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EDITORIALE

Il Presidente e il Polesine

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 28 2004 pp. 2–7

Le due giornate del Presidente della Repubblica in Polesine hanno costituito un evento di grande richiamo, che ha attivato tutte le istituzioni e polarizzato l’attenzione dell’opinione pubblica. Una venuta di tutt’altro tenore, rispetto a quella, sconfortante, vissuta dal primo capo dello Stato dell’era repubblicana, Luigi Einaudi, giunto nella nostra terra nel 1951 nei tragici giorni dell’alluvione.

Una visita quella dello scorso 9 e 10 Ottobre, in occasione della quale il capoluogo e la provincia hanno saputo dare un’immagine di efficienza, offrendo al presidente Carlo Azeglio Ciampi e alla signora Franca la possibilità di apprezzare alcune importanti caratteristiche storiche ed ambientali della terra dei grandi fiumi. Se molto sentita è stata dal Presidente la sosta sulla tomba di Matteotti, martire del fascismo, veramente graditi sono risultati tutti i passaggi programmati: dal Teatro Sociale di Rovigo, alla Badoera di Fratta, al volo in elicottero sul Delta, seguito dalla visita del Museo della Bonifica di Ca’ Vendramin, e concluso con il tragitto in motonave fino a S. Basilio, ove, su una duna fossile, sorge la chiesetta romanica del X secolo.

Le istituzioni polesane hanno fatto con impegno la loro parte, contando anche in un ritorno di immagini televisive che, invece, sono state centellinate dai grandi mezzi di comunicazione via etere, limitando a qualche secondo le inquadrature ai beni ambientali ed architettonici della terra dei grandi fiumi. Non sono pertanto mancate lamentele per la scarsa visibilità assegnata anche in questo caso al Polesine, la cui strada per affermarsi sullo scenario nazionale risulta sempre in salita.

Il Presidente ha comunque notato i passi significativi fatti negli ultimi anni dalla provincia di Rovigo, fino a non molto tempo fa considerata la cenerentola del Veneto, ha avuto modo di essere messo al corrente dei problemi sul tappeto e delle speranze per il futuro, ha accolto gli applausi della gente comune che apprezza il suo ruolo di garanzia ed ha visto i rappresentanti delle varie istituzioni condividere importanti obiettivi.

Un clima disteso ed operoso dunque, che non pochi desidererebbero potesse caratterizzare il Polesine con maggior continuità, anche senza la presenza del Presidente. Il quale, ovviamente, è stato da tutti invitato a ritornare quanto prima nella mesopotamia d’Italia.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Il Presidente e il Polesine”. Ventaglio Novanta, n. 28, 2004. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-presidente-e-il-polesine/

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