L'ottantesimo anniversario della fine della grande guerra (1914-1918) non è passato inosservato a Rovigo. E ciò grazie ad una mostra allestita presso la "Pescheria Nuova" nata per iniziativa del Rotary Club di Rovigo e dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Rovigo, in collaborazione con il Comune di Cortina d'Ampezzo.
L'interessante rassegna, intitolata "La memoria della Grande Guerra sulle Dolomiti" ha inteso celebrare l'ottantesimo anniversario della fine del I Conflitto Mondiale, che ha rappresentato una delle prove più dure che l'Italia abbia dovuto affrontare nel suo sofferto cammino di acquisizione di una identità nazionale.
I cimeli esposti consistevano in una serie di oggetti, sia di guerra, come armi, divise, ecc., sia di uso quotidiano, come croci intagliate, collane (alcune costruite con pezzi di ordigni), diari, dai quali emerge la disperazione di giovani, che, partecipando al conflitto, non ne vedevano più la fine.
La mostra era poi corredata da una pregevole documentazione fotografica, per lo più messa a disposizione dalla famiglia Lancedelli di Cortina d'Ampezzo, città donde proveniva tutto il materiale esposto.
Proprio là, sulle Dolomiti, teatro dei più sanguinosi scontri, che hanno segnato l'andamento del Conflitto, era nata questa mostra, che negli intenti degli organizzatori, non intendeva presentare la Guerra da una preordinata angolatura, ma semplicemente ricordare il passato, mettendo l'accento sul dramma del soldato di trincea, solo al fronte e impotente nel tragico susseguirsi degli eventi. E in questa ottica sono stati affiancati reperti provenienti sia dalle truppe italiane, sia da quelle austro-ungariche.
L'obiettivo della rassegna è stato centrato in pieno. Quanti hanno visitato la mostra, si sono trovati di fronte una realtà sconosciuta, assolutamente inimmaginabile per il cittadino del duemila. La sofferenza dei nostri nonni è rimasta impressa negli occhi di molti, soprattutto dei giovani delle scuole medie e superiori; fortemente colpiti da immagini di loro coetanei al fronte ragazzi che furono arruolati anche i quindicenni, per rimediare alla carenza di uomini e di forze.
Proprio sulla visita di tanti giovani contava chi aveva voluto la mostra, perché i giovani sono coloro che prenderanno in mano le redini di un mondo, nel quale eventi come la Grande Guerra non dovranno più ripetersi.
"Ricordare la Guerra per difendere la pace", questo è il messaggio che si è inteso dare, specialmente alle nuove generazioni. E proprio gli alunni delle Scuole, che hanno visitato la mostra, hanno mostrato apprezzamento nei confronti dell' iniziativa che ha dato loro l'occasione di ripercorrere quei momenti tragici del passato.
Gli alunni delle Scuole Medie di Giacciano con Baruchella, di Villadose e dell’Istituto Tecnico Statale per Geometri di Rovigo hanno voluto esprimere il loro apprezzamento, inviando lettere di ringraziamento al Rotary Club ed all'Assessorato alla cultura del Comune di Rovigo.
C'è ora solo da sperare che il messaggio sia stato recepito anche da chi giovanissimo non è più, perché non permetta la perdita della memoria del passato, ma favorisca il ripetersi di manifestazioni impegnate come questa anche in futuro.
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Come citare questo articolo
Massimo Meneghetti. “La memoria della Grande Guerra”. Ventaglio Novanta, n. 19, 1999. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-memoria-della-grande-guerra/