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STORIA - TRADIZIONI

La festa del grano

A Villamarzana, nei primi giorni di luglio, viene rievocato il rito della trebbiatura, secondo i canoni della tradizione.

di Francesca Magon

Ventaglio Novanta n. 5 1992 pp. 74–77

Il paese a prima vista appare immobile e sonnacchioso; l'unico fulcro dinamico sembra costituito dal ponte sullo scolo Valdentro, che smista il traffico in cinque vie e dal mercato che, con tutto l'essenziale, ogni martedì anima la piazza “43 Martiri”, su cui si affaccia la scuola. I ragazzi si lamentano, dicono che non c'è nulla a Villamarzana e per sport e divertimenti bisogna rivolgersi altrove. Dal canto loro possono aver ragione, se raffrontano il proprio ambiente con le trafficate città più vicine, Rovigo e Ferrara: mentre è proprio la quiete di un paesino immerso nel verde della campagna che lo rende vivibile a misura d'uomo. Non ci sono condomini, ogni famiglia vive una autentica indipendenza con giardino, orto cani e gatti; ma i ragazzi d’oggi, si sa, amano il movimento, il frastuono delle fiere, delle discoteche, dei concerti assordanti.

A coinvolgere giovani ed anziani in momenti di festa ci pensano il parroco don Valmore e le organizzazioni locali, Pro Loco e Avis-Aido, che nell’arco dell’anno cercano di proporre numerose iniziative intese ad offrire svaghi e occasioni di festa.

Tra tutte la più attesa è la “Festa del grano” che, si sta sempre più affermando con vasto concorso di pubblico.

Nata quasi per scherzo dieci anni fa, era limitata allo stand gastronomico nell’ambito della fiera di S. Agostino che si tiene alla fine di agosto, la quale, però, non trova alcuna giustificazione storica.

La Pro Loco, promotrice della manifestazione, ha ritenuto pertanto più coerente collocarla ai primi di luglio, in sintonia con il tempo della mietitura.

In pochi anni la manifestazione è decollata, ed è indicativo sottolineare che durante l’ultima edizione della Festa del grano sono affluite in paese non meno di dieci-undicimila persone, interessate alle varie attrattive, fra cui un’ampia rassegna campionaria estesa su 750 mq e la mostra del pane che da sei anni propone le specialità del settore, anticipando quella analoga della Camera di Commercio di Rovigo.

All’interno della Festa del grano è stata inserita anche la Festa dell’Emigrante, in collaborazione con l’Associazione “Polesani nel mondo”. Ed effettivamente non poteva mancare un coinvolgimento di quanti, proprio perché privi di “grano”, furono costretti a lasciare il Polesine, senza però mai dimenticare le proprie radici.

I polesani vivono in modo particolare questo sentimento, e la Pro Loco di Villamarzana intende dare sempre più rilievo all’incontro degli emigranti con i vecchi amici e con la propria terra d’origine.

Ma il momento clou, che dà significato ed emozione particolare alla festa, sta nella rievocazione del rito della trebbiatura del grano, riproposto come ai vecchi tempi.

Una settimana prima dei festeggiamenti, in un campo di grano si procede alla mietitura tradizionale e si formano i covoni. Il giorno della festa viene trainata nel campo parrocchiale una vecchia trebbia, ancora del tutto efficiente, messa a disposizione da un agricoltore di Fratta.

Nel frattempo, alcuni “contadini” nei costumi dell’epoca trasportano su un carro i covoni per la trebbiatura. Il macchinario viene messo in azione e, tra il rumore assordante degli ingranaggi, il caldo e la polvere pungente, il grano viene trebbiato proprio come un tempo, mentre i chicchi, separati da pula e paglia, scorrono veloci nei sacchi.

È un rituale simbolico che si ripete ogni anno con attesa quasi solenne, rievocando tempi lontani quando i giorni della mietitura, così carichi di sudore, gratificavano l’uomo della sua speranza, assicurando il pane. Allora, dopo la grande fatica seguivano i festeggiamenti, la tradizionale “ganzèga”, che come ricorda Piero Franceschetti nel suo volumetto, consisteva in “una bella mangiata, con canti, concerti e ballo sull’aia e la Michiela dei Tosini era famosa per la vivacità di queste feste popolari”¹.

E oggi a Villamarzana si ripetono ancora gli antichi gesti, per cui la Festa del grano rappresenta un’espressione emblematica del lavoro e del successivo meritato riposo assaporato con tanta allegria.

¹ Piero Franceschetti, Villamarzana piccola patria, pag. 53, 1978.

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Come citare questo articolo

Francesca Magon. “La festa del grano”. Ventaglio Novanta, n. 5, 1992. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-festa-del-grano/

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