Pochi, anzi pochissimi, trent’anni fa, quanti erano pronti a scommettere sulle potenzialità del Polesine. Ma qualche eccezione, che oggi finalmente viene riscoperta e ricordata, c’era.
E tra i “pionieri” di un’azione di stimolo e valorizzazione delle risorse della nostra terra c’era Elia Lionello, imprenditore nel campo della ristorazione, illuminato gestore del ristorante “Tre Pini” di Rovigo, un esercizio apprezzato, un punto di riferimento attivo per più di trent’anni, che ha chiuso i battenti qualche anno dopo la morte del suo artefice.
Oggi, quando finalmente risulta consolidata l’opinione di un Polesine turistico, terra in vari settori dotata di eccellenze meritevoli di apprezzamento e visitazione, è emersa l’idea di “dare riconoscimento” ad uno dei più convinti anticipatori dell’opportunità di valorizzare le nostre potenzialità. Ecco dunque prendere corpo il progetto del “Premio Elia Lionello, Un Ponte di Tradizioni”, avanzato da Annibale Toffolo, direttore del periodico “Taste Vin” e subito fatto proprio dall’Ascom Confcommercio.
E la prima edizione del Premio Elia Lionello, ospitata lo scorso 30 marzo nell’accogliente cornice del ristorante “Al Ponte” di Lusia, ha visto insignito del riconoscimento Franco Losi, attuale sindaco di Melara, che alcuni anni fa, in prima persona come presidente della Pro Loco, ed oggi come primo cittadino ed interprete dell’intera comunità, sostiene l’annuale “Festa della Zucca”. Una manifestazione questa che ha toccato livelli di notevole prestigio allietata da un contorno di vari spettacoli, ma incentrata soprattutto nella gara tra i ristoranti per la conquista del ‘Tortello d’Oro’ e la presenza di personaggi di rilievo, tra cui spicca l’apporto di Giovanni Rana.
C’erano le principali autorità della provincia al ristorante al Ponte di Lusia, per la prima del Premio “Elia Lionello, un Ponte di Tradizioni”, che, organizzato dall’Ascom, in collaborazione col Gruppo Ristoratori Polesani (di cui Elia Lionello era stato il promotore ed il primo presidente) ha avuto il sostegno della Camera di Commercio, dell’Associazione Polesana della Stampa, de “Il Gazzettino di Rovigo”, dell’Associazione culturale Minelliana e dell’Accademia Italiana della Cucina.
“Elia Lionello è un simbolo per questo territorio – ha sottolineato Annibale Toffolo, direttore di ‘Taste Vin’ e cerimoniere della serata -. A lui va il merito di aver colto per primo il valore e l’importanza della cucina polesana come volano di promozione della ristorazione locale. Il suo “Tre Pini” è stato per decenni un punto di riferimento a Rovigo della cucina veneta. Cucina povera, legata alla tradizione che le rivisitazioni di Elia avevano fatto risaltare”.
E’ stata quindi data lettura della motivazione del premio assegnato a Franco Losi: “Perché ha saputo recuperare i presidi storici, la cultura delle tradizioni, ivi comprese quelle fondate sulle produzioni agroalimentari tipiche del territorio e della loro utilizzazione in cucina”. E’ seguita la consegna della rappresentazione tangibile del premio: una scultura in bronzo dell’artista trevigiano Carlo Balljana (conosciuto a livello mondiale come “lo scultore del vento”) raffigurante un ponte, alla sommità del quale un personaggio protetto da ombrello resiste alla bufera, a testimoniare la determinazione nell’affrontare le avversità.
“Siamo ‘Al Ponte’ di Luciano – ha quindi sottolineato Gianpietro Pizzo – presidente dell’Ascom – e già il luogo richiama il significato che si è voluto dare al Premio: un ponte per recuperare le tradizioni agroalimentari tipiche in cui crediamo”. Parole di plauso per l’iniziativa anche da parte del presidente della Camera di Commercio e vivi consensi da parte di tutti i commensali, tra cui in primis il prefetto Aldo Adinolfi, il presidente dell’Interporto Giuseppe Fini e il direttore dell’Ascom Daniele Tecchiati.
E Franco Losi, neo-insignito del premio, nel ringraziare per l’importante attestato ha osservato: “Questo riconoscimento premia gli sforzi di tutta la comunità melarese. La Festa della Zucca è un momento di intensa vita sociale per Melara, voluto proprio per conservare una delle tradizioni più vere ed antiche del nostro territorio”.
Un riconoscimento è andato anche alla moglie di Elia Lionello, la signora Mariuccia, attiva collaboratrice nella gestione del “Tre Pini”, presente in sala con i famigliari: a lei è stata consegnata, dalle mani del caporedattore del Gazzettino Donato Sinigaglia una targa raffigurante la prima pagina del quotidiano datata 1887. Con l’occasione è stato ricordato come la notorietà dei Tre Pini, nei suoi 32 anni di vita avesse superato i confini provinciali, ottenendo importanti riconoscimenti, come il ‘Fogher d’oro’, la ‘Cipolla d’Oro’ e il ‘Cuoco d’oro’, e come siano approdati al locale polesano, oggi purtroppo scomparso, personaggi di rilievo a livello nazionale, tra cui Gianni Nuvoletti, Clara Agnelli, Giovanni Capnist, Luigi Veronelli, Katia Ricciarelli, Edvige Fenech, Massimo Ranieri, e politici del calibro di Amintore Fanfani e Toni Bisaglia.
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Come citare questo articolo
Massimo Bergamini. “Un ponte di tradizioni”. Ventaglio Novanta, n. 39, 2009. https://ventaglionovanta.it/archivio/un-ponte-di-tradizioni/