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EDITORIALE

Qualcosa di nuovo

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 25 2002 pp. 3–7

Importanti progetti di riqualificazione del Polesine, a lungo coltivati nell’ultimo decennio del secolo scorso, stanno giungendo a compimento offrendo un’immagine nuova della terra delimitata dai grandi fiumi d’Italia.

In questo numero del Ventaglio si parla in particolare dell’inaugurazione dell’Interporto, lo scalo sorto nella zona meridionale del comune di Rovigo, lungo l’idrovia Po di Levante – Canalbianco – Tartaro – Fissero, opera attesa da oltre mezzo secolo, da cui ci si attende un positivo ritorno nel ramo della navigabilità a scopo commerciale e turistico. Ma altre importanti iniziative, destinate ad incidere positivamente nel tessuto socioeconomico del Polesine, si sono concretizzate proprio negli ultimi mesi: il recupero della maggior parte degli stabili dell’ex zuccherificio di Rovigo, operato dal Censer, che ha determinato la nascita di un qualificante polo fieristico, ospitando con successo le prime mostre quali Domus 1 e Acqua; il prosieguo dei lavori presso l’AIA, l’area attrezzata tra Adria e Loreo, con la realizzazione dell’Autodromo che si sta già imponendo come interessante punto di richiamo non solo per appassionati di auto e moto, ma anche come possibile centro espositivo.

Lusinghieri anche i risultati nell’ambito delle grandi iniziative culturali: la mostra “Il Po in controluce”, ha richiamato per la prima volta a Rovigo centinaia di estimatori delle opere d’arte; il Museo rodigino dei Grandi Fiumi ha inaugurato una nuova importante sezione; presso il Museo Archeologico di Adria sono iniziati i lavori per l’ampliamento della struttura al fine di riqualificare l’area espositiva; alcune delle principali ville venete (la Morosini e la Armellini di Polesella, la Martelli Piccioli di Canaro, la Cappello di Pontecchio e altre ancora) hanno visto l’avvio di lavori di recupero per iniziativa di privati, mentre, dopo il restauro e la riconversione d’uso dell’ex idrovora dell’Amolara di Adria, si stanno mettendo a fuoco nuovi progetti di rivitalizzazione di immobili industriali del passato, tra cui in particolare quello del “Mulinon” di Fratta Polesine.

Il Delta del Po sta divenendo sempre più un punto di richiamo per gli amanti del turismo naturalistico e dei diportisti nautici, incentivati questi ultimi dal nascere di nuove strutture portuali come quella di Porto Levante. E non pochi si innamorano di questo lembo esclusivo della pianura padana, tanto da portarlo nel cuore anche nei luoghi di residenza, giungendo a dedicare righe nostalgiche a questa terra, e affettuosi ringraziamenti a chi ne ha favorito la conoscenza. Con piacere abbiamo accolto nelle pagine di questo numero del Ventaglio una di queste inattese missive, ringraziando chi l’ha scritta e chi ce l’ha fatta pervenire. E’ la testimonianza più chiara ed immediata della potenzialità turistiche del Delta che ci si augura faccia riflettere chi ancora si ostina a proporre progetti di tipo industriale per l’area della foce dei grandi fiumi.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Qualcosa di nuovo”. Ventaglio Novanta, n. 25, 2002. https://ventaglionovanta.it/archivio/qualcosa-di-nuovo/

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