Maurizio Sicchiero, pittore e incisore, nato a Rovigo il 3 gennaio 1949, vive e lavora a Chieri in via Lazzaretti 26. Diplomatosi al Liceo Artistico di Torino, è autodidatta nella ricerca sperimentale di tecniche originali. Attualmente si dedica all’incisione ed è componente del Laboratorio Grafico di Gianni Demo.
Giunto in Piemonte negli anni Cinquanta, bambino già affascinato dal disegnare, ultimo di umile e generosa famiglia, esule dal Polesine alluvionato, ha conosciuto le fatiche e gli sforzi di chi deve farsi strada nella vita con le sole proprie forze.
Pittore e grafico, ha le caratteristiche e le motivazioni di chi sa che niente si improvvisa; è ben consapevole che l’attività pittorica richiede alla base un lungo lavoro di apprendistato delle tecniche per poter poi esprimere sensibilità ed inventiva, impressioni, emozioni e stato d’animo. Ed egli ha scelto di esprimersi con la complessa tecnica dell’acquaforte.
Nelle opere dell’artista chierese-polesano appaiono sovente insiemi di modesti oggetti di uso comune, angoli antichi di paese, alternati a visioni di acque calme talvolta coperte da cieli tempestosi dove filtra, invito alla speranza, qualche raggio di luce, ma le sensazioni che i fogli emanano sono forti e sentite, mentre intimi e delicati sono i versi che, talora, egli ama creare sugli stessi spunti.
L’incisione all’acquaforte permette di disegnare sulla lastra con libertà: asportando con una punta la cera da cui il metallo viene preventivamente coperto, si unisce al “fare” artistico una pratica da alchimista. Numerose possono essere le fasi di lavorazione con l’acido che intacca il metallo nei punti in cui lo strato protettivo è stato asportato. Nei solchi che si creano, l’inchiostro raccolto viene successivamente trasferito ai fogli fatti scorrere uno per uno con notevole pressione fra i rulli del torchio a mano: la rapida usura della lastra permette un limitato numero di esemplari perfetti che vengono firmati dall’artista.
Maurizio Sicchiero ama la sua terra natia. La sua polesanità viene particolarmente evidenziata nelle opere che rappresentano angoli del “Polesine”: i chiaro-scuri formano un gioco di ombre e luce che dà l’intonazione della foschia creata dal sole o dalle nebbie tipiche del Delta.
È evidente la grande volontà ed il desiderio di ricordare le proprie origini, senza dimenticare il suo attuale vivere chierese.
I riconoscimenti non mancano all’autore: a livello nazionale ed europeo, è stato più volte premiato (nel 1989 a Salsomaggiore, nel 1990 a Mapello, nel 1991 ad Alba, nel 1992 a Barcellona) ed ha partecipato a numerose mostre collettive.
Lo scorso anno ha realizzato una apprezzata personale ad Agliè nella Chiesa di S. Marta, in una cornice di splendida chiesa barocca: un’ampia esposizione comprendente ventiquattro acqueforti, specchio di una realtà calma e meditata, dove sono evidenti i legami del passato espressi con una venatura di rimpianto.
Nel corso di quest’anno si è concretizzato l’atteso ritorno in Polesine, con una interessante rassegna ospitata prezzo la sala Cordella di Adria.
Particolarmente apprezzati dai visitatori della mostra i suggestivi scorci del Delta e la particolareggiata rappresentazione di alcuni oggetti tipici della civiltà preindustriale. Si tratta di opere che, oltre alla perizia tecnica dell’artista, evidenziano l’amore per le cose buone di un mondo che non va dimenticato.
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Come citare questo articolo
Cecilia Cassetta. “Con il Polesine nel cuore”. Ventaglio Novanta, n. 10, 1995. https://ventaglionovanta.it/archivio/con-il-polesine-nel-cuore/