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POESIA

Il Turno

di Vittorino Chioffi

Ventaglio Novanta n. 26 2003 pp. 107–110

IL TURNO

Uomo, un giorno su mani imploranti verso l’alto la donna che ti dorme accanto fu soave dono di grazia.

Donna, un giorno su mani imploranti verso l’alto l’uomo che ti dorme accanto fu ardente motivo di attesa.

Più non sono quelle mani cui foste affidati.

E’ il turno.

Tendete il vostro sguardo al cielo per nuovi gioiosi sogni e nobili orgogli: il messaggio passerà ad altre anime. Ciascuno si erga forte e leale a difesa dell’altro; col tempo il corpo caduco esalta e potenzia il vincolo.

VOLA, ANIMA!

La pena è finita con la notte. Vola, anima, innalzati veloce come il pensiero: le costellazioni non hanno più lontananze, gli incommensurabili spazi non hanno più segreti.

Nell’universo, docili, i mondi dei primordi ti rotolano incontro illuminando il cammino con immagini di sconosciuta bellezza.

Ravviva, non abbaglia, il vento di luce in attesa della partecipazione.

Il mistero è infranto ed il caos si è fatto armonia. Nella vita che non muore, soltanto un sentimento pulsa: Amore.

DELIRIO

Spasmodici desideri di conoscenza ma il mistero rimane, deve rimanere. Sul quadrante astrale l’ora è segnata per ognuno. Perché no, potranno anche essere cascate d’azzurro e petali di rosa quando saliremo i gradini antichi de l’universo. La sfida al tempo è breve quanto il volo dell’effimera. Luce, buio, vita, morte non sono che parole. Siamo parte di un tutto, solo il delirio di grazia può contattare l’Eterno.

NOTTE

Si torce l’adolescente tra i lini e il sogno solleva veli di seta su desiderati avori femminili. Si scopre, inconsapevole, la casta fanciulla tra le braccia di Morfeo. Innocenti fiumane scendono di vita. Il fortunato amante scala furtivo l’inutile muro in cerca di brame. Medita, insonne, il dotto affascinato da un’ipotesi. E al vecchio è compagna la Parca in attesa dell’ultimo amplesso.

PREGHIERA DELLA PIETA’

Ti prego, o Signore, quando saremo tutti uniti a Te nella Tua gloria ed esaltato avrai in sommo grado e i giusti e i poveri infelici e le vittime tradite, torturate, uccise, Ti prego… fa l’impossibile: dimentica l’orrore, abbi pietà, o Signore, togli ai malvagi l’equo castigo ché rinsaviti, già avran sofferto pel male che han compiuto. Tutto per sempre sia come mai fosse accaduto. Pensa, o Signore, a quelle mamme che con ansia e con dolcezza li attesero nel ventre accarezzando la speranza che sarebbero stati onesti e non avrebbero peccato; all’infantile slancio che pur ebbero quelle piccole mani protese un dì con grazia: a quel dolce sorriso che, in anticipo, scorger ci fece il paradiso; a quei mondi felici che, ingenui tutti abbiam sognato su questa terra….. e non furono.

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Come citare questo articolo

Vittorino Chioffi. “Il Turno”. Ventaglio Novanta, n. 26, 2003. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-turno/

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