Ci sono artisti che amano il silenzio, la pausa, la risonanza interiore. Carlo Campi è sicuramente uno di questi. Lo affascinano i grandi spazi, le vette innevate, i respiri della montagna, le voci dei boschi, i sussurri dei torrenti.
E’ un amante della montagna, Carlo, ma anche le golene e le valli del Delta non lo lasciano indifferente perché questo artista sensibile è innamorato della natura tutta.
Nativo di Copparo (Fe), vive a Rovigo da alcuni anni insieme alla moglie, rodigina pura. “Non tornerei a vivere a Copparo – afferma Campi – mi sono integrato bene nella realtà rodigina e ho imparato ad amare questa città tranquilla in cui si può vivere in modo sereno, senza affannarsi troppo e senza essere assillati dai rumori e dal traffico caotico che imperano nelle città più grandi”.
Campi coltiva la pittura dai primi anni ottanta. “Verso l’83 – ci informa l’artista – mi sono dedicato con attenzione allo studio dell’acquerello. Ho visto che i miei lavori piacevano ed ho proseguito su questa strada. L’acquerello permette di raggiungere varie tonalità di notevole effetto. E’ una passione alla quale mi dedico solo in particolari momenti e l’uso di questa pittura mi fa scoprire i segreti di una tecnica solo apparentemente semplice.”
I suoi soggetti sono spesso legati all’ambiente rurale. “Amo le case contadine, quelle vecchie case che vanno scomparendo insieme ad un patrimonio di tradizioni, valori, legati alla civiltà contadina. A colpirmi, in modo particolare, sono certi angoli dimenticati, i vecchi pozzi abbandonati, le stalle, le aie, i cortili, le vie, le piazzette dei paesi padani e polesani.”
E’ un paesaggio dal fascino atavico quello che attrae Carlo Campi: egli vuole riscoprire “le pievi dai mattoni corrosi dalla salsedine del tempo, santuari e mistiche chiese, scorci di paesi”.
Per 35 anni ha svolto la professione di disegnatore meccanico ma, sebbene sia ora in pensione, Carlo non riesce a stare inoperoso. Attualmente esegue lavori e progettazioni per la raccolta differenziata.
Da quattro anni fa parte del gruppo artistico “La Piazzetta”, ha tenuto mostre personali e collettive conseguendo vari premi.
Carlo Campi è un acquerellista di grandi capacità che, come un fedele cronista di luoghi e monumenti polesani, esegue opere “godibili”, in una interpretazione personale inconfondibile.
Tutti i segreti tecnici sono a lui noti e li sfrutta appieno senza mai strafare.
Spesso, scavando fra i ricordi dell’infanzia, esegue belle vedute della nativa Copparo e di Ferrara. Le vecchie ambientazioni danno ancora più valore alla vena poetica di Campi, facendo risaltare tutto l’amore che lui nutre per i luoghi caratteristici della Padania e del Polesine.
Nei suoi raffinati acquerelli si riconosce finalmente il gusto della semplicità, il fascino delle cose perdute, il respiro del passato. Vibrazioni di luce e delicati colori rivelano la grande sensibilità artistica di Campi.
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Come citare questo articolo
Angioletta Masiero. “Le vedute di Carlo Campi”. Ventaglio Novanta, n. 24, 2002. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-vedute-di-carlo-campi/