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ARTEOGGI

I colori di Doriano Tortello

Visioni che esprimono tutta la dolcezza e la pacatezza degli ambienti naturali della nostra terra

di Roberta Fava

Ventaglio Novanta n. 36 2008 pp. 95–98

Un pittore attento al delta, Doriano Tortello, innamorato degli angoli più particolari della sua terra. Sulle tele fissa immagini significative, cogliendo la bellezza del territorio polesano nella sua varietà di luci e colori.

Affascinato dalle particolarità dell’ambiente natio, dagli intrecci arborei e dal sottobosco delle golene del grande fiume, dove la luce gioca con le ombre e dove i colori assumono impreviste sfumature con il movimento del vento e dell’acqua, Tortello dipinge le sue opere, quasi come un antico poeta. Visioni che esprimono tutta la dolcezza e la pacatezza di un ambiente naturale davvero unico.

Gioca soprattutto con la densità e la luminosità della luce, per fissare i punti più incisivi della Natura, come un fotografo che coglie i momenti più significativi della vita arborea e agreste.

Doriano Tortello, nato a Porto Viro, Contarina, dove tuttora risiede con la sua famiglia, ha “incontrato” la pittura a metà degli anni ‘70, seguendo inizialmente la scuola del maestro Forzato di Adria, cominciando con la tecnica “a macchie”, quasi sulle orme dei macchiaioli, ma staccandosene con il tempo, per acquisire un suo modo personale di dipingere.

I suoi primi soggetti: il mondo femminile, il corpo umano per celebrare la bellezza nella sua componente divina e la Natura, toccata dal gioco dei colori e dalla luce, tanto che talvolta sembra animarsi.

Un’altra fonte di ispirazione è rappresentata dalle anfore: sono il simbolo di mondi antichi, della civiltà dei popoli del passato, Etruschi, Greci, Romani, che hanno abitato il delta. Le anfore raffigurano, inoltre, il segno del loro antico destino, e il pittore, sensibile al loro richiamo, giocando con i colori rosso-ocra, fa rivivere il tempo perduto, con la nostalgia di chi percepisce tutta la ricchezza delle civiltà smarrite tra le porte del tempo.

Le tematiche più recenti riguardano paesaggi, boschi, sottoboschi, anse dei fiumi, il mare e la natura nelle sue molteplici manifestazioni. E poi i fiori tipici del paesaggio deltizio: papaveri, girasoli ed anche il frumento d’estate. Immagini caratterizzate da una particolare lucentezza, rese vive da lunghe pennellate o da punte sapienti di colori che attirano lo sguardo di chi ammira le sue tele.

Il gioco dei colori più caldi si intreccia in una pittura più informale, con una danza cromatica, creando immagini, figure, richiami a sentimenti interiori. Talvolta, guardando i suoi dipinti, si è rapiti da tale spettacolo e, quasi quasi, ci si trova a camminare con circospezione tra rami e arbusti, timorosi e desiderosi nello stesso tempo di incontrare farfalle, libellule ed altri abitanti del regno naturale.

La pace che cogliamo nelle opere di Doriano Tortello ci ripaga delle tante ansie del vivere quotidiano e, perdersi nel verde o nell’azzurro dei suoi olii o dei suoi acrilici è quanto mai appagante, quasi un approdo ad un’isola di pace ancora intatta.

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Come citare questo articolo

Roberta Fava. “I colori di Doriano Tortello”. Ventaglio Novanta, n. 36, 2008. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-colori-di-doriano-tortello/

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