Il Delta del Po “non assomiglia ad alcun altro delta, (…) non assomiglia ad alcun altro paesaggio italiano; offre qualcosa che nessun’altra vacanza, nessun’altra residenza offre: il miscuglio incessante della distensione paesana e la dinamica vivente del fiume”, scrisse Ruggero Orlando tanti anni fa. Oggi, questa terra dove il grande fiume diventa mare, grazie alla capacità di valorizzazione delle proprie risorse, ha saputo riscattarsi fino a diventare una realtà vivace e dinamica, economicamente attiva.
Nel 1998 il Circolo Culturale “2000”, opportunamente sostenuto dal Comune di Rosolina, ha inteso dare vita ad un progetto culturale per rendere più visibile all’esterno il proprio territorio e per cogliere tutte le opportunità derivanti dalla sensibile crescita del turismo legato ad eventi culturali di notevole richiamo. Nasce così DeltaPOesia, un progetto articolato che abbraccia Letteratura, Teatro, Arti Visive e Musica, che si muove all’interno di linee guida capaci di creare eventi spettacolari e artistici atti a promuovere il Delta del Po.
Dopo le prime due riuscite edizioni, lo scorso settembre, nella suggestiva atmosfera del Giardino Botanico di Porto Caleri, ha avuto luogo la cerimonia di premiazione della terza edizione del concorso di Poesia edita e inedita, che ha visto la partecipazione di circa 500 poeti provenienti da tutta Italia, con prevalenza dal Centro-Nord.
Per l’inedito la giuria – di grande valore, composta da Carlo Rao (presidente), Marilla Battilana, Gilberto Finzi, Vincenzo Guarracino e Stefano Valentini – ha attribuito il primo premio ad Alessandra Orsatti di Portomaggiore per il trittico dedicato a Roberto Sanesi dove “la figura del poeta recentemente scomparso è rievocata nelle forme di un’allocuzione densa di amore e cultura, in un congegno di parole di raro equilibrio e preziosità”; il secondo premio a Massimo Scrignoli di Ferrara i cui testi propongono “una progressiva messa a fuoco delle ragioni stesse del fare poesia”; il terzo premio ex aequo a Lorenzo Morandotti di Caslino al Piano e a Giovanni Perrino di Poggio Rusco, il primo per una scrittura che “mette in scena una parola geometrica e corposa, che con calma e compostezza insegue sfuggenti brandelli di verità per comporli in un difficile mosaico sapienziale” e il secondo perché “risvegliate da uno sguardo laterale ritornano lievi sul filo delle dita (della penna) luoghi e canti memoriali, antiche stagioni di iniziazione e fuoco, nostalgiche scaglie mediterranee”. Segnalati in questa sezione: Fabrizio Parrini di Cecina, Pier Franco Uliana di Mogliano Veneto e Silvia Zoico di Venezia.
Per la sezione riservata alle opere edite, hanno vinto il primo premio ex aequo Stefano Lanuzza di Firenze, con la raccolta Bosco dell’essere (Fermenti) dove la poesia viene vista come “un’arte che pensa se stessa/e dischiude il tempo in una fiamma/cantante. Sogna o veglia, anagramma/silenzi, fluisce vibrando genuflessa/nel suo splendore e dura…” e Rino Mele di Fisciano per Il corpo di Moro (Edizioni 10/17), “un compatto organismo poematico in cui ragioni pubbliche e private trovano voce nelle forme di un canto teso ed emozionato, coinvolgendo il lettore in una anamnesi e in un drammatico ripensamento di ciò che fonda non solo la civile convivenza, ma anche e soprattutto la coscienza del nostro stesso essere”. Il terzo premio è stato assegnato a Giarmando Dimarti di Grottamare per Over dose – Almanacco bislacco 2001 (Stamperia dell’Arancio), “innovativa e originalissima raccolta che si propone quale viaggio-ascensione verso l’alto filosofico-religioso e verso l’altro linguistico”. Quarto premio per La spina velenosa (Edizioni Borromini) di Luigi Villa Freddi di Casale Monferrato la cui “lievità dei versi – scrive il poeta Tomaso Kemeny nella prefazione – la nonchalance dell’enunciazione, a volta sorretta dalla rima, lasciano tracce nella lettura, la mente pare diventare pellicola sensibile all’irrompere della luce verbale”.
Segnalati: Claudia Azzola di Milano per Il colore della storia (Campanotto Editore), Stefano Bortolussi di Milano per Ipotesi di caldo (Book Editore), Daniela Monreale di Figline Valdarno per Lo sguardo delle cose (Nuova Editrice Magenta) e Maurizia Rossella di Padova per Vita naturale (Book Editore). Il Premio Speciale “Arturo Avanzi”, riservato ad un giovane partecipante (di età non superiore ai 25 anni), è stato assegnato a Matteo Fantuzzi di Castel San Pietro Terme, che “mostra di conoscere le regole del giuoco proprio nel momento in cui le ribalta senza arroganza e compiacimento” e che colpisce per “quel disincantato gusto dell’ironia che orienta e blocca ogni possibile sorriso sul filo della tragedia: un modo certamente originale per di/svelare, attraverso i tic di un certo tipo di linguaggio mediatico, contraddizioni e pigrizie collettive”.
I premi ai vincitori sono stati consegnati dal sindaco di Rosolina, Luciano Mengoli, dall’Assessore alla Cultura della Provincia di Rovigo, Gioia Beltrame, dal Presidente dell’Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po, Antonio Manzolli, e da Giuseppe Avanzi, figlio del generale e scrittore Arturo Avanzi.
Paola Gassman e Ugo Pagliai, ospiti della manifestazione, con la consueta e magistrale capacità espressiva che è loro propria, hanno letto le opere selezionate – queste elegantemente raccolte in una plaquette distribuita al numeroso pubblico presente – rendendole materia, oltre la parola scritta, e trasformandole in corpo, voce e suono, essenza della poesia stessa.
Poi, il gruppo “DeltaQuintet”, voce, pianoforte, flicorno, basso e batteria, ha portato insieme alla brezza che saliva dal mare, le note di brani di jazz classico, e così altre suggestioni nella consapevolezza che “le arti si intersecano”.
Un evento significativo, che ha visto il Giardino Botanico di Rosolina Mare come luogo di incontro tra poesia e pubblico, che ha riproposto la centralità di un’attività umanizzante – il “fare” poesia – sulla quale oggi è importante puntare.
DeltaPOesia è un seme che i Comuni del Delta, la Provincia di Rovigo, la Regione Veneto e l’Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po, ma anche soggetti privati, dovrebbero ormai cercare di far definitivamente germogliare. Gli eventi di DeltaPOesia possono senz’altro interessare, come già accade per altre importanti manifestazioni culturali nate negli stessi anni (Festivaletteratura di Mantova, la Milanesiana a Milano), un pubblico sempre più nuovo e numeroso, attraverso una visione integrata dell’espressione artistica, capace di mettere in relazione i vari aspetti che indissolubilmente legano Letteratura, Teatro, Arti Visive e Musica: un modo nuovo e suggestivo per celebrare il rapporto fra Uomo, Natura e Cultura.
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Come citare questo articolo
Simone Martinello. “Delta POesia”. Ventaglio Novanta, n. 26, 2003. https://ventaglionovanta.it/archivio/delta-poesia/