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ATTUALITÀ - INIZIATIVE SOCIALI E CULTURALI

Quei cavalli da corsa

Una originale mostra presso il Museo di Adria

di Nicola Berti

Ventaglio Novanta n. 26 2003 pp. 140–141

La mostra “Cavalli da corsa nel Veneto antico”, allestita presso il Museo Archeologico Nazionale di Adria, ha portato a galla le antiche origini degli abitanti di questa regione.

Omero nel secondo canto dell’Iliade cita un gruppo di Paflagoni chiamati Eneti ch’erano stanziati su un’ampia area affacciata sul Mar Nero. Erano guidati da Pilemene ed alleati dei Troiani. Tito Livio racconta che, alla morte di Pilemene, Antenore con un gruppo di Eneti “pervenne nella parte più interna dell’Adriatico e, cacciati gli Euganei, …gli Eneti assieme ai Troiani occuparono quelle terre…L’intera gente prese il nome di Veneti”.

Anche nell’Eneide virgiliana si fa cenno a questi avvenimenti. Non mancano poi i riferimenti alla terra veneta come luogo di origine della razza delle mule selvatiche, incroci spontanei tra asini e cavalle. Ne parla Esiodo, Alcmane, Esichio, Euripide. Strabone conferma la caratteristica dei popoli Veneti: la loro specialità era quella di allevare cavalli.

Anche Dionisio il Vecchio apprezzò gli allevamenti dei destrieri veneti. Nella sue peregrinazioni dopo la guerra di Troia, l’eroe greco Diomede arrivò nella nostra terra ed ebbe modo di apprezzare questa loro particolare attività.

La mostra allestita nel Museo Archeologico Nazionale di Adria promossa dalla Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto in collaborazione con la Provincia di Rovigo ed il Comune di Adria, ha offerto un’ampia dimostrazione di tale caratteristica dell’antico popolo veneto e la pregevole iniziativa è servita per riscoprire le nostre origini. La mostra, inserita in un circuito nazionale per la valorizzazione diffusa dedicata allo sport nell’antichità, è stata voluta dalla Direzione generale per i beni archeologici del Ministero per i beni e le attività Culturali e fa parte di un progetto culturale che proporrà, per i prossimi anni, argomenti sempre attinenti all’agonismo antico individuando di volta in volta tematiche per lo più attinenti ad aspetti della vita quotidiana e sociale.

La mostra adriese è stata inaugurata dalla soprintendente reggente per i beni archeologici del Veneto, Maurizia De Min.

Sono intervenuti il sindaco Sandro Spinello, l’assessore provinciale alla cultura Gioia Beltrame e numerose altre autorità. La manifestazione è stata curata e coordinata dalla direttrice del museo adriese Simonetta Bonomi.

In tale occasione, la sovrintendente De Min ha illustrato l’importanza della mostra aggiungendo che Adria mantiene sempre vivo il legame tra il museo, gli adriesi e le istituzioni esistenti. Simonetta Bonomi ha evidenziato alcune caratteristiche dell’esposizione facendo cenno anche ad un elemento che di solito viene trascurato, cioè al colore azzurro che gli antichi veneti avevano adottato come emblema : “Si tratta di un elemento cromatico tra il verde e l’azzurro, lo stesso che si trova nel mare Adriatico nelle vicinanze della costa”.

Giovanni Sammartini infine ha esposto l’intervento della Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo a favore del museo. Si tratta di un contributo di 260 mila euro che servirà a sistemare la “Tomba della Biga” ed il lapidario. Numeroso il pubblico che ha fatto visita alla mostra situata nella saletta del primo piano della struttura.

L’iniziativa è stata anche l’occasione per sposare la ricerca archeologica col teatro: al cantiere degli scavi, che continua portare alla luce frammenti e pietre antiche, si è voluto affiancare quello della ricerca teatrale. Infatti, nella serata subito dopo l’inaugurazione, la compagnia di Padova Teatrocontinuo ha rappresentato una pièce dal titolo “Antiche pietre e parole antiche”, una performance – spettacolo progettata su misura per il museo di Adria, un percorso itinerante fuori e dentro il museo che ha proposto una suggestiva serie di richiami e collegamenti tra l’archeologia e la letteratura, tra la storia ed il mito.

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Come citare questo articolo

Nicola Berti. “Quei cavalli da corsa”. Ventaglio Novanta, n. 26, 2003. https://ventaglionovanta.it/archivio/quei-cavalli-da-corsa/

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