La generosa distesa di acqua e di terra, di case inzuppate dalla salsedine che ne disegna gli sfumati contorni; il miracolo naturale, con verdeggianti filari di pioppi o con sussurranti pinete di mare mosse dalla brezza o, più prepotentemente da violenti temporali di stagione; queste le suggestioni pittoriche del meraviglioso Delta del Po che catturano l'animo di Angelo Pietro Pavan, apprezzato artista di Adria.
Egli, con mano sicura e con deliziosi accostamenti del colore, esprime i sogni di generazioni in una pittura figurativa che sa di naturalezza, di armonia, di deliziosi accostamenti che si servono di dosate evanescenze e sfumature per uscire dalla scena centrale e per renderla, nel contempo, più sicura. Tutto ciò in un amalgama che crea quel gioco di colori che solo la sapienza di studio ed esperienza portano con gli anni.
Ma non è solo il Delta – anche se lo ritengo la componente più evidente delle sue scelte – l'amore che fa vibrare nel quadro l'anima poetica di Angelo. Ogni segno della natura, ogni espressione che sia movimento della vicenda umana, come i prodotti della terra o le realizzazioni della mano dell'uomo costituiscono suggerimenti per armoniose "nature morte". Soggetti ben equilibrati, espressi negli olii come in acquerelli o nelle opere a pennello ed a spatola, con devota attenzione, rispettosa nel particolare e generosa nelle scelte luminose di un colore che crea calore e dona all'immagine una voce interiore pronta a parlare, al cuore di chi la guarda.
È la pittura di Angelo Pavan un racconto che lascia spazio alla fantasia ed a vicende che innamorano. Ogni suo quadro è magia di una storia che nasce dal suo intimo e che egli sa esprimere ed esaltare, mantenendo comunque sempre quella giusta collocazione che rispetta misura e scelta di mezzi. Non voli astratti ma coscienza nella proposta delle sue tele, regni di figure tratte dal reale e donate, con giusti accostamenti del colore, nella sua intensità e nella sua sfumata evanescenza quando questa sia richiamata da una situazione che valorizzi un momento, una immagine, una storia.
Nato ad Adria il 23 maggio 1938, Pietro Angelo Pavan è stato allievo di Alfredo Forzato ed ha perfezionato nel circolo "Tomaso Foster", del quale fa parte, le sue potenzialità di espressione in una pittura che nasce dall’intimo e che propone, con onestà di scelte e con altrettanta umiltà, in quadri meritevoli di positiva attenzione e valutazione.
Ha partecipato a mostre, rassegne, ed esposto in Italia ed all’estero ottenendo meritevoli riconoscimenti dalla stampa e dalla critica qualificata. Nella vita, per molti anni, è stato ferroviere e forse le immagini fuggevoli che il treno gli ha proposto sono state per lui preziose indicazioni per raccogliere quelle deliziose evanescenze che i suoi quadri spesso richiamano e propongono con giusta e moderata saggezza.
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Come citare questo articolo
Romano Beltramini. “I colori di Angelo Pavan”. Ventaglio Novanta, n. 19, 1999. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-colori-di-angelo-pavan/