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STORIA - TRADIZIONI

Un pezzo di storia in attesa di futuro

Inaugurato nel 1937 e chiuso con la cessazione dell'attività dello zuccherificio, il dopo lavoro di Bottrighe attende una destinazione

di Roberto Marangoni

Ventaglio Novanta n. 11 1995 pp. 88–89

Con la chiusura dello zuccherificio di Bottrighe, avvenuta nel 1991, ha fatto seguito, un anno più tardi, la chiusura anche del dopolavoro aziendale con bar mensa e sala teatrale annesso allo stesso stabilimento.

Inaugurato nel 1937, in piena epoca fascista, come è evidente dalla lineare architettura, il dopolavoro fu per oltre mezzo secolo, accogliente luogo ricreativo con momenti di autentica aggregazione. Prima del secondo conflitto mondiale, oltre alla florida compagnia filodrammatica locale, vi furono rappresentazioni del noto “Teatro Veneto” di Tonino Micheluzzi. Poi le famose veglie danzanti come la “festa della tuba” (cappello a cilindro n.d.r.), “Una notte in Finlandia”, le tradizionali “veglie dello sport”, “dello zucchero” con stupende coreografie e note orchestre.

Nell'immediato dopoguerra si susseguirono spettacoli musicali, anche con complessi locali: famosa fu la “fesa dei coscritti classe 1914” con un complessino strumentale a cui partecipava il giovane Nello Santi, divenuto più tardi noto direttore di orchestre.

Via via ripresero pure i vari spettacoli, feste danzanti, serate liriche, rassegne corali, rappresentazioni di commedie ed operette scritte e musicate dagli indimenticabili Prof. Vito Rossati e Maestro Danilo Venturi. Di seguito, negli anni sessanta e settanta, la sala teatrale si trasformava in “Joe Club”, balera con pomeriggi per giovani e veglie danzanti per tutte le altre occasioni.

Riconvertito da molti anni in condominio, il teatro-cinema “Italia” di via Veneto, chiuso il cinema-teatro estivo “Arena Longhini”, demolito poi il cinema-teatro “Rossati” di piazza Libertà, ora, con la chiusura anche del dopolavoro, Bottrighe non ha più nessun teatro, ed è del tutto priva di una sala polifunzionale per spettacoli e attività varie di aggregazione.

Qualche anno fa, si era prospettata la costruzione di una sala polivalente nell'area del demolito teatro Rossati da parte dell'Amministrazione Comunale con disponibilità di un'impresa locale di partecipare all'operazione: fu ipotizzata la ristrutturazione dell'ex edificio scuole rosse, ma di concreto nulla è stato fatto per trovare una soluzione alla mancanza di un idoneo spazio ricreativo che si trascina da più di quindici anni. Sono oltre venti le associazioni culturali, musicali e sportive di Bottrighe prive di un luogo idoneo per soddisfare le loro esigenze e svolgere tutte quelle attività ora ridotte se non eliminate.

L'unica speranza rimane nello stabile del dopolavoro che, secondo voci ufficiose, dovrebbe essere acquisito da un gruppo di imprenditori bassopolesani. La rilevanza dell'intera area e dell'edificio (che dovrà avere solamente uso commerciale), con una gestione capace e dinamica porterà sicuramente al risultato sperato.

Il grosso complesso, compreso tra via Dante e via Risorgimento, potrebbe essere trasformato nella parte nord-est in ristorante bar pizzeria e nella parte sud-ovest in sala teatrale con uso polivalente da adibire a spettacoli, dibattiti e manifestazioni di ogni genere. Con la sistemazione dell'adiacente campo da tennis nella stessa area (l'unico rimasto in paese), il verde già ricco di alti pioppi e i giochi per i bambini nello spazio che circonda lo stabile, il luogo diverrebbe certamente centro di aggregazione ideale e di ulteriore crescita socio-culturale.

Un luogo adeguato alle associazioni non solo sarebbe meritato per l'alto impegno di volontariato a favore della comunità, ma verrebbe a costituire un concreto punto di riferimento per lo sviluppo delle loro capacità.

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Come citare questo articolo

Roberto Marangoni. “Un pezzo di storia in attesa di futuro”. Ventaglio Novanta, n. 11, 1995. https://ventaglionovanta.it/archivio/un-pezzo-di-storia-in-attesa-di-futuro/

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