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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Il Lions Club S.M. Maddalena-Alto Polesine

L’associazione filantropica è attiva da 25 anni

di Maria Chiara Pavani

Ventaglio Novanta n. 14 1997 pp. 122–125

Una delle associazioni filantropiche più prestigiose e attive, presenti nel territorio rivierasco padano della provincia, è sicuramente il Lions Club di S. Maria Maddalena-Alto Polesine.

Il sodalizio, che conta 44 soci e fa parte del Distretto 108 Tb, è attivo da 25 anni, essendo sorto il 25 maggio 1972. Dalla sua fondazione, si è sempre distinto per l'efficacia e la continuità del servizio in favore della collettività e, in particolare, di chi si trova nel bisogno.

Va ricordato che il Lions Club (costituito a Dallas da Melvin Jones nel 1917 e diffuso poi in tutto il mondo) è un'associazione internazionale di vaste proporzioni (la sezione italiana conta 900 club e 40.000 aderenti) apolitica e aconfessionale, che opera nel sociale, attivandosi in "services" a carattere mondiale, nazionale e locale.

In particolare, il Lions Club di S. Maria Maddalena, che è stato sponsorizzato dal Lions rodigino, ha portato avanti, in questi ultimi anni, iniziative di solidarietà ed azioni di beneficenza davvero rilevanti e lodevoli. Una delle più ambiziose e di ampio raggio è stata nel '94 la "Sight First", campagna internazionale, finalizzata alla prevenzione e cura delle malattie della vista nei paesi in via di sviluppo. Una straordinaria iniziativa, che ha raccolto in tutto il mondo 130 milioni di dollari, costituendo un impulso effettivo alla ricerca medica e quindi un intervento umanitario di grande portata. Sono state finanziate ricerche anche su malattie gravi, di cui non si conosce ancora la causa o una cura risolutoria, come la Sclerosi a placche, che colpisce il sistema nervoso centrale o la Distrofia muscolare progressiva, una malattia degenerativa delle fibre muscolari, che interessa lo 0,2-0,3% della popolazione.

In ambito locale, invece, va sottolineata un'importante azione di inter-lions, che ha visto coinvolti tutti i clubs del Distretto, compresi i Leo Clubs giovanili, in collaborazione con il Gruppo Amicizia di Rovigo. Si tratta del sostegno offerto alla Comunità "Incontro" di don Pierino Gelmini, al fine di costruire una casa-accoglienza per ex tossicodipendenti a Runzi, come secondo centro della Comunità (il primo è stato realizzato nel '93 a Grignano). Tale intervento, in un settore tanto delicato e non sempre adeguatamente sostenuto, ha significato molto e ben lo sanno i ragazzi del Gruppo "Amicizia", struttura d'appoggio della Comunità del sacerdote milanese, che in due anni di attività ha pienamente riabilitato 70 giovani. Si tratta di operazioni che si uniformano del tutto alle finalità lionistiche di aiuto e soccorso ai deboli, e di attivo interesse al bene civico, culturale, sociale e morale della comunità.

Straordinario è stato, ancora nel '95, il service internazionale, relativo alla costruzione di un laboratorio di analisi chimiche in Costa d'Avorio. In questa remota parte del mondo, fin dal '71, opera un polesano, don Gino Sanavio di Villadose, inviato della Società Missioni Africane di Genova. Egli si era fatto portavoce con il Club altopolesano della drammatica situazione sociale e sanitaria della sua missione: isolamento, estrema indigenza, carenze igieniche ed elevata mortalità infantile. Il nostro Lions ha allora risposto con una donazione, frutto di una colletta dei diversi clubs distrettuali, con la quale realizzare il laboratorio, preziosa struttura d'appoggio dell'ospedale, sito a 30 km. di distanza, presidio utile a ben 100.000 persone.

Infine, di eccezionale interesse per la rilevanza sociale e medica che riveste, è l'ultimo service, in ordine di tempo, promosso in collaborazione con il Lions club di Rovigo e con la partecipazione del Lions Contarina Delta Po: l’“AlzheimerPolesine”. Si tratta della fondazione di un Centro per l’assistenza ai famigliari di pazienti colpiti dalla malattia di Alzheimer. Tale struttura, patrocinata dal Comune, dalla Regione e dall’USL 18 che ha sede presso l’Ospedale Civile di Rovigo, reparto geriatrico, costituisce l’unico punto di riferimento in Polesine e uno dei pochi nel Veneto, a cui possono rivolgersi per una consulenza specialistica i circa 1500 malati, presenti nel nostro territorio. La malattia è una forma di demenza presenile, dovuta a un processo degenerativo, che colpisce i neuroni della corteccia cerebrale, con presenza di placche senili a degenerazione neuro-fibrillare.

La sindrome, la cui causa è ancora ignota, si manifesta con una grave perdita della memoria e delle capacità intellettive e, poiché colpisce precocemente le persone dai 55 anni in poi, produce un danno sociale non trascurabile.

È dunque quella del Lions Club un’azione a vasto raggio, volta a fornire un apporto di solidarietà e sostegno ad iniziative umanitarie che si qualificano come risposte efficaci a situazioni di vero bisogno.

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Come citare questo articolo

Maria Chiara Pavani. “Il Lions Club S.M. Maddalena-Alto Polesine”. Ventaglio Novanta, n. 14, 1997. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-lions-club-s-m-maddalena-alto-polesine/

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