In occasione del decennale della propria nascita, lo scorso gennaio, il Gruppo Archeologico F.A. Bocchi ha realizzato un incontro con la cittadinanza adriese per illustrare, mediante diapositive, le proprie molteplici attività.
L'incontro è stato tenuto dal prof. Lucio Piva vicepresidente del C.P.S.S.A.E. e componente del direttivo del gruppo, il quale ha ricordato che l'associazione, voluta da alcuni appassionati di archeologia, incoraggiati dalla direttrice del Museo dott.ssa Simonetta Bonomi, è stata fondata nel settembre del 1990 dopo la scoperta della necropoli di Spolverin.
Il resoconto del prof. Piva è partito dall'attività di divulgazione della cultura archeologica. Nel primo decennio dell'associazione sono stati svolti dieci cicli di incontri con l'archeologia per complessive 59 conferenze tenute da docenti delle Università di Bologna, Padova, Ferrara, Pavia, Venezia, Roma, dai direttori dei Musei di Adria, Rovigo, Este, Venezia, Verona, e da ricercatori archeologici provenienti da Roma, Verona, Mantova, Adria, Rovigo e Torino.
Sono stati inoltre realizzati 36 incontri in collaborazione con altri enti ed associazioni quali il C.P.S.S.A.E., il gruppo archeologico di Villadose, il Servizio Tecnico di Archeologia Subacquea, la Coop Archeo Studio di Bologna, le biblioteche di Taglio di Po e Papozze, l'Università Popolare di Adria e la Coop Pegaso.
Nel 1995 il gruppo ha fornito il supporto di segreteria al Master di Archeologia organizzato dal Comune di Adria con l'intervento di docenti dell'Università di Venezia e frequentato in gran parte da soci e giovani laureati polesani; nel 1996 e 1997 ha realizzato, totalmente finanziate dal Comune di Adria, le mostre "Adria storia per immagini" e "Sacro e profano – da Tintoretto all'800 per una pinacoteca comunale" e, sempre nel 1997, nell'ambito della IV settimana dei beni culturali in Polesine, il convegno "Ottavio Bocchi 1697-1997". Il gruppo ha inoltre collaborato con la soprintendenza archeologica del Veneto ed il comune di Adria alle mostre "Il banchetto nell'aldilà" (1996) e "Vetri antichi di Adria" (1998) e, nel Marzo 1999, ha fornito supporto audiovisivo e di assistenza al convegno di studi "L'alto e medio Adriatico nel VI e V sec. a.C." promosso dalla Soprintendenza Archeologica del Veneto e dall'I.A.I.S. di Adria.
Tra i progetti di valorizzazione dei beni culturali di Adria, il prof. Piva ha ricordato l'iniziativa di sensibilizzazione del 1998 concretizzatasi nel sottoporre all'attenzione della amministrazione comunale cittadina un progetto di attuazione di tabelle illustrative delle chiese adriesi, progetto realizzato poi dal Comune nel 1999.
Sempre nello stesso anno il C.P.S.S.A.E. ha inaugurato, ad Adria, la mostra di plastici didattici di argomento archeologico, provenienti dalle sezioni di Castelnovo Bariano ed Adria, "Archeologia a scuola", in relazione ad un corso di aggiornamento per docenti di scuole di ogni ordine e grado dal titolo: "Conoscere e far conoscere l'Archeologia in generale e polesana in particolare: attività didattiche e di integrazione disciplinare".
Un'iniziativa molto apprezzata, realizzata dal Gruppo Archeologico "F.A. Bocchi", con la collaborazione del circolo "Il Quadrifoglio" e sotto la direzione della Dott.ssa Bonomi, è stata la ricostruzione nel giardino del Museo Archeologico Nazionale di Adria, con i basoli recuperati dallo scavo di abitato di Via S. Francesco, di un tratto di strada cittadina dotata di marciapiedi, unico esempio di struttura romana per ora recuperata ad Adria.
Non sono mancate molteplici azioni di controllo del territorio, attuate mediante ricerche di superficie nei siti di Corte Cavanella e S. Basilio e nell'agro Adriese in località Campelli, Spolverin, Cà Garzoni, Treponti e S. Giacomo di Bellombra e nelle frazioni di Fasana e Cà Emo. In alcuni casi tali ricerche hanno dato risultati insperati quali il ritrovamento del frammento marmoreo da Corte Cavanella che ha consentito un restauro più completo del bassorilievo del Dio Mitra esposto in museo, l'individuazione di un tratto di una probabile banchina portuale ed il recupero di un ago da rete in bronzo (subito consegnato al museo, a S. Basilio), ed infine la sezione della strada romana da Adria a Gavello, importante conferma del tracciato già individuato dal Dott. R. Peretto mediante le foto aeree, in località Cà Garzoni.
Nonostante le ricerche di superficie siano spesso state condizionate dall'atteggiamento non sempre benevolo degli agricoltori che in molti casi hanno impedito l'accesso alle loro proprietà, l'impegno del gruppo è stato premiato dall'inviduazione di una decina di siti archeologici nei dintorni di Adria.
Il controllo delle attività di cantiere nel monoblocco ospedaliero, ha inoltre permesso di localizzare due fornaci per la produzione di calce nel cortile dell'ospedale civile e le tombe romane ed ellenistiche nel terreno confinante (Cantiere SICES). Il controllo dei lavori di esecuzione della circonvallazione Est (nuovo ponte sul Canal Bianco), ha consentito infine l'individuazione della necropoli di Piantamelon, successivamente scavata e recuperata dalla Soprintendenza Archeologica del Veneto.
Molto importante per una tutela dei siti archeologici individuati sono state le sorveglianze nei giorni festivi, ed a volte notturne svolte negli scavi delle necropoli di Spolverin, Piantamelon e Cà Cima per la tutela degli stessi da effrazioni di tombaroli.
Alcuni soci (Piva L., Vallicelli, Bovolenta, Pini, Santinon, Manesco, Bozzo, Piva S., Piva F.) hanno inoltre partecipato e collaborato saltuariamente alle attività di scavo in via S. Francesco, nelle necropoli di Spolverin, Piantamelon, Cà Cima e nel sito archeologico di S. Cassiano in comune di Crespino.
La decennale proficua attività del Gruppo Archeologico F.A. Bocchi è stata documentata con l'ausilio di un centinaio di diapositive, che hanno mostrato sia i materiali recuperati che le fasi di scavo delle fornaci e delle varie necropoli portate alla luce nei vari interventi.
Concludendo e ringraziando il numeroso pubblico presente, il relatore ha comunicato il calendario dei nuovi incontri del ciclo "Adria Romana" assicurando che, a cura del Gruppo Archeologico F.A. Bocchi, continueranno le attività di ricerca di superficie e di controllo del territorio.
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Ventaglio Novanta. “I dieci anni del Gruppo Archeologico Bocchi”. Ventaglio Novanta, n. 21, 2000. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-dieci-anni-del-gruppo-archeologico-bocchi/