Il prossimo anno Palazzo Roverella di Rovigo ospiterà una mostra, che si profila fin d’ora di grande interesse, relativa all’arte del XVIII secolo, con particolare riferimento alle tele di autori presenti in Polesine, “Da Tiepolo a Bartoloni”. Sarà questa l’occasione per focalizzare la figura di Rinaldo Orteschi, artista del ‘700 che si firmava “da Rovigo”?
Di notizie su Rinaldo Orteschi – che risulta sicuramente autore di una via Crucis e di altri sei quadri certi, un tempo esposti nella chiesetta della Santa Croce a Melara, – ne abbiamo obiettivamente molto poche. Di lui si è interessato Savino Chiavegatti, con un intervento che risale al settembre 1981; altre notizie, oltre a quelle riportate dallo scrivente in varie sedi, non se ne sono aggiunte. Ma oggi in tal senso potrebbe venirci in aiuto una sua possibile parentela con un altro artista del nostro capoluogo.
Va innanzitutto detto che il cognome Orteschi è abbastanza raro e pressoché sconosciuto agli amanti del mondo dell’arte: un tal Pietro Orteschi è citato, ma quale letterato, vivente nel 1736, da Christian Gottlieb Joechers e Johann von Adelung nella loro rassegna. Col medesimo cognome segnaliamo poi un non meglio indagato Aurelio Orteschi, tratto dal Thieme-Becker che, nella sua monumentale opera sugli artisti del 1932, lo annota nel XXVI volume.
E proprio Aurelio Orteschi, nato forse a Rovigo e morto certamente a Ferrara nell’anno 1770, sarebbe l’autore dell’affresco riproducente i santi patroni che un tempo era dipinto sul soffitto della scomparsa chiesa di Santa Giustina di Rovigo. Sempre alla sua mano apparterrebbe il Transito di san Giuseppe nella chiesa della Madonna del buon Amore in Ferrara.
Di Rinaldo Orteschi invece, come anzidetto, non sappiamo alcunché, ma possiamo oggi ipotizzare una sua stretta parentela col citato Aurelio: forse è un suo figlio d’arte, cosa probabile e non certo impossibile. E resa più verosimile dal fatto che apprendiamo che Rinaldo è nato ed ha operato a Rovigo, così almeno lui ci tiene a fare sapere con la sua firma. Per conoscere altri aspetti dell’artista dovremmo dunque indirizzare le nostre ricerche ai registri parrocchiali di Rovigo (meglio in quelli relativi alla primitiva Santa Giustina).
Ciò che si può affermare con certezza è che Rinaldo Orteschi fu un artista di talento, del quale conserviamo ancora alcuni quadri, bisognevoli di urgenti restauri ma di ottima fattura, eseguiti fra il 1752 ed il 1759. Sino al 1971, come ci riporta il Chiavegatti, erano esposti nella chiesetta seicentesca della Santa Croce, quando poi furono trasportati nella canonica melarese, ove sono tuttora. Si presentano con colori abbastanza scuri, frutto del fumo delle candele devozionali accese per quasi due secoli, ma alcuni quadri sono ben visibili ed appaganti alla vista, come il caso di San Giuseppe, cromaticamente il più appariscente e meglio conservato.
Il primo, in ordine cronologico ed unico datato, oltre alla Via Crucis, è quello di S. Giovanni Nepomuceno dove notiamo la scritta sul retro: “Rinaldo Orteschj 1752”.
Gli altri quadri, delle dimensioni di cm. 95,5 per 130, raffigurano nel dettaglio: S.Giuseppe (con la scritta Rinaldo Orteschj di Rovigo pinxit), S. Nicola di Bari (con la sigla R.O.P.), S. Antonio di Padova (Rinaldo Orteschj Pinxit), S. Francesco di Paola (Rinaldo Orteschj Pinxi) ed i SS. Crispino e Crispiniano (Rinaldo Orteschj Pinxit).
Anche per la Via Crucis abbiamo riferimenti certi, fu infatti commissionata il 3 maggio 1756 da fra’ Giovanni Battista dei Minori di Santo Spirito di Ferrara, dopo che l’inquisitore generale frate Domenico Andrea Cortini da Forlì ne aveva dato l’autorizzazione. Nella XV stazione, quella che raffigura la deposizione del Cristo, scorgiamo nel retro la frase: “Questa via Crucis è stata dip(in)ta da me Rinaldo Orteschj di Rovigo nell’anno 1759”. Detti quadretti misurano cm. 50 per 70.
Gli amanti delle patrie testimonianze auspicano un approfondimento su questo interessante autore sinora relegato, suo malgrado, unicamente nella canonica melarese.
BIBLIOGRAFIA
– Allgemeines Gelehrten-Lexicon: Fortsetzung und Ergaenzungen zu Christian Gottlieb Joechers allgemeinem Geleherten-Lexico, worin die Schriftsteller aller Staende nach ihren vornehmsten Lebensumstaenden und Schriften beschreiben werden von Johann Christoph Adelung, von Heinrich Wilhelm Rotermund, von Otto Guenther, Leipzig 1784-1897.
– Chiavegatti Savino, La Madonna del Lume un uomo un quadro, dispensa n. 6, pp. 5 bis-quinques, settembre 1981 e n. 24, p. 227 undecies, novembre 1988.
– Dizionario enciclopedico Bolaffi dei pittori e degli incisori italiani dall’XI al XX secolo, vol.VIII, voce Orteschi Aurelio p.228.
– Thieme Ulrich-Becker Felix, Allgemeines Lexicon der bildenden Kuenstler von der antike bis zur gegenwart, W.Engelmann, Leipzig, vol. XXVI, 1932.
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Come citare questo articolo
Raffaele Ridolfi. “Rinaldo Orteschi “da Rovigo””. Ventaglio Novanta, n. 39, 2009. https://ventaglionovanta.it/archivio/rinaldo-orteschi-da-rovigo/