Pubblicità

ATTUALITÀ - INIZIATIVE SOCIALI E CULTURALI

Sergio Pascucci imprenditore a tutto campo

Internazionalizzare per crescere

di Elisabetta Zanchetta

Ventaglio Novanta n. 28 2004 pp. 162–163

Lo chiamano “imprenditore fai – da – te”. Nessuno più di lui conosce il valore del lavoro, del sacrificio, del doversi reinventare ogni giorno, senza mai perdersi d’animo, per continuare la strada della produzione commerciale.

Sergio Pascucci dirige insieme alla moglie Gianna la “Nuova Iva”, ditta di Arquà Polesine che l’ha accolto agli inizi degli anni Settanta, per puro caso. Lui, originario di San Felice Circeo, allora ventiquattrenne, insegnante di radiotecnica a Roma, vive il dramma della morte improvvisa della suocera, appena quarantaduenne. Più per ‘dovere’ che per scelta, accetta la sfida dell’imprenditoria, stabilendosi nel cuore del Polesine…e la sua vita volta pagina.

“Iva era il nome della madre di mia moglie, per questo abbiamo mantenuto tale denominazione anche dopo la sua scomparsa – afferma Pascucci -. Certo è che proseguire l’attività, in una stagione in cui la finta pelle non era più vendibile, non è stato semplice”.

Attualmente la Nuova Iva è leader nell’abbigliamento intimo donna e nei costumi da bagno, grazie a strategie imprenditoriali capaci di cogliere le opportunità delle grandi griffe, da “La Perla”, a “Parah”, da “Cotton Club” a “Dolce & Gabbana”, fino a “Benetton”, “Joop!”, “Studio Italia”, “Marex”.

Ma prima di aprire altre tre aziende in Polesine, dando lavoro a oltre 240 persone e di approdare, nel 1990, a Bratislava, in Slovacca, con un complesso produttivo che ospita 160 addetti, Pascucci si è più volte rimboccato le maniche, scalando la dura salita chiamata competitività, facendo propria una citazione di Henry Ford: “Molte persone usano più energie per parlare dei problemi di quante ne utilizzino per risolverli”.

“La Nuova Iva ha iniziato a lavorare per conto terzi, vendendo camicie, pantaloni, gonne – prosegue il racconto dell’imprenditore, oggi consigliere della Camera di Commercio Italo Slovacca, ma che vanta un nutrito curriculum, in particolare come presidente dell’Assindustria di Rovigo dal ‘94 al ‘98, componente della Giunta di Confindustria dal ‘95 al ‘98, solo per citare alcuni dei maggiori impegni -. Ricordo ancora il mio primo viaggio in Germania, più per curiosità, a visitare la maggior fiera del settore. Non parlavo una parola di tedesco, ma sono riuscito a tornare a casa con una valigetta ricca di ordini. Così, mi sono attrezzato. Prima affidandomi a un corriere, ma poi, vedendo ritardi nelle consegne, ho acquistato un camion per recapitare personalmente il prodotto ai clienti. E, da privatista, ho conseguito la patente C”.

In due anni i debiti della fabbrica scompaiono e l’export diventa il fiore all’occhiello di Sergio e Gianna. “Quando mi ha contattato il gruppo ‘La Perla’ sono rimasto titubante – ricorda – Non conoscevo quel nome e la mia intenzione era di creare un marchio tutto mio. Ma scoprendo che si trattava di una delle maggiori realtà del settore, ho accettato”.

Da allora l’espansione, ma soprattutto l’innovazione, sono le parole d’ordine dell’attività. La riorganizzazione della produzione, l’avanguardia nelle tecnologie, l’allestimento di una sala di modellazione con un gruppo di figure professionali specifiche rende la Nuova Iva una realtà in continua crescita. “Il costo del lavoro, in Italia, iniziava a diventare troppo alto. Ho avuto modo, durante un viaggio organizzato dalla Federexport, di conoscere a Bratislava un imprenditore con il quale ho subito simpatizzato – prosegue – Abbiamo deciso di costituire una società mista (italiana per l’80%) che successivamente ho acquisito del tutto.

L’internazionalizzazione della mia azienda originariamente è stata criticata, vista come l’intenzione di dismettere totalmente l’impresa. I risultati, invece, hanno confermato l’opposto. Vi è stato un aumento della produzione, l’assunzione di nuovo personale altamente specializzato, l’incremento degli investimenti in nuovi macchinari e la flessibilità nell’organizzazione del lavoro. Sono riuscito, cioè, a svilupparmi investendo a distanza”. Segno che la globalizzazione, se perseguita con intelligenza, è sinonimo di crescita industriale.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Elisabetta Zanchetta. “Sergio Pascucci imprenditore a tutto campo”. Ventaglio Novanta, n. 28, 2004. https://ventaglionovanta.it/archivio/sergio-pascucci-imprenditore-a-tutto-campo/

Pubblicità