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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Lo zingaro della pista

Andrea Maida di Loreo si è qualificato tra i migliori piloti di speedway italiani.

di Ivan Malfatto

Ventaglio Novanta n. 7 1993 pp. 172–173

Per cominciare a correre, a 18 anni, ha dovuto vendersi l'autoradio. Era nuova di zecca, un impianto hi-fi completo comprato con i soldi del primo stipendio di lavoro. È in modo curioso, paradossale, che talvolta iniziano le grandi vocazioni sportive. E proprio così è stato per Andrea Maida, 29 anni, di Loreo, uno dei migliori piloti di speedway in Italia. Una disciplina motoristica che si pratica su piste ovali di terra rossa di cui il Veneto è la patria, con capitale Lonigo in provincia di Vicenza.

Da quando l'autoradio si è trasformata nella prima moto di speedway ne è passata di acqua sotto i ponti, e la carriera di Andrea Maida è stata un continuo crescendo. Culminato, in fatto di risultati, nel 1989, anno in cui ha conquistato un doppio titolo italiano a coppie (insieme a Gianni Famari) ed a squadre (col Mc Due Torri-Lightron).

Da allora il pilota di Loreo è entrato in pianta stabile anche in nazionale, della quale ha vestito più volte la maglia azzurra in gare del campionato del mondo, della Mitropa Cup, in test-match contro le più forti squadre straniere o in competizioni internazionali di considerevole prestigio.

Maida è uno zingaro della pista, come tutti i suoi colleghi dello speedway, in grado di sorbirsi migliaia di chilometri l’anno per disputare gare dalla Russia alla Germania, dalla Polonia all’Austria, dalla Finlandia all’Ungheria. Chilometri fatti in furgone, con le moto caricate dietro, non in confortevoli aerei come le stelle degli altri sport. Lo speedway, infatti, è una disciplina povera.

A muoverlo, come tutti gli altri sportivi, non è certamente un miraggio economico, giacchè i ricavi a fine anno sono molto contenuti, ma esclusivamente la gran passione e la voglia di misurare le proprie capacità in uno sport da autentici "fuori di testa", tanto rischioso quanto bello ed emozionante.

Maida da questa stagione, 1993, ha cambiato club. Non corre più con il Mc Due Torri di Rovigo che l’ha lanciato, ma col MC Olimpia di Terenzano (Udine). Una scelta sofferta, visti i legami affettivi che c’erano con la formazione che l’ha visto nascere e crescere nello speedway, ma indispensabile per la sua carriera. A Terenzano, infatti, ha a disposizione una pista per le prove di cui a Rovigo non poteva disporre (in Polesine sono state smantellate tutte).

Inoltre il club friulano ha ambizioni di primeggiare in Italia, togliendo lo scettro ai rivali del Mc Lonigo. Per questo ha ingaggiato altri campioni, fra cui Armando Castagna, considerato uno dei "top ten" al mondo, ai quali Maida si affianca. Per lui, quindi, può essere la stagione della consacrazione definitiva (magari con la conquista del tricolore individuale, che gli è sempre sfuggito) in un mondo che lo considera ormai già fra i migliori.

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Come citare questo articolo

Ivan Malfatto. “Lo zingaro della pista”. Ventaglio Novanta, n. 7, 1993. https://ventaglionovanta.it/archivio/lo-zingaro-della-pista/

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