Quando qualche tempo fa, nel novembre 2006, presso il museo dei Grandi Fiumi di Rovigo si svolse un azzeccato convegno sui protagonisti dell’aria polesani. Notai che l’Altopolesine non era molto rappresentato e naturalmente mi chiesi se era perché effettivamente in queste zone non vi erano stati aviatori degni di nota, oppure perché, come spesso accade, il tempo aveva provveduto a stendere l’oblio sopra di essi, e quindi eravamo noi colpevoli ignoranti dell’argomento1.
Così, animato da curiosità sulla questione e certo che in ogni paese tracce e presenze di documenti anche se deboli sono sempre rintracciabili, ho provato a spulciare fra le carte del mio archivio e, fra i molti personaggi altopolesani che ebbero una partecipazione alla Grande guerra, ne trovai due senz’altro degni di nota. Il loro nome non ha mai raggiunto un’ampia risonanza, non avendo essi compiuto gesta particolarmente eclatanti, alla stregua di Umberto Maddalena, Mario Doria, Aldo Finzi e Lionello Caffaratti, ma entrambi – fra l’altro anche cugini – sono stati fra i pionieri degli sport dell’aria ante-litteram.
Parliamo di Enrico e Montrose Chiavegatti, appartenenti ad un’antica schiatta locale, entrambi nati nel 1891.
Montrose Chiavegatti, melarese figlio di Quintiliano ed Argia Baldelli, è passato alla storia paesana quale eclettico negoziante, appassionato di fotografia, divulgatore di scorci del paese attraverso cartoline storiche, preciso e meticoloso nei suoi lavori di bottega sia che fossero cornici in legno che tagli di vetro su misura, o ancora aggiustatura di occhiali o penne stilografiche. Fu pure un valente e geniale apicolture, tanto che partecipò ad alcune mostre nazionali assieme al compaesano Casonati, ottenendone lusinghieri apprezzamenti.
Penso che però in pochi siano a conoscenza che nel 1910 costruì da sé un apparecchio per volare, uno specimen di dirigibile, che in un articolo apparso sul Corriere del Polesine, viene descritto ora come aeroplanino, ora come ordigno o velivolo, insomma un apparecchio in grado di destare interesse fra la popolazione.
In un freddo inverno dell’anno 1910, quando aveva appena 18 anni, Montrose lo sperimentò volando sopra il paese a 25-30 metri d’altezza destando enorme curiosità e compiacimento fra i melaresi. Teniamo presente che la prima scuola di aeronautica di Centocelle di Roma sarebbe sorta solo diversi mesi dopo.
Nell’occasione su scattata una foto dal corrispondente locale del “Corriere del Polesine”, poi pubblicata a corredo dell’articolo che riproponiamo nel riquadro2. Non siamo a conoscenza dei meccanismi del velivolo e dei risvolti dell’impresa e se poi abbia avuto un seguito, certo che però un Montrose “volante” a noi melaresi ci mancava!
Forse anche in virtù di questa sua predisposizione quando prestò servizio militare il 24 maggio del 1911, in data 24 ottobre fu diretto al battaglione specialisti del Genio. Fu congedato il 13 giugno 1913, ma richiamato alle armi col lo scoppio della Grande Guerra, il 24 aprile 1915, sempre nel Genio, passando poi al battaglione Dirigibilisti dal quale fu congedato in via definitiva il 30 agosto 19193. La qualifica era di aerostiere, cioè di addetto alla strumentazione degli aerostati (sono passati alla storia i famosi Zeppelin)4.
Montrose visse una vita davvero lunga impegnandosi, come detto, in varie attività. Si spense a 99 anni nel 1990.
Enrico Chiavegatti, invece, figlio di Romolo e Maria Pastorelli, s’iscrisse a Bologna all’Università inizialmente nella facoltà di Scienze Matematiche, fisiche e naturali negli anni 1910-1911, poi chiamato a svolgere il servizio militare fu arruolato nel luglio 1911. Ritornato, s’iscrisse ancora all’Università felsinea stavolta alla facoltà di Ingegneria, dove ottenne il diploma nell’anno 1914. Richiamato nuovamente per il servizio militare durante la prima guerra mondiale, fu Tenente di complemento all’Ufficio Fortificazioni di Udine ed aggregato quindi alla 35^ squadriglia.
Morì in seguito ad incidente di volo nei cieli di Campoformido (UD) il 22 ottobre 1916 a bordo di un Voisin5, un velivolo militare comandato in quell’occasione dal S.Tenente Benedetto Baraldini che perì anch’esso in quello che doveva essere un giro di perlustrazione6.
Significativa la dedica incisa sulla sua lapide dai genitori: “ING. ENRICO CHIAVEGATTI, TENENTE DEL GENIO CADUTO A UDINE SUL CAMPO DI AVIAZIONE PRODIGANDO I TESORI DELLA VIRTUOSA SUA GIOVINEZZA PER LA PATRIA”7.
Cosa traspare da queste due figure è facile intuirlo ed apprezzarlo. Sono genuini sentimenti, vero orgoglio, senso di appartenenza ad una nazione, voglia di dare il meglio per essa.
Spinti dagli ardori giovanili, i virgulti nati sul finire dell’Ottocento stupiscono oggi noi, nati e cresciuti nella “bambagia”, troppo spesso dimentichi di quanti hanno messo a disposizione la loro vita per la patria
FONTI E BIBLIOGRAFIA
ARCHIVIO STORICO DELL’UNIVERSITÀ DI BOLOGNA, Iscritti e laureati, nel sito web: www.archiviostorico.unibo.it.
ASTOLFI NICOLA- GIGLI LUCA, Gli assi polesani dell’aviazione, in Gazzettino, edizione di Rovigo, 15 novembre 2006, p. VIII, e Gli eroi che volavano seguendo l’istinto del 19 novembre 2006, p.XII.
BRAGAZZI MARIO e VISINTIN MARIA TERESA, per le immagini fornite.
DANNELE, articolo pubblicato sul Corriere del Polesine il 17 febbraio 1910.
GENTILLI ROBERTO E VARRIALE PAOLO, I reparti dell’aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Aeronautica, Stilgrafica srl, Roma, 1999, p.183.
RIDOLFI RAFFAELE, Aereo in volo su Melara nel 1910, in Gazzettino edizione di Rovigo, 28 novembre 2006, p.XI.
WIKIPEDIA.ORG, l’enciclopedia libera sul Web, alla voce Gabriel Voisin.
NOTE
1 Il convegno aveva nel comitato scientifico Alberto Burato, Nicola Persegati e Raffaele Peretto. Vedi articoli pubblicati: ASTOLFI NICOLA- CIGLI LUCA, Gli assi polesani dell’aviazione, in Gazzettino, edizione di Rovigo, 15 novembre 2006, p. VIII, e Gli eroi che volavano seguendo l’istinto del 19 novembre 2006, p.XII.
2 DANNELE, articolo pubblicato sul Corriere del Polesine il 17 febbraio 1910. Confronta pure: RIDOLFI RAFFAELE, Aereo in volo su Melara nel 1910, in Gazzettino edizione di Rovigo, 28 novembre 2006, p.XI.
3 Archivio storico comunale di Melara, Liste di Leva. Un ringraziamento vada a Francesca Branchini, solerte e paziente collaboratrice a queste patrie memorie.
4 Aerostato, letteralmente: aeromobile più leggero dell’aria e che quindi si sostiene per effetto della spinta statica che l’aria esercita su di esso. Della stessa famiglia fanno parte i dirigibili ed i palloni aerostatici, ma mentre il dirigibile è provvisto di mezzi di propulsione e direzione il pallone non ha alcuna propulsione.
5 Il Voisin era il prodotto finale del pioniere dell’aeronautica francese Gabriel Voisin (1880-1973). Figlio di un proprietario di una fonderia compì i suoi studi all’Istituto delle belle arti di Lione. Da disegnatore lavorò dal 1903 da Ernst Archdeacon uno dei mecenati dell’aeronautica che proprio in quegli anni inizia il suo percorso. Nel 1912 subì la perdita del fratello Charles che con lui iniziò a produrre aerei giungendo a completare il primo aereo completamente in metallo. Durante la prima guerra mondiale furono prodotti qualcosa come 8.000 esemplari che da lui presero il nome. Altri velivoli famosi in quegli anni furono: Ansaldo Sopwith, Aviatik, Bleriot, Brandemburg, Breguet Michelin, Camel, Caproni, Caudron, Dorand Ar, Farman, Hanriot, HD, Isva, Lloyd 42, Macchi, Nieuport, Pomilio, Saml, Spad, SVA, Saml, Siai ecc. Il Voisin nonostante la sua bassa velocità non venne mai intimorito dagli aerei austriaci ed era riconoscibilissimo dal suo carrello triciclo sul davanti e dalla sua mole metallica.
6 GENTILLI ROBERTO E VARRIALE PAOLO, I reparti dell’aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Aeronautica, Stilgrafica srl, Roma, 1999, p.183. Un ringraziamento va all’amico Alberto Burato per la segnalazione.
7 Si ricorda che, nell’attimo in cui l’aereo cadde, il papà ebbe un sussulto, quasi presagendo la triste nuova. Enrico Chiavegatti riposa nella cella di famiglia Chiavegatti-Bonini nel locale cimitero.
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Come citare questo articolo
Raffaele Ridolfi. “Pionieri dell’aria”. Ventaglio Novanta, n. 37, 2008. https://ventaglionovanta.it/archivio/pionieri-dellaria/