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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Nel paese dell’alloro

Loreo: alcune ipotesi sulle origini del toponimo

di Giampaolo Tiengo

Ventaglio Novanta n. 18 1998 pp. 16–19

Per chi giunge a Loreo e chiede informazioni sull'etimologia del toponimo, va detto che è un compito arduo stabilire con certezza l'origine del nome del paese. Innanzitutto perchè il paese è molto antico e non si hanno documenti specifici che accennino da dove derivi la sua denominazione, anche se ci sono testimonianze circa l'origine del luogo, già definito "vicus" dopo il 225 a.C. dai romani, che ne avevano fatto una loro colonia. Va poi aggiunto che non c'è nulla, almeno nell'archivio comunale ed in quello parrocchiale, che possa aiutare a scoprire l'etimologia del nome.

L'ipotesi più accreditata e sostenuta da chi ha fatto ricerche su Loreo ed il suo territorio è che il nome sia un italianismo derivato dal latino "lauretum", termine che indicava un bosco o alcuni boschi di alloro esistenti nell'antichità sul territorio. Per suffragare questa versione qualcuno si è anche spinto in un volo poetico, citando Virgilio e la sua Eneide (canto 6, verso 658 e segg. " … di lauri intorno/un odorato bosco, onde il Po sorge sopra la terra e spazio ne inonda").

C'è anche un'altra prova a sostegno dell'etimologia latina: nell'anno 1013 l'"emporium Laureti" (ovvero il porto di Loreo) è assegnato come confine al vescovo-conte di Adria Pietro I°.

Un'altra fonte storica che avvalora il nome "Lauretum" è contenuta nello stemma di Loreo, che contiene un castello con, nella parte inferiore, le lettere C.L.F.P.A. Queste significano Castrum Laureti Fortiter Pugnavit Adrienses (il Castello di Loreo combattè fortemente contro gli Adriesi).

Nessun dubbio dunque sulle origini del nome? Niente affatto. Il più grande studioso di storia loredana e bassopolesana Piergiorgio Bassan proponeva infatti un' altra ipotesi, purtroppo mai scritta. Secondo il Bassan – ricercatore minuzioso e preciso per il rigore storico – c'era un'altra versione sulle origini del nome "Loreo", non sostenuta da documenti ma dalla logica storica e dalla conoscenza approfondita della geografia e della storia del territorio loredano.

Bassan ipotizzava che il nome Loreo potesse derivare non dal lauro, ma dal latino "locus rei" e cioè "luogo del colpevole".

Ci sono due fatti che supportano questa possibilità. Il primo è questo: il territorio loredano, anticamente molto esteso (dalla località Brondolo di Chioggia a nord fino all'attuale Porto Viro a sud) era una zona prettamente paludosa, ostica per gli insediamenti umani e difficile da raggiungere e da percorrere al suo interno. Perciò molte persone che avevano pendenze con la giustizia dei feudi circostanti e dello Stato Pontificio, eleggevano il territorio di Loreo quale posto sicuro per restare nascosti alle autorità e per viverci.

Questo fatto è confortato dalla presenza, nel Basso Polesine, di molti cognomi "geografici", che denotano cioè il luogo d'origine di chi li porta. Alcuni esempi: Mantovan, Mantoan e Mantovani (probabilmente il più diffuso, da Mantova), Visentin, Visentini e Vicentini (da Vicenza); Veronese, Veronesi (da Verona); Padan, Padovan e Padovani (da Padova); Trevisan, Trevisani (da Treviso); Ferrarese e Ferraresi (da Ferrara); Bressan, Bresciani (da Brescia); Romagnolo e Romagnoli (da località della Romagna).

Il secondo fatto che sostiene la teoria di Bassan appartiene alla storia più recente e si connette con l'esistenza dell'edificio delle "ex carceri", del quale non si sa la data precisa di costruzione. È certo però che fosse stato costruito all'epoca della Repubblica Veneta (quasi certamente nel suo ultimo periodo) e che serviva ai "Serenissimi" per mandarvi, per l'appunto in questo "lucus" di confine i "rei".

Nessuna delle due ipotesi è dunque suffragata da prove reali, mentre reale era l'esistenza fin dai tempi remoti di un nucleo abitativo dalla foce dell'Adige ai rami settentrionali del delta del Po. Un territorio su cui Venezia ha steso ben presto la sua tutela, dando al centro bassopolesano un'impronta tipicamente veneziana con calli e campielli. E a metà del XVII secolo, allorché si decise di costruire il duomo, a conferma dei buoni rapporti con la Serenissima, fu scelto l'architetto veneziano Baldassare Longhena, particolarmente apprezzato nella città di S. Marco.

Se incerta è l'origine del toponimo, va infine detto, che, in virtù della sua storia plurisecolare, Loreo si fregia tuttora del titolo di "antica capitale del Delta".

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Come citare questo articolo

Giampaolo Tiengo. “Nel paese dell’alloro”. Ventaglio Novanta, n. 18, 1998. https://ventaglionovanta.it/archivio/nel-paese-dellalloro/

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