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STORIA - TRADIZIONI

Pontecchio e gli Estensi

Grazie ad Ercole d’Este, il paese godette di particolari esenzioni fiscali

di Enrico Maragno

Ventaglio Novanta n. 17 1998 pp. 66–69

Prima dell'avvento degli Estensi, abbiamo scarse notizie su Pontecchio. È indubbio che il nome deriva da “ponticulus” ovvero piccolo ponte posto sull'antico corso fluviale intermedio tra l'Adige ed il Po, oggi chiamato Canal Bianco.

Fondamentale per la storia del paese è l'atto del 1054 del vescovo Benedetto I di Adria, che concedeva a Farulfo degli Adelardi, detto Bulgaro, la Signoria su queste terre, costituendo nel contempo la parrocchia autonoma di Pontecchio. La chiesa infatti fino ad allora era restata sotto il controllo dell'Abbazia di Gavello, e pertanto, con l'atto in questione, il vescovo Benedetto I otteneva a sua volta garanzie che il territorio di Pontecchio si riconoscesse spiritualmente soggetto alla Diocesi di Adria.

Guglielmo III, ultimo degli Adelardi, nel 1140 aveva fatto costruire un castello a Pontecchio (sulle cui rovine fu poi costruita Villa Grimani). Costui, morendo nel 1183, lasciò ad Obizzo d'Este la signoria su Ferrara e i suoi possedimenti in Polesine, tra cui Pontecchio.

Con Ercole d'Este, ma forse ancora prima col fratello Borso, si realizzano i primi consistenti interventi di bonifica del Polesine, grazie all'attiva partecipazione della popolazione locale, incentivata a compiere tali lavori di risanamento del territorio da larghe esenzioni fiscali. Un'importante testimonianza di ciò è il documento sottoscritto da Ercole d'Este nel 1474 che viene riportato dal Conte Camillo Silvestri nella sua "Istoria Agraria del Polesine di Rovigo" al vol. I pag. 320. Il Silvestri lo ha tratto da un processo nella Cancelleria della Comunità di Rovigo dal titolo: "Pro Magnifica Civitate contra possidentes Bona in Silva 643".

La vicenda legale nasce proprio dagli ampi privilegi concessi da Ercole d’Este a Pontecchio, che divennero oggetto di molte contestazioni quando, con il trattato di Bagnolo (1484), Hdopo la guerra fra Venezia e Ferrara, il paese passò alle dipendenze di Rovigo. E ciò anche se nel 1482, subito dopo l'occupazione di Pontecchio, il Doge Giovanni Mocenigo aveva confermato tutti i privilegi concessi dal Duca Ercole.

A piè delle pagine precedenti la traduzione dal latino del documento del 1474, con cui Ercole d'Este concedette agli abitanti di Pontecchio ampie esenzioni fiscali. L'allegato è tratto dal libro di Manlio Felice Turrini sul Consorzio di Scolo e Bonifica di Pontecchio e Due Selve, edito nel 1941.

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Come citare questo articolo

Enrico Maragno. “Pontecchio e gli Estensi”. Ventaglio Novanta, n. 17, 1998. https://ventaglionovanta.it/archivio/pontecchio-e-gli-estensi/

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