L'iniziativa della Biblioteca comunale di Canda di realizzare un volumetto con la biografia di Michelangelo Bellinetti, ha rinverdito il ricordo di uno dei cittadini illustri del paese, ivi nato il 30 settembre 1867.
Di Michelangelo Bellinetti va ricordato innanzitutto il suo lungo impegno nella scuola, prima come maestro e poi come direttore didattico; vanno poi sottolineate le sue doti umanitarie ed il suo interesse giornalistico che lo portò a collaborare con varie testate; va infine rivelata la sua produzione poetica ispirata a nobili sentimenti.
Michelangelo Bellinetti nacque a Canda da Giuseppe, possidente, e Maria Marcomini. A soli tre anni perse la madre e a undici il padre. Rimasto dunque orfano, Michelangelo fu allevato dalla nonna Angela Ferrante. Aveva inclinazione per lo studio ed in questo fu favorito dalla costante frequentazione con il conte Alvise Nani Mocenigo. In quattro anni fu in grado di acquisire, quale autodidatta, una preparazione tale da poter sostenere a Venezia l'esame per conseguire il diploma magistrale.
L'eredità di diversi beni immobili, che ebbe dal padre e da un cugino, gli permise di vivere senza problemi economici e poté dedicarsi ad attività sociali e culturali nei comuni di Canda e di Castelguglielmo, ove risiedette fino al 1897. In quest'ultimo paese fu anche consigliere comunale e poi assessore all'istruzione.
A Castelguglielmo insegnò presso le scuole elementari e si impegnò attivamente con iniziative personali e con mezzi propri per potenziare la cultura ed avviare una politica sociale, riconoscendosi negli ideali di Nicola Badaloni e nelle prime organizzazioni socialiste. Frequentò assiduamente i cugini Maria e Pio Mazzucchi di Castelguglielmo, con i quali ebbe contatti affettuosi, anche se non mancarono gli scontri ideologici poiché il Mazzucchi era un conservatore.
Nel 1894 sposò Maria Caterina Abriani, sorella del medico condotto di Castelguglielmo, una famiglia di possidenti e di buona estrazione sociale, e dal matrimonio nacquero tre figli: Giuseppe, Antonio e Maria Antonietta.
Nel 1897 Bellinetti fu nominato direttore didattico ad Arquà Polesine ove trasferì la propria residenza.
Ad Arquà ampliò ancor più la sua attività educativa, culturale e civile, sperimentando nuove didattiche, organizzando corsi serali per adulti, dibattiti, lezioni, avviando l'insegnamento pubblico dell' agricoltura e realizzando la sesta classe elementare per offrire un maggior supporto culturale ai giovani. Ad Arquà fondò inoltre la biblioteca popolare, ricostruì la banda musicale ed operò attivamente anche dopo la decisione di trasferirsi a Rovigo per agevolare i figli negli studi.
Michelangelo Bellinetti collaborò con i giornali "Corriere del Polesine" e "La lotta" per una migliore qualificazione degli insegnanti e fondò il giornale "La scuola del popolo" sul quale sostenne i diritti dei cittadini per una istruzione pubblica gratuita ed adeguata. Fondò anche la prima società operaia di mutuo soccorso.
Tra i personaggi di cultura del Polesine, oltre a Pio Mazzucchi, frequentò assiduamente il poeta Gino Piva, lo scienziato Ottavio Munerati di Rovigo, Maria Montessori di Roma ed il giovane Giacomo Matteotti.
Dopo il suo trasferimento presso le scuole di Rovigo, fu colpito dalla cecità ma continuò ad insegnare per altri sette anni con l'aiuto dei suoi allievi. Nel 1929, con decreto reale, fu decorato di medaglia d'oro e l'anno successivo gli fu concesso un vitalizio per le benemerenze acquisite nel campo dell' educazione pubblica.
Le sue poesie vennero pubblicate su "La voce del mattino", "Il Gazzettino", "La settimana cattolica" ed altri giornali del tempo. Fu anche accademico dei Concordi di Rovigo.
Con il paese natio di Canda tenne sempre legami affettuosi e carichi di nostalgia, come dimostrano le poesie dedicate al suo campanile, ai suoi tramonti, al Canalbianco, alla Madonna dei "Cuori".
Michelangelo Bellinetti morì novantenne nel 1957 nella sua casa di Rovigo, circondato dai suoi figli e dai nipoti. I funerali furono celebrati a spese pubbliche e vi parteciparono le massime autorità della provincia. È sepolto nel cimitero di Rovigo accanto alla moglie, che lo precedette di quattro anni.
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Come citare questo articolo
Paolo Zambonin. “Michelangelo Bellinetti (1867-1957)”. Ventaglio Novanta, n. 17, 1998. https://ventaglionovanta.it/archivio/michelangelo-bellinetti-1867-1957/