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ARTEOGGI

Le atmosfere di Carla Fiocco

Una pittrice che ama la propria terra e predilige le composizioni ispirate al senso dell’armonia

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 38 2009 pp. 117–120

Una magica possibilità di superare le barriere del tempo e dello spazio, la momentanea acquisizione di uno straordinario raggio divino: questo l’atteggiamento mentale che caratterizzò i nostri più antichi progenitori quando, all’incerta luce di improvvisate fiaccole, si apprestarono a tracciare, sulle spoglie pareti di sperdute grotte, i primi prodigiosi segni, in grado di “catturare” immagini della realtà. Ed ancora oggi il pittore naturalista, quando inizia a dar vita sulla tela ad una rappresentazione dell’esistente, avverte chiara la stessa misteriosa sensazione che agitò l’animo dei primi pittori; un’emozione profonda che in alcuni casi si rivela fortissima, al punto da sconvolgere letteralmente l’animo di qualche artista. E chi ha provato questa forza, che rimanda al trascendente, non la può più ignorare.

Un’attrazione quella verso la pittura, che Carla Fiocco ha avvertito a partire dall’infanzia, e che si è fatta irresistibile nell’età giovanile, avendo fin dall’inizio come riferimento aspetti naturali: i fiori con la molteplicità dei loro coinvolgenti colori, la frutta, con lo studio di composizioni in grado di suggerire piacere estetico e l’ambiente polesano; quello che oggi l’artista guarda con occhi più consapevoli, convinta che l’attività del pittore, partendo dai valori cromatici, debba trovare coinvolgimenti più ampi, in grado di lanciare messaggi importanti sotto il profilo del rispetto dell’ambiente e della sua valorizzazione.

Ci sono dei punti fermi nel suo percorso artistico, incontri che Carla Fiocco ricorda con affetto e riconoscenza, in particolare la frequentazione negli anni giovanili di alcuni riconosciuti maestri del dipingere, quali Angelo Prudenziato e Giselda Brisighello, importanti personaggi di riferimento per non pochi polesani che, negli anni sessanta e settanta, si sono avvicinati alla pittura. Un riconoscimento questo che, fra l’altro, ha dato recentemente vita ad una proposta espositiva, curata dal Circolo Arti Decorative presso la Pescheria Nuova di Rovigo: nell’ampio spazio del Corso del Popolo rodigino, gli ex allievi della Brisighello, a distanza di almeno un trentennio dal loro approccio con la pittura sotto la guida dell’indimenticabile docente ed animatrice culturale, hanno presentato alcune loro opere. In mostra gli esiti del loro percorso artistico, incredibilmente differenziato a seconda delle varie sensibilità e delle maturazioni via via sviluppatesi, fino all’approdo, in alcuni casi, alla pittura informale.

Carla Fiocco si è invece costantemente mantenuta fedele alla scelta naturalista, rifiutando le lusinghe dell’arte astratta, dei colori in libertà, delle immagini “senza immagine”, per coltivare la raffigurazione delle cose belle: dei fiori – dicevamo – con i loro colori che suggeriscono profumi intensi o delicati, mazzi di varie essenze raccolti in vasi da interni; oppure della frutta di stagione, a formare armoniose nature morte; o ancora degli scorci paesaggistici, che trovano il loro esito più consono in visioni campestri o in incantate marine.

E’ dunque quella di Carla Fiocco una pittura che sa di cose nostrane, dei sapori della nostra terra con i suoi prodotti di stagione. La fertile campagna è ripresa nel cangiare dei colori, ed un solitario casolare può essere scelto come fulcro di una scena in cui si esprimono al meglio le calde tinte dell’autunno. Oppure è una spiaggia deserta a “catturare” l’interesse della pittrice, che nel suo quadro, in primo piano, colloca alcuni crostacei, mentre il mare all’orizzonte si confonde con un cielo che sfuma all’infinito. O è ancora il mare a profilarsi luminoso e spumeggiante oltre la finestra, mentre l’attenzione si concentra sul tripudio dei colori della frutta di fine estate, dove il rosso del cocomero si sposa al giolloverde dell’uva e fa già la sua apparizione l’arancio dei caki.

Immagini rassicuranti quelle proposte da Carla Fiocco, che nella quiete del suo studio ricrea, fermandole sulla tela, atmosfere di pace ed armonia lontane dal concitato rincorrersi delle nostre giornate. Una plaga di pace, fatta rivivere dall’artista, a metà dello scorso ottobre, nella Sala Celio della Provincia nell’omonima via rodigina. E qui, dopo l’allegra giornata della vernice, nei giorni successivi sono convenuti interessati visitatori per gustare, nella tranquillità dell’appartata galleria, i vivi colori di una pittrice che ama la propria terra e la genuinità delle sue visioni.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Le atmosfere di Carla Fiocco”. Ventaglio Novanta, n. 38, 2009. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-atmosfere-di-carla-fiocco/

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