C’è una Polesella dimenticata. Quella lontana dal chiasso delle cronache, o della consueta storia delle tradizioni che, fortunatamente, qualcuno ancora fa riaffiorare fra i ricordi. Una storia che andrebbe valorizzata e che, grazie alle ricerche d’archivio di rari appassionati, merita di essere rispolverata.
Stanno ancora cercando il posto che meritano, tra le innumerevoli celebrazioni, titolazioni di vie, giornate “del ricordo”, le figure di Gaetano Foschini e Nicolò Celega, i due organisti ottocenteschi, che Carlo Barbierato (vedi sheda), organista della chiesa di Polesella, direttore artistico del Concorso Organistico Nazionale di Anguillara Veneta e docente al Conservatorio “Lorenzo Perosi” di Campobasso, fa rivivere grazie alle proprie ricerche.
F. G. Foschini (1836-1908)
Francesco Gaetano (o Gaetano Ferdinando) Foschini nacque a Polesella il 25 Agosto 1836. Figlio dell’organista Antonio Foschini (ottimo esecutore ma anche compositore) della Basilica di S.M. del Rosario e di Elisabetta Greppi, ancora bambino si trasferì a Cologna Veneta, dove il padre aveva assunto l’incarico di organista titolare del Duomo. Attività nella quale il giovane Gaetano, per la prematura morte del genitore, dovette succedergli a soli quattordici anni. Successivamente, nel 1855, appena diciannovenne, Gaetano Foschini si trasferì a Milano, dove si dedicò prevalentemente alla direzione d’orchestra, che esercitò con successo in vari paesi europei.
Ma Foschini non fu solo abile esecutore, giacchè si dilettò anche nella composizione. “Risale al 1864 la sua unica opera lirica, “Giorgio il bandito”, che ebbe la prima al Teatro Italiano di Istambul – ci informa Barbierato -. Rientrato in Italia da Instambul, Gaetano Foschini fu nominato direttore dell’Istituto Musicale di Asti, nonché, nella stessa città, della banda civica e, dal 1875 al 1889, direttore artistico della stagione lirica del Teatro Alfieri. Nel 1889 – prosegue Barbierato – lasciò Asti per trasferirsi a Torino, dove divenne docente di Armonia Complementare presso il Liceo Musicale, poi divenuto Conservatorio”. Francesco Gaetano Foschini fu il “fondatore remoto” del Conservatorio torinese, essendosi adoperato per l’apertura di una scuola gratuita di musica che nel 1866 diventerà, per volontà del Comune di Torino, il Liceo Musicale: lo stesso Foschini infatti, in occasione della partecipazione all’Esposizione Internazionale di Musica di Vienna, pubblicò un volume di cenni storico-statistici relativi all’Istituzione. “Il musicista fu anche tra i fondatori della Società Ceciliana Subalpina, che propose poi a papa Leone XIII la nomina di Don Lorenzo Perosi alla direzione della Cappella Sistina – aggiunge Barbierato – e morì a Torino il 12 Marzo 1908”.
Compositore dalla solidissima base tecnica e dalla grande eleganza melodica ed armonica, fu autore di numerosissime composizioni, sia sacre che profane (strumentali e vocali) Tra le prime è importante ricordare i “Quattro Offertori dell’Avvento per sole voci”, che vinsero, nel 1899, il prestigioso concorso bandito dalla Tribune de Saint-Gervais, dando a Foschini grande notorietà anche in Francia. Nell’ambito delle profane (numerose opere per pianoforte solo o con altri strumenti o per orchestra), oltre ad alcune importanti opere teoriche, tra le quali il noto “Trattato ragionato teorico-pratico dell’armonia ad uso degli istituti e conservatori di musica”, pubblicato nel 1896. Rimangono inoltre vari suoi inediti, custoditi principalmente nelle biblioteche dei Conservatori di Milano e di Torino.
Nicolò Celega (1846-1906)
Di non meno importanza è Nicolò Celega, la cui data di nascita resta incerta. “Venne alla luce a Polesella 17 Aprile 1846 o, secondo lo Schmidl, il 15 Aprile 1844 da Angelo, organista della Basilica di S.M. del Rosario (poi divenuto, dopo il 1851, titolare presso l’allora Collegiata di Arquà Polesine) e da Maria Perazzoli – riferisce Barbierato -. Al momento non si sono ancora rintracciate notizie intorno alla sua formazione musicale: con ogni probabilità fu allievo del padre, stimato organista, ma poi alcuni ipotizzano che abbia proseguito gli studi a Milano (dove, però, non risulta essere mai stato iscritto al Conservatorio) sotto la guida del musicista e critico musicale Alberto Mazzucato.
Nel capoluogo lombardo svolse la sua prestigiosa attività di pianista, compositore, insegnante anche di canto e collaboratore della Casa Editrice Ricordi”. Importanti artisti inserivano frequentemente, nei programmi dei loro concerti, le sue apprezzate composizioni, sia pianistiche che vocali, che ebbero grande successo anche nei teatri di Milano, Bologna, Parigi ed altre città italiane ed estere, ove furono anche eseguiti alcuni suoi lavori per orchestra.
“Dal punto di vista pianistico, Celega seppe coniugare felicemente la lezione tecnica di Franz Liszt con la cantabilità italiana, particolarmente caratterizzata, nel suo caso, da melodie di grande bellezza ed immediatezza. Molto piacevoli e virtuosistiche – sottolinea Barbierato – anche le sue fantasie su temi d’opera e le sue riduzioni per pianoforte
Rimangono di lui numerose composizioni (in buona parte pubblicate, ma difficilmente reperibili) pianistiche, per canto e pianoforte, orchestrali, sinfoniche, cameristiche, vocali sacre, organistiche e con harmonium. Tra le opere per pianoforte più note ci sono ad esempio, “Valses des sirènes”, Matinée aux Alpes op. 273, Heures de rêve et de joie op. 275, tutte scaricabili gratuitamente da Internet (l’edizione cartacea non è più reperibile da parecchi decenni) come pure le belle e virtuosistiche riduzioni per pianoforte delle opere liriche “Maria Tudor” di Carlos Gomes e “Spartaco” di Pietro Platania.
Celega morì a Milano il 17 luglio 1906. Il suo archivio rimase alla Casa Editrice Ricordi. Nel cimitero di Arquà Polesine c’è tuttora la tomba dei genitori Angelo (che era stato organista a Polesella) e Maria.
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Come citare questo articolo
Elisabetta Zanchetta. “F. G. Foschini e Nicolò Celega”. Ventaglio Novanta, n. 46, 2013. https://ventaglionovanta.it/archivio/f-g-foschini-e-nicolo-celega/