All’inizio fu semplicemente la curiosità a spingermi a frequentare un corso per volontari dei beni culturali, tenuto nella prima metà dell’anno 2000 dalla Cooperativa “Turismo e Cultura” di Rovigo, presso i locali del Monastero degli Olivetani; poi fui gradualmente sempre più coinvolto dalla simpatia dei dirigenti e dei corsisti, fino al punto di aspettare con vivo piacere le ore 18 di ogni venerdì per correre al Monastero a seguire le lezioni teoriche (di Giuseppe Marangoni, Sergio Garbato, Cristiano Fenzi, Lino Segantin, Donatella Girotto e numerosi altri esperti dei beni culturali polesani), o le ore 9 del sabato per andare tutti assieme, con mezzi propri o col pulmino di Cristiano Fenzi (onusto di chilometri e di gloria), alla visita guidata in programma al Delta del Po, a Lendinara, a Fratta Polesine, alla Pinacoteca Concordiana, …
Fu così che un bel sabato di primavera ci recammo in visita guidata ai beni culturali e ambientali di Trecenta e Sariano. Là ci accolsero cordialmente gli amici Cesare Stella e suo padre, che di Trecenta conoscono tutto: la storia, i monumenti, i personaggi e le loro opere, gli edifici, le bonifiche, i Gorghi, e, ovviamente… i posti dove si mangia e si beve! Sotto la loro competente guida rimanemmo in paese tutta la mattina: Villa Pepoli, il Palazzo Comunale, il Monumento ai Caduti della prima guerra mondiale, la Chiesa Parrocchiale… e il pranzo da Edi tutti insieme!
Nel primo pomeriggio si punta in direzione sud-ovest, verso l’area umida dei Gorghi. Si percorre via Branzetta da cui si ammira la Corte Gaspera sul gorgo omonimo, poi si accede alla via Argine Bottazza (da cui si ammira il Gorgo Bottazza, ancora il Gorgo Gaspera, poi il Gorgo Bianco), quindi si prosegue su via Argine Bignozza, che passa davanti alle Corti dette Valentina e Bignozza, e si arriva in via Livellazzo, che costeggia, fra prati e boschetti, il Gorgo della Sposa.
Fu qui, in questo particolarissimo ecosistema dei Gorghi, che alcuni corsisti, fra una raccolta di violette da offrire alle signore, un fruscio d’ali di Nitticore e di Marzaiole, e con la gradita sorpresa della presenza dei funghi Psalliota Campestris e Pholiota Aegerita, si “innamorarono” dei Gorghi di Trecenta! E fra gli “innamorati” ci fu anche il sottoscritto, che si lasciò per questo coinvolgere in un lavoro d’équipe su quegli specchi d’acqua dolce, paesaggi incantevoli per la loro vegetazione, per gli animali che li popolano, e per il fascino delle leggende tra di essi sorte, tramandate nei secoli e a noi narrate dagli abitanti del luogo.
A darmi la qualifica di coordinatore del gruppo di lavoro (perché non sapevo fare altro) fu il solito Cristiano Fenzi, Presidente del Gruppo C.T.G. “Rovigoti”. Nel gruppo c’erano, ma con mansioni serie, gli altri “innamorati” dei Gorghi di Trecenta: Luciana Chinaglia, Francesco Callegaro, Antonio Gambato. Questi si sguinzagliarono subito a caccia di materiale negli archivi delle istituzioni locali, nelle biblioteche pubbliche e private, nelle librerie, approdando anche ai catasti di Rovigo e Ferrara. Si recarono a più riprese sul luogo a fotografare paesaggi, animali terrestri e acquatici, uomini e cose, a registrare il canto degli uccelli, ad ascoltare i racconti degli anziani.
Antonio Gambato noleggiò perfino un deltaplano per poter scattare dall’alto i suoi splendidi aerofotogrammi, mentre Francesco Callegaro si alzava dal letto nel cuor della notte per poter essere ai gorghi all’alba, al momento del risveglio degli uccelli. Poi ci si incontrava in Torre Mozza, al Castello di Rovigo, o a casa di qualcuno del gruppo, per visionare il materiale, selezionare quello più interessante, scegliere le diapositive migliori, ordinare, commentare, confrontare… Intanto cresceva in noi un sentimento di sincera amicizia e di esclusiva appartenenza al gruppo, insieme al piacere di scoprirci affini nell’amore per l’ambiente (dei Gorghi e non solo), per la ricerca, e tutti insieme coinvolti nel produrre una sia pur piccola opera audiovisiva da offrire in visione a chiunque potesse essere interessato alla conoscenza, protezione, fruizione e valorizzazione di quell’ecosistema piuttosto singolare ed in pericolo: popolazione locale, scuole, pubblica amministrazione, turismo scolastico, turismo naturalistico e d’élite.
Come introduzione e per l’ambientazione del video, preparammo alcune schede sulla storia di Trecenta e Sariano, sul loro patrimonio architettonico e artistico, sulle ipotesi dell’origine dei Gorghi, sulla flora e sulla fauna di quegli specchi d’acqua che mai si prosciugano, e che sono certamente il relitto di più estese zone umide, un tempo esistenti, e che proprio per questo rappresentano un concentrato di specie animali e vegetali, il loro ultimo rifugio in quest’area Alto-Polesana: qui crescono ancora le Ninfee, i Ranuncoli d’acqua, il Morso di rana, l’Erba vescica; qui si trovano gli uccelli acquatici, tra cui Svassi, Tuffetti, Folaghe, Marzaiole, Nitticore, Aironi…; qui ancora si rifugiano piccoli mammiferi ormai scomparsi dalle limitrofe campagne; e rettili e pesci.
Belli e suggestivi sono soprattutto il Gorgo Gaspera e il Gorgo della Sposa. Il primo, vasto e alberato, ma in buona parte utilizzato a scopi ittico-industriali, è molto prossimo alla Corte Gaspera, bell’esempio di vecchia ed imponente corte padronale. Il secondo, più esteso e selvaggio, con sponde ricoperte di fitta vegetazione arbustiva ed arborea, è nominato Gorgo della Sposa, perché un’antica leggenda popolare narra la romantica e triste storia di una bella giovinetta del luogo che, promessa sposa ad un nobile ricco di cui non era innamorata, preferì il suicidio per annegamento nelle acque del Gorgo al matrimonio forzato ed infelice. E narra la gente del luogo che, nelle notti senza luna, ascoltando attentamente, si ode ancora il flebile lamento del fantasma della giovinetta tornato sul posto.
Il video uscito dalle nostre ricerche consiste in un centinaio di diapositive a colori, commentate in voce con sottofondo musicale e suddivisibili in parti distinte: copertina e controcopertina, cenni storici ed artistici, mappe antiche e moderne della zona dei Gorghi, flora e fauna, parte paesaggistica e del degrado ambientale.
Il video, con le schede didattiche che lo accompagnano, è a disposizione di chiunque ne faccia richiesta per lo studio e la visione, presso il Presidente del Gruppo “Rovigoti” del C.T.G. Cristiano Fenzi e l’ufficio Ce.Di. Turismo & Cultura, nel complesso di S. Bortolo di Rovigo.
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Come citare questo articolo
Antonio Magarotto. “I gorghi di Trecenta”. Ventaglio Novanta, n. 25, 2002. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-gorghi-di-trecenta/