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STORIA - TRADIZIONI

Stampe antiche ad Adria

20 Luglio-20 Agosto: una mostra mercato che valorizza la città. Si sta preparando la V edizione

di Umberto Dalle Mulle

Ventaglio Novanta n. 11 1995 pp. 62–67

Più che per le pesanti nebbie invernali e per la feroce afa estiva, ad Adria ha sempre preferito pensare per i suoi nobili trascorsi e per quel suo alone di antichità che aveva il potere di affascinarlo.

E così, incurante del parere negativo e dei sorrisetti ironici di qualche suo collega, Claudio Ceccato – giovane antiquario padovano specializzatosi nel settore tutt'altro che facile della carta stampata – sfidò le apparenze e si imbarcò in un'impresa nel cui buon esito probabilmente solo lui credeva.

Col tempo aveva infatti accumulato una discreta quantità di materiale relativo al Polesine: da libri a mappe, da carte geografiche a bandi, da editti ad ordinanze… Insomma, un vero e proprio patrimonio di quelle che gli studiosi definiscono “fonti” di interesse storico.

Sì, perché Claudio Ceccato è un antiquario sui generis: ricercatore, più che mercante: così è stato definito. Ed è vero, perché nell'acquisizione e presentazione del pezzo traspare sempre in lui l'attenzione per il contenuto storico e per la valenza culturale di quanto va proponendo.

Puntò dunque su quel “sapore antico” che anche solo il nome di Adria emana, sulla tradizione di cultura che spesso evoca, sul fatto che il presente non può aver del tutto affossato il passato. E quale luogo, più e meglio di Adria, parla di un passato rispettabile? Dove le testimonianze culturali sono più presenti? In Adria tutto respira antichità, sia sotto che sopra terra! Questi ed analoghi pensieri devono essersi agitati nella mente di Ceccato.

Nell'estate del 1991 chiuse dunque per un mese il suo negozio in una Padova semideserta e pigra nel calore canicolare, e portò i suoi tesori in un'Adria altrettanto umida e sonnolenta: era l'inizio di una scommessa che il titolare della “Bottega delle Arti” (così è intitolato il suo negozio padovano) era deciso a vincere.

Naturalmente si era preparato il terreno procurandosi il patrocinio dell'Amministrazione Comunale che gli assicurò la disponibilità di una sede prestigiosa ove esporre: dapprima la Sala Grotta, poi il Ridotto del Teatro Comunale. Ci volle poco perché il Comune si accorgesse di aver fatto un ottimo investimento sotto il profilo dell'immagine e del richiamo turistico, in quanto quella 1ª Mostra Mercato di stampe antiche “Città di Adria” divenne immediatamente il fatto centrale della vita culturale estiva della nostra città: evento di prestigio, qualificata occasione d'incontro, richiamo anche turistico non solo per un potenziale pubblico di vacanzieri balneari di Rosapineta e Sottomarina, ma anche di appassionati provenienti da località più o meno lontane.

Ceccato seppe proporre la sua Mostra per quello che doveva diventare: evento culturale, non solo mera operazione commerciale: essa fu presentata al pubblico dal più illustre studioso di cose adriesi, il prof. Antonio Lodo, che curò anche le schede dei volumi riguardanti il Polesine. Queste presentazioni sono divenute una costante per ogni edizione, ed hanno visto la presenza ad Adria, in qualità di relatori, di personalità di spicco nel campo della conoscenza cartografica; dal dott. Massimo Rossi dell'Istituto di Studi Rinascimentali di Ferrara, al prof. Carlo Alberto Zotti Minici, docente all'Università di Padova, in un crescendo di interesse e di partecipazione. Tant'è che nel 1994 il Rotary Club di Adria si è associato all'iniziativa di Ceccato patrocinando la presentazione della 4ª edizione ed inserendola in una delle sue “conviviali”.

La Mostra è citata nelle principali riviste del settore; oltre che nella stampa locale se ne parla nelle maggiori testate nazionali, conquistandosi una clientela affezionata e fedele. Ovviamente in loco, ma anche da fuori zona: ogni anno si ripresentano appassionati ed intenditori da Rovigo, Parma, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Ferrara, Mirandola, Treviso, Feltre, Belluno, Milano, Torino… Inseguono particolari soggetti e tematiche; sanno che qui possono trovare quanto cercano, e quasi mai tornano a casa a mani vuote.

Ma non di soli acquirenti è costituita la folla dei circa 4.000 visitatori che in un mese sfilano tra le “antiche carte”. Ed ecco qui un altro – non secondario – aspetto della Mostra, che la trasforma in una realtà di non trascurabile significato culturale e didattico per tanta gente che di questo materiale magari non conosceva neppure l'esistenza e che una sana curiosità spinge ad osservare, ad informarsi, ad imparare. E, perché no?, magari anche a portarsi a casa qualcosa.

Il “cuore” della Mostra, come detto, è costituito da materiale relativo al Polesine: libri, mappe, carte geografiche, vedute, prospetti, bandi, manifesti, editti, ecc.. Interessante e specifico, validissimo per qualità ed eccezionale per quantità, costituirebbe motivo d'orgoglio per qualsiasi archivio. Ci sono anche pezzi unici, che giustificherebbero l'acquisto da parte delle Amministrazioni Comunali territorialmente interessate. Ma queste non si muovono, vuoi per le ristrettezze finanziarie di questi tempi, vuoi perché all'Ente Pubblico prevalgono valutazioni che non sempre sono quelle dei privati. Di fronte a certi esemplari, però (mappe di possedimenti di nobili famiglie veneziane, catasti d'epoca napoleonica…), unici, irripetibili, splendidi nei loro colori acquarellati, in assenza dei Comuni si è mossa addirittura la Soprintendenza ai Beni Archivistici del Veneto, nella persona della Soprintendente dott. Bianca Lanfranchi Strina, per assicurarsene il diritto di prelazione.

Al di là di questa sezione “locale” la Mostra propone una quantità di incisioni d'autore, terreno di ricerca per appassionati ed intenditori, ma anche una miriade di stampe destinate a quel vasto pubblico che presenta gusti meno esigenti ed una minore disponibilità alla spesa. In ogni caso si tratta di oggetti rigorosamente autentici.

A sottolinearne il carattere ormai “istituzionale”, il periodo di apertura della Mostra rimane rigidamente fissato dal 20 luglio al 20 agosto. A meno di eventi imprevedibili essa verrà riproposta negli anni a venire: fiore all'occhiello della nostra Città, appuntamento atteso da tanta gente, motivo di giusta soddisfazione per Claudio Ceccato. Il quale, costantemente coadiuvato dalla moglie Serenella, pensa a sempre nuove soluzioni per arricchire e qualificare questa sua creatura, per renderla più bella ed interessante.

Nell'ultima edizione (1994) ha inserito una sezione di interesse religioso che ripercorrere la storia delle comunità parrocchiali. Nella prossima, la 5°, vorrebbe dar vita ad una sezione botanica, con stampe ed incisioni riguardanti piante del Delta, in omaggio all'ambiente nostrano: magari collegata ad un convegno o ad una conferenza sull'argomento. Da tempo sta pensando a far restaurare a spese proprie qualche codice dell'Archivio Antico di Adria, per ricambiare con un gesto delicato il favore con cui la nostra Città ha accolto la sua iniziativa.

Nell'ambito di questa sua attenzione per quanto sa di cultura, Ceccato sta anche cimentandosi in una pregevole attività di editore. La sua “Bottega delle Arti” ha finora pubblicato uno snello volumetto sulle “Stampe venete del Settecento” (1989), e commissionato lo studio della cartografia polesana al prof. Silvano Ghironi, già distintosi (sempre per Ceccato) con un lavoro analogo per quella padovana.

A Maggio del 1994, su iniziativa di G.A. Cibotto, con la collaborazione dell'Associazione polesana della Stampa e della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Ceccato ha “aperto” a Rovigo, nella meravigliosa mansarda di Palazzo Roncale, mediante la mostra “Il Polesine di Rovigo nelle stampe antiche”. Essa è stata introdotta da un convegno e corredata da un elegante catalogo. L'interesse da parte del pubblico è stato buono, ma difficilmente ci sarà un seguito a Rovigo, anche perché ormai le radici in Adria sono talmente profonde che sarebbe un non senso estirparle.

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Come citare questo articolo

Umberto Dalle Mulle. “Stampe antiche ad Adria”. Ventaglio Novanta, n. 11, 1995. https://ventaglionovanta.it/archivio/stampe-antiche-ad-adria/

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