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STORIA - TRADIZIONI

Francesco Ravelli (1853-1898)

Fu uno storico di vaglia, il cui ricordo a Ficarolo viene rinnovato dal “Premio Ravelli” giunto alla decima edizione

di Alberto Melloncelli

Ventaglio Novanta n. 37 2008 pp. 66–69

Cento e dieci anni fa, il 29 giugno 1898, si spegneva a Milano Francesco Ravelli, il più importante storico di Ficarolo, che aveva visto la luce nel paese rivierasco il 18 novembre 1853. Con le sue opere “Pagine storiche di Ficarolo” (Zanichelli, 1883) e “Note, illustrazioni e documenti per la Storia di Ficarolo e antiche pertinenze” (manoscritto la cui stesura l’impegnò dal 1887 al 1895) fece ritrovare al padano paese natale importanti radici, ai più sconosciute, ricche di riferimenti culturali. Con Ravelli, il piccolo centro viene pertanto consacrato quale nucleo nevralgico di almeno cinque secoli di storia, politica e religiosa. Francesco Ravelli era chimico-farmacista ma, nella sua breve vita, si occupò di tutt’altro. Due furono le direttrici che seguì: quella di storico e studioso del territorio e quella d’oculato amministratore pubblico, che aveva a cuore il bene morale e civico, della sua comunità. Una parte di lui era dunque rivolta alla memoria, e da qui le sue ricerche storiche, mentre un’altra guardava al quotidiano, cioè alla qualità della vita dei suoi contemporanei. E in quest’ambito si mise in evidenza rivestendo per un certo periodo, la carica di Sindaco. Come fossero profondi, in Francesco Ravelli, il senso civico e la partecipazione allo sviluppo sociale è testimoniato dall’impulso determinante che diede per la costruzione di un edificio scolastico nuovo ed accogliente e per la fondazione, nel 1874, del Teatro Sociale, una necessità che rispondeva alle esigenze della popolazione locale e non solo. Come storico, con i suoi importanti lavori, riuscì a dare al territorio della Transpadana ferrarese, e al Comune di Ficarolo in particolare, esatte nozioni intorno al suo sviluppo. Evoluzione avvenuta tutta in simbiosi con il grande fiume e le sue rotte. Il Po è il deus ex machina di ogni avvenimento, e Ravelli, con la sua arte e la sua poetica, trasforma la storia ficarolese in una vera e propria epopea, con i suoi eroi ed i suoi dei, che cadono nell’acqua o da essa prendono vita. Nei suoi scritti parla dei Celti, i primi abitanti, dei Romani, degli Estensi, dei Veneziani e di altri ancora. Descrive i castelli, i monumenti, le chiese, i campanili, gli oratori e le scuole. Narra di re, regine e importanti ospiti, ma anche degli usi e costumi del popolo.

Aveva da poco terminato la redazione del suo secondo, e definitivo, lavoro storico quando la morte lo colse improvvisamente, nella città della Madonnina, sul finire del secolo, senza che avesse avuto il tempo di dare alle stampe il frutto delle sue minuziose ricerche. Il cordoglio per la sua scomparsa fu ampiamente condiviso a Ficarolo e, per significare l’apprezzamento della comunità nei confronti dell’illustre personaggio, nel dicembre del 1898 il Consiglio Comunale s’impegnò, con una formale delibera, “di far stampare sì bella ed interessante opera, incaricando la Giunta a studiare un progetto sulla spesa occorrente, da presentarsi al più presto al Consiglio”. Ma le buone intenzioni non trovarono poi attuazione, tanto che sono dovuti passare quasi cento anni prima che quella delibera potesse concretizzarsi. Solo la sensibilità e l’amore per il proprio paese di Paolo Masiero, Sindaco del Comune altopolesano nei primi anni ‘90, ha permesso la pubblicazione del manoscritto ravelliano in una prestigiosa veste editoriale, in copie anastatiche.

Il premio Ravelli

In occasione del primo centenario della morte di Francesco Ravelli, nel 1998 si fece strada l’ipotesi di celebrare degnamente la memoria dello storico ficarolese. L’idea d’istituire il “Premio Ravelli” si deve a Manuela Nicoletti e Antonio Bombarda, rispettivamente Sindaco ed Assessore alla Cultura in carica un decennio or sono. E la prima assegnazione del premio si ebbe l’anno successivo nel 1999. Il concorso si qualificò subito come un importante evento culturale e nel 2001, con il Sindaco Antonella Mantovani, s’arricchì dei patrocini del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Veneto. Concorrono al “Premio” lavori di ricerca storica sulla Transpadana Ferrarese: quel territorio compreso tra il Po ed il Tartaro, che va da Melara a Polesella, interessando tutti i Comuni affacciati sulla sponda sinistra del grande fiume. Una terra di confine che, per secoli, ha vissuto sotto l’egemonia politica e culturale degli Estensi fino al 1815, quando il Congresso di Vienna ne dispose la definitiva annessione al resto del Polesine. Al concorso sono ammesse ricerche inerenti le discipline storiche, nella più ampia accezione del termine, lo studio del territorio e del paesaggio, le scienze giuridiche, naturali e mediche. Il premio in denaro ammonta a 1500 euro ed è consegnato, con una cerimonia pubblica, nel mese di dicembre di ogni anno. Inoltre, l’opera vincitrice e un estratto di quelle segnalate vengono pubblicate in un’apposita, elegante, collana. La Commissione giudicatrice, attualmente, è presieduta dal prof. Ilario Bellinazzi, Presidente del Conservatorio Musicale “Francesco Venezze” di Rovigo e valente storico del Polesine. Gli altri componenti della giuria sono il dr. Bruno Bignardi, Assessore alla Cultura di Ficarolo, la Ma Loretta Bonini, Presidente del Comitato di Gestione della Biblioteca Comunale, il prof. Mario Cavriani, Presidente dell’Associazione Culturale Minelliana di Rovigo, il prof. Franco Cazzola, Docente di Storia presso l’Università degli Studi di Bologna e il dr. Alberto Melloncelli, Direttore Responsabile de “Il Ficarolo”. L’albo d’oro del Concorso annovera tra i suoi vincitori importanti studiosi della storia altopolesana. La prima edizione – era il 1999 – fu vinta, ex equo, da Angela Ghinato con la ricerca intitolata “Piccole storie di antiche terre. Appunti storici e spunti di ricerca tra XVI° e XIX° secolo” e dalla coppia Corinna Mezzetti e Beatrice Michelini con “Un riformatore ferrarese nella Transpadana: Gian Andrea Barotti”. Nel 2000, ancora un ex equo. Vinsero “L’assedio di Ficarolo” (narra la guerra del sale del 1482) di Sergio Mantovani e “Il possesso fondiario in Transpadana alla luce del catasto Carafa del 1779” scritto da Raffaele Ridolfi e Paolo Tomasi. Seguì poi, nel 2001, Beatrice Saletti con “Luoghi di culto nella Transpadana Ferrarese”. Alberto Bimbatti, nel 2002, si classificò primo con la ricerca “Insediamenti urbani e trasformazioni territoriali nella Transpadana Ferrarese in età moderna”. L’anno successivo fu la volta di Luigi Lugaresi che narrò la storia “San Pietro in Valle: la chiesa, la parrocchia, la comunità”. Nel 2004 arrivarono primi, pari merito, Maria Rosa Mingardi, con la vita del brigante Pippone e della Commissione d’Este che lo spedì davanti al plotone d’esecuzione, e Raffaele Ridolfi con l’importante ricerca “Ultimi rinvenimenti d’archivio sulla vita del pittore ficarolese Giuseppe Antonio Ghedini”. Nel 2005 vinse, ancora una volta, Luigi Lugaresi con il lavoro “Bergantino e Melara, dalla Transpadana al Dipartimento del Mincio”. Il 2006 è stato l’anno di Michelangelo Caberletti con l’interessantissimo lavoro “Pepoli e Bentivoglio nella terra di Trecenta”. Quest’opera analizza l’ascesa e il declino delle due nobili famiglie bolognesi che, per oltre due secoli, plasmarono profondamente il territorio intorno a Trecenta. Attraverso lo studio dei fasti dei Pepoli e dei Bentivoglio, viene ricostruita anche la storia degli edifici più importanti del centro altopolesano, in particolare del “Palazzon”. Il saggio ricostruisce, con l’ausilio di un’ampia documentazione archivistica ed iconografica, patrimoni, strategie matrimoniali e destini di due grandi casate nella Transpadana Ferrarese. Lo scorso anno infine il premio è stato assegnato ad Angela Ghinato con la ricerca “La villeggiatura di Ficarolo in un inventario del 5 aprile 1892 e altre note di storia tra seicento e novecento”.

La “villeggiatura” di Ficarolo

Angela Ghinato, vincitrice dell’ultima edizione (ma anche della prima) è ferrarese: laureata in Lettere, ha la qualifica di archivista e nel 1996 ha conseguito l’idoneità di ricercatore storico. Nel suo bel lavoro la studiosa evidenzia come la “villeggiatura” di Ficarolo si identifichi con la cinquecentesca villa Gliglioli. La dr.ssa Ghinato ne illustra, quasi come in una saga, la storia, attraverso il profilo dei suoi proprietari e dei suoi ospiti illustri. Riporta poi, in modo minuzioso, l’inventario eseguito al momento della morte di Giovanni Battista Saracco Riminaldi, verso la fine del XIX secolo. L’elenco di tutto quanto stava nella villa, o ad essa riferibile, fornisce un’idea chiara della vita del tempo, degli usi e dei costumi. Il lavoro termina con un’appendice dedicata alla morte, nel 1907, dell’ultimo proprietario della villa: il conte Ermanno Giglioli. La pubblicazione della ricerca storica della dr.ssa Ghinato inaugurerà la collaborazione tra il “Premio Ravelli” e la Casa Editrice Minelliana che porterà, dopo un anno di transizione (l’opera del dr. Caberletti è stata stampata in proprio dall’autore, con una grafica spuria rispetto a quella di Comunicarte, che aveva editato le opere vincitrici del “Premio” fino alla settima edizione), ad una veste editoriale nuova che potremo vedere solo nel dicembre prossimo. Occasione nella quale potrebbe vedere la luce, ad opera di un pool di storici e linguisti, la trasposizione in linguaggio odierno dell’importante libro di Francesco Ravelli, attualmente di difficile lettura perché scritto a mano, con una calligrafia “da dottore” e in un italiano alquanto arcaico. L’iniziativa è del Sindaco Antonella Mantovani, e dalla Giunta Comunale da lei guidata, per onorare l’importante ficarolese nel decennale dell’istituzione del Premio a lui intitolato.

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Come citare questo articolo

Alberto Melloncelli. “Francesco Ravelli (1853-1898)”. Ventaglio Novanta, n. 37, 2008. https://ventaglionovanta.it/archivio/francesco-ravelli-1853-1898/

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