4 1991 pp. 92–93

Sembra uscito da un’antica stampa della vecchia Rovigo il palazzo situato nei pressi della “Rotonda” dove l’artista Elda Altafini ha il suo studio.

Tele, colori, quadri sono sparsi un po’ dappertutto e creano un’atmosfera dal fascino suggestivo e “bohemien”.

Calle, rose in boccio, tulipani, ginestre dorate, iris e tante altre varietà di fiori costituiscono il tema di tante composizioni pittoriche e sembrano diffondere il loro profumo dalle pareti; nature morte e paesaggi si alternano, poi, a bei ritratti.

Altre tele sono ammonticchiate negli angoli, mentre ceramiche “raku” fanno bella mostra di sè su mensole e tavolini.

Elda Altafini è un’artista eclettica che sa spaziare con grande abilità dalla grafica agli oli, dall’acquarello all’acquaforte.

Polesana, ha insegnato per molti anni materie scientifiche negli Istituti superiori del capoluogo, in seguito, attirata da un forte richiamo artistico, ha compiuto gli studi di pittura ed incisione a Ferrara e a Bologna presso l’Accademia di Belle Arti; ha frequentato anche corsi di ceramica “raku” presso la Casa degli Artisti di Tenno (Trento).

Ha tenuto mostre personali a Bologna, Ferrara, Sappada e ha partecipato a numerose collettive, ottenendo ambiti premi in concorsi, estemporanee e recensioni su innumerevoli giornali e riviste.

Di carattere riservato e schivo Elda non ama parlare di sè, preferisce che a farlo, per lei, siano le sue opere.

Gentile, umile, sensibilissima, Elda è, oltre che un’artista, una donna dal grande cuore.

La sua pittura figurativa è incantevole per quel magico tocco di poesia che scaturisce dai colori, stesi per realizzare quadri di un’intensità spirituale dolcissima.

Elda Altafini ha il dono di saper interpretare la natura, inabissandosi con essa, nella vastità di un oceano di sentimenti e di gioie creative. Il suo linguaggio pittorico è sempre chiaramente espresso, il che significa che nell’artista convivono la resa formale e la felicità delle immagini condotte a compimento con mano sicura e pienezza d’ispirazione.

I suoi oli, gli acquarelli, le acqueforti, rappresentano la natura nell’essenza della realtà. I colori sono amalgamati con la delicatezza e la maestria di chi sente l’arte e la trasmette. È cosi che un quadro di Elda è sempre un momento di meditazione, è l’occasione per vedere quanto ci circonda con occhi nuovi, in una chiave introspettiva. I suoi fiori e le sue nature morte ci offrono visioni chiare, spontanee, naturalmente eleganti.

Ma ciò che è più prezioso nell’Altafini, quasi un motivo dominante della sua pittura, è il saper dare ai vari soggetti un valore lirico, il saperne fare l’espressione di uno stato d’animo inconfondibile.

Accostarsi all’arte di Elda vuol dire ritrovare angoli del nostro Delta, valli solitarie, case silenziose, immerse in una natura malinconica, fiori delicati, melograni selvatici, sapore di cose semplici e amate.

La pittrice, attraverso il colloquio con la natura, rincorre memorie e nostalgie, richiami ancestrali, palpiti, ansie, struggenti speranze. E dipinge ciò che sente, ciò che vive, ciò che parla al suo cuore assetato di bellezza e di luce. Ecco perché l’arte di Elda Altafini non è solo magia di colori, fascino di paesaggi, delicatezza di fiori: è soprattutto, messaggio d’amore.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Angioletta Masiero. “Luce e poesia nelle tele di Elda Altafini”. Ventaglio Novanta, n. 4, 1991. https://ventaglionovanta.it/archivio/luce-e-poesia-nelle-tele-di-elda-altafini/

Pubblicità